Era la sua gara di casa e nei primi giri ha fatto sognare il suo pubblico. Fabio Quartararo ci ha provato, ma alla fine si è dovuto accontentare di un sesto posto, conquistato con i denti.
Al di là del risultato ottenuto, il portacolori Yamaha guarda soprattutto alle sensazioni in sella alla M1, focalizzandosi in particolare sul passo avanti compiuto rispetto al precedente fine settimane di Jerez.
Da parte sua c’è quindi consapevolezza, infatti El Diablo evita i facili entusiasmi una volta giunto in sala stampa per incontrare i media.
“Oggi dovevamo essere molto dolci in frenata – ha detto – era da tanto tempo che non provavo una sensazione così positiva, anche se sappiamo che il potenziale della nostra moto è ancora basso. Oggi sono riuscito a spingere al 100% e mi sono divertito molto, soprattutto nei primi giri, quando il gruppo era compatto ed era più facile provare a sorpassare”.
Sei un po’ più ottimista per il futuro dopo questo weekend?
“No, non direi ottimista, perché alla fine, se ci fosse più prestazione nella moto, tutti ne beneficerebbero. Più che altro è una questione di fiducia, dato che per me la moto è leggermente migliorata. Vedremo su altri circuiti, ma sono sicuro di poter spingere forte. Nei primi quattro giri sono riuscito a restare davanti ed è una grande differenza. A Jerez, nel time attack, ero molto lontano dal mio miglior tempo del 2025, mentre questo weekend ero solo a quattro decimi. Direi che possiamo essere contenti, infatti riesco a sentire meglio i limiti della moto”.
Come ti senti a fare un weekend del genere con una moto che non è ancora al livello delle altre?
“Sono felice, perché continuo sempre a spingermi al limite, a prescindere dalla posizione. Per il mio futuro è importante guidare sempre così. Voglio crescere come pilota e ogni volta che salgo sulla moto, non voglio perdere la motivazione di dare il 100%. Quando avremo un pacchetto migliore, continuando a spingere così, anche i risultati arriveranno”.
Qual è stato il cambiamento più importante fatto durante il weekend? È solo una questione di fiducia o c’è qualcosa di specifico che vi ha aiutato?
“Noi cerchiamo continuamente la miglior prestazione con l’assetto. Finché non avremo un pacchetto migliore, non cambieremo molto la moto. Adesso preferisco non toccarla troppo e lavorare soprattutto sull’elettronica. Quando il team porterà qualcosa di nuovo da provare, lo proveremo e vedremo se ci permetterà di fare un passo avanti”.
Ieri hai parlato di miglioramenti in accelerazione, soprattutto in alcuni settori. È questo che ti ha aiutato oggi?
“Abbiamo lavorato molto sull’elettronica. Per me è più difficile avere il controllo con meno intervento elettronico, ma oggi è stato un aspetto positivo. Anche se, come si è visto nel primo giro, in curva 1 mi hanno superato come se fossi fermo. Quindi resta complicato. Ho fatto un buon lavoro, ma dobbiamo ancora migliorare diversi aspetti, soprattutto dal terzo al sesto giro, infatti serve più grip e molto altro”
Oggi hai regalato un bello spettacolo ai tuoi tifosi.
“Sicuramente ho dato tutto. Il livello di rischio che ho preso oggi per mantenere questa posizione è stato altissimo. Però penso che abbiamo disputato una buona gara. Come dico sempre, la posizione è solo un numero. A Jerez abbiamo chiuso a 29 secondi da Alex Marquez, oggi invece a 7 secondi da Martin. È questo che guardo di più: il distacco, quanto siamo vicini ai migliori. E sotto questo aspetto il weekend è stato positivo”.
Sei un po’ deluso che non sia arrivata la pioggia?
“Assolutamente no. È andata benissimo così”