Ieri la sua lettera d’addio a Ducati, oggi l’annuncio della nuova avventura: nel giovedì di Assen la notizia è il matrimonio fra Pecco Bagnaia e l’Aprilia. Un “segreto di Pulcinella”, come l’ha definito Bagnaia stesso, perché il paddock sapeva già tutto tempo. Un accordo di 4 anni, dal 2027 al 2031, perché Bagnaia è uno da progetti a lungo termine, non da stretta di mano tanto per vedere come va.
Il torinese chiude così molto più di una bella e vincente fase sportiva, termina un capitolo della propria vita, lo stesso che avrebbe desiderato lo accompagnasse sino a fine carriera. Ma i rapporti sono in divenire così come lo è la realtà tutta, così come lo sono i valori, quelli che a Borgo Panigale Pecco avverte essere “cambiati”, per l’appunto. E allora da Motegi 2025, diamante in mezzo ad una stagione di zirconi, l’idea del trasloco, dell’addio, s’è allargata nella mente fino a farsi scelta. Il futuro dunque dice Noale, dove l’amico/rivale Marco Bezzecchi lo attende dall'altro lato di un box tutto made in Italy.
“Sono davvero contento di quello che succederà, di quello che sarà il mio futuro - esordisce Bagnaia - La notizia era diventata un po' il segreto di Pulcinella e ora è bello che sia venuta fuori. Ho spinto tanto per avere un contratto molto lungo, perché credo tanto in quello che potremo costruire. Il supporto che ho ricevuto è enorme, fantastico. Penso che abbiamo gli stessi punti di vista e le stesse prospettive, quindi sono molto contento. Detto questo, ho ancora tredici gare da correre insieme a Ducati, stiamo lavorando bene e stiamo migliorando tanto. Abbiamo lottato per la vittoria la settimana scorsa, come anche a Le Mans e al Mugello, quindi le cose che stiamo facendo sono quelle giuste. Devo solo riuscire a fare quello step in più, e sto lavorando anche su me stesso per farlo. Penso che continueremo ad avvicinarci alle prime posizioni”.
Qual è stato il momento in cui hai davvero iniziato a pensare di lasciare la Ducati?
“L’anno scorso non è stata una stagione facile. Ho faticato tanto e alcune cose hanno iniziato a cambiare dopo il Giappone. In quel momento ho pensato che forse fosse arrivato il momento giusto per considerare anche altre opzioni per il futuro. Ho aperto la mente. Aprilia mi ha sempre dato tanto supporto e credo fosse il momento giusto per prendere questa decisione. Avevo diverse possibilità, però ho creduto in un contratto lungo con loro e penso fosse il momento giusto per andare di là”.
In Aprilia troverai Marco Bezzecchi, che è anche un tuo grande amico. Ne avete parlato prima che tu prendessi la decisione?
“Sinceramente, quando devi prendere decisioni così devi pensare per conto tuo. Quando hai un rapporto molto stretto con qualcuno, è normale che quella persona provi anche ad aiutarti, a ragionare con te. A volte può essere positivo, altre magari meno. Io comunque non ho mai avuto problemi con i miei compagni di squadra. Ho sempre avuto rapporti buoni, perché per me il rispetto viene prima di tutto. L’atmosfera nel box deve essere serena. Con Marco penso che lavoreremo bene, e il rapporto che abbiamo potrà aiutarci in questo percorso. Mi è già capitato di avere come compagni di squadra dei miei amici, Luca Marini, Manzi, ma anche Martin in Moto3 e mi sono trovato bene, penso andrà allo stesso modo anche stavolta”.
Hai detto che dopo il Giappone dell’anno scorso qualcosa è cambiato. Puoi spiegare cosa, proprio nel weekend in cui tu hai vinto entrambe le gare e Marc ha vinto il titolo?
“Ci sarà un posto e un momento per raccontare queste cose, ma non credo sia questo. Non è il momento giusto”.
Ieri abbiamo anche letto la tua lettera d’addio.
“Dopo otto anni penso fosse giusto dedicare un pensiero importante per dire addio. È vero, finiremo insieme questa stagione, però non volevo arrivare alla fine, dire che me ne sarei andato e basta. Questo momento è più importante di così. I ricordi più belli della mia carriera li ho avuti con Ducati”.
Ti dispiace non concludere la tua carriera in rosso?
“Molto. L’obiettivo era quello. Per rispetto nei loro confronti, ho anche aspettato abbastanza prima di prendere una decisione al cento per cento. Il desiderio è sempre stato quello, il sogno è sempre stato quello: iniziare e finire lì. Per me, a livello di impegno e di prospettiva, quello era il mio desiderio. Però si prendono strade diverse. Le ambizioni, i punti di vista probabilmente sono cambiati. Certi valori sono cambiati e ho sposato chi aveva più i miei stessi valori. Quindi è andata così”.
Perché con Aprilia hai voluto un contratto di quattro anni, che nel nostro sport è qualcosa di tutt’altro che normale?
“Perché credo nei rapporti. Di solito due anni sono già tanti, quattro anni sono tantissimi per la MotoGP. Però credo nel progetto. Con il nuovo regolamento servirà tempo per capire, per lavorare intorno alla moto e costruire tutto nel modo giusto. Spingere per avere un contratto così lungo mi ha reso felice. Anche loro erano contenti, ci siamo trovati a metà strada e abbiamo firmato”.
Come sono stati questi weekend con Ducati, sapendo già di andare altrove e non potendolo dire?
“Mah, siamo tutti professionisti. Abbiamo lavorato nel migliore dei modi. Ovviamente al test di Brno non ho partecipato, sono andato a casa. Però per il resto è come prima. Stiamo lavorando come prima, stiamo lavorando tanto e andiamo avanti”.
Hai qualche consiglio da dare ad Acosta per il suo futuro con Marc?
“Marc non è un mostro! (ride) Quindi si può avere un buon rapporto con lui".
C’è stato un momento, in questi due anni, in cui hai pensato: 'in effetti non si sta troppo male con lui'?
“Un momento preciso? Beh è sempre un po’ come la stampa la mette giù. Perché alla fine, quando era arrivato Bastianini, l’inverno era stato infernale: “Chissà come andrà la relazione dentro al box”, si diceva. Quando è arrivato Marc, ancora peggio. Quindi o sono io che non ho mai nessun problema con i miei compagni, perché probabilmente li rispetto veramente tanto, oppure non c’è bisogno di fare tutto questo caos attorno”.
Veniamo ad Assen. La fiducia sembra in crescita, arrivi da quattro podi consecutivi e qui hai vinto in tutte le categorie. Può essere il weekend giusto per tornare alla vittoria in gara?
“Sicuramente è una pista molto buona per me. Anche l’anno scorso ero stato forte durante il weekend, poi però ho perso sia la Sprint sia la gara. Quello che abbiamo fatto a Brno è stato positivo, però qui dobbiamo guardare anche le condizioni meteo. Farà molto caldo, ma potrebbe anche cambiare, e questo a catena cambia il lavoro da fare. Mi piace tanto come si sta comportando la moto quest’anno e, se riusciremo a fare un altro passo rispetto alle ultime gare, potremo lottare per la vittoria”.
Il tuo ricordo più bello ad Assen, in pista e fuori?
“Un bel ricordo la prima vittoria in Moto3 nel 2016. In MotoGP invece direi il 2024, perché mi sentivo davvero bene sulla moto, avevo una fiducia eccezionale. E fuori dalla pista, la prima volta che ho letto il mio nome nel tunnel del circuito: è stato bellissimo, mi sono sentito una star, tipo Walk of Fame", ha concluso il futuro pilota Aprilia.