L’annuncio è arrivato ieri: Marc Marquez e Ducati continueranno insieme fino al 2028. Non è stata una sorpresa, i giochi erano stati fatti da tempo e il test dello spagnolo sulla nuova 850 lunedì scorso a Brno è stata solo l’ennesima conferma. Marc ha ancora voglia di correre e divertirsi, nel box troverà un nuovo compagno, quel Pedro Acosta che tanti dipingono come il suo erede.
“Sono felicissimo di annunciare il rinnovo del contratto con Ducati perché era quello che volevo - dice Marc -Ovviamente, non ho avuto un inverno facile dopo l’infortunio in Indonesia, ma anche in quella situazione Ducati ha continuato a credere in me, mi ha lasciato tempo e dato la fiducia per continuare a pensare di poterlo fare. Però, ho sempre detto che è meglio non prendere nessuna decisione quando sei in un processo di recupero. Dal punto di vista mentale, mi sento pronto per affrontare i prossimi due anni perché voglio continuare a godermi la mia passione, che è la MotoGP. Spero e credo che il fisico mi seguirà, passo dopo passo sto tornando a un livello accettabile. Vedremo, ma ora sono completamente concentrato sul 2026 perché il presente è la cosa più importante”.
Ti basterà goderti la tua passione? Non pensi a vincere ancora?
“L’obiettivo più ambizioso è quello di godermi la mia passione negli ultimi anni della mia carriera. A volte ci sono degli atleti che finiscono la loro carriera odiando il proprio sport perché, normalmente, negli ultimi anni puoi soffrire per gli infortuni, per la pressione, per la mancanza di risultati. Quello che voglio fare è cercare di godermi questi ultimi anni”.
È la cosa più importante?
“Non so se questo sarà il mio ultimo contratto, ma l’importante è potere ricordare i miei ultimi anni di carriera con piacere. Questo è l’obiettivo, ma mi piace essere sempre competitivo, spingere al 100%. Avrò tempo per capire quali saranno i miei obiettivi”.
Hai preso in considerazione la possibilità di un contratto per un solo anno?
“Era un’opzione sul tavolo, ma la cosa migliore per il progetto era un contratto biennale”
Avevi altre offerte sul piatto?
“Nella mia carriera, quando mi sono trovato bene, mi sono sentito rispettato e i risultati sono arrivati, quel posto è sempre stato la mia prima scelta. Non mi piace parlare con altri se mi sento bene dove sono, quindi Ducati è sempre stata la mia prima scelta. Avevamo iniziato a parlare prima della fine della scorsa stagione, poi ci eravamo fermati perché dovevo capire quali fossero le condizioni della mia spalla dopo l’infortunio in Indonesia. A un certo punto devi prendere una decisione e devi crederci, io ho creduto che sarei potuto tornare a un livello accettabile per essere competitivo. Le ultime gare mi hanno dato la fiducia necessaria”.
Prima dell’ultima operazione alla spalla eri preoccupato?
“Ero spaventato perché dopo ogni intervento perdi qualche punto percentuale. A volte è solo un 5%, non te ne accorgi nemmeno, ma a volte è di più. In questo braccio ho perso tanto e per questo ho dovuto aspettare, se avessi perso ancora non sarei più stato in grado di guidare una moto. Dopo l’ultima operazione, sono tornato a un livello che mi permette di continuare”.
Avrai Acosta come compagno di squadra.
“Pedro era uno dei migliori piloti sul mercato, una delle migliori scelte per qualsiasi team. È veloce e giovane, sarà competitivo fin dall’inizio, ma non parlerò oltre perché ho un enorme rispetto nei confronti di Pecco che è il mio attuale compagno di squadra”.
Descrivono Acosta come un giovane Marc…
“Avremo tempo per parlare di questo”.
Cosa ti aspetti da Bagnaia in Aprilia?
“Anche di questo parleremo nell’inverno (sorride). Non mi piace parlare del futuro, ma del presente. Pecco è un due volte campione del mondo in MotoGP e un pilota molto veloce”.
Lunedì hai provato la 850, quali sono le prime impressioni?
“La prima impressione è… la prima impressione. Ho dovuto occuparmi di molte cose, fare tanto lavoro per la squadra. Vedremo come andrà, ma il punto di partenza è buono”.
Passiamo ad Assen.
“Se vincessi qui… (ride). Lo scorso anno ci ero riuscito, ma non ero il più veloce, anche se ero in piena forma avevo faticato perché questa pista racchiude tutti i miei punti deboli. Quest’anno mi aspetto di faticare un po’ di più, a Brno ho imparato che devo pensare giorno per giorno. Non mi pongo limiti, ma nemmeno obiettivi. Questa dovrebbe essere l’ultima pista in calendario in cui dovrei faticare, quindi voglio passare questo fine settimana nel migliore dei modi”.
Però sei in lotta per il titolo.
“Non so come e perché, ma sono dietro al leader del campionato di appena 40 punti. È arrivato un regalo, ma io continuerò con la stessa mentalità. Avrò tempo per pensare al campionato nella seconda parte della stagione, dopo questo GP capirò se potrò andare all’attacco”.