Eccoci, siamo ad Assen. Mi sono introdotto nella cabina di commento della TV svizzera RSI perché qui c'è Roberto Rolfo, impegnato come commentatore. Anche se lo vedete bello abbronzato è perché ha passato tutta la giornata a bordo pista: da pilota continua ad andare a vedere da vicino quello che succede.
"In realtà non lo faccio solo qui. Anche a casa continuo a lavorare con la scuola di guida: alla fine l'asfalto è sempre asfalto".
Se vi capita, andate a dare un'occhiata perché è davvero un ottimo istruttore. Prima o poi verrò anch'io, tanto posso solo migliorare.
Intanto facciamo un rapido riepilogo delle Pre-qualifiche. Marco Bezzecchi è stato il più veloce in 1'31"123 davanti a Raul Fernandez. Pedro Acosta ha portato la KTM al terzo posto, Ai Ogura è quarto: quindi tre Aprilia nei primi quattro. La migliore Ducati è stata quella di Pecco Bagnaia, protagonista di un finale piuttosto movimentato: prima la bandiera gialla nel giro veloce, poi la bandiera rossa provocata dalla caduta di Alex Marquez, che fortunatamente sta bene. Fermin Aldeguer, invece, è stato portato al centro medico per accertamenti dopo la sua caduta. Aveva montato una gomma morbida usata, perché non aveva più pneumatici nuovi disponibili, ma è riuscito comunque a chiudere quinto davanti a Marc Marquez e Fabio Di Giannantonio. Buon ottavo posto per Bastianini, nono Jorge Martin, che avrebbe potuto fare meglio ma è caduto. A completare la Q2 è stato Alex Marquez, mentre Franco Morbidelli è rimasto fuori per appena 26 millesimi. Eliminati anche tutti i piloti Yamaha e Honda.
"Da bordo pista la prima impressione riguarda proprio la Ducati. Sul passo e sulla costanza, oggi mi è sembrata quella che ha mostrato qualche difficoltà in più. Marc Marquez continua a essere impressionante soprattutto nella percorrenza del centro curva e nell'apertura del gas in uscita: riesce ad anticipare tutti gli altri piloti Ducati e questa è una differenza che da fuori si vede chiaramente. Però non è stato costante per tutta la sessione. Forse sta ancora gestendo la condizione fisica e le energie, ma anch'io ho avuto la sensazione di prestazioni molto altalenanti.
Di Giannantonio è andato bene, ma spesso al limite. In particolare in frenata la moto sembra difficile da rallentare e nel pomeriggio, con il caldo e il grip inferiore, la situazione è peggiorata. Alex Marquez è caduto due volte, una leggera scivolata al tornantino e poi un'altra alla curva 11: anche lui sembrava soffrire parecchio la mancanza di grip.
Bagnaia, invece, mi è piaciuto moltissimo come stile di guida. Pulitissimo, molto composto, forse perfino troppo. A un certo punto non avevo il monitor dei tempi e pensavo stesse facendo un ottimo lavoro; poi ho guardato la classifica ed era diciassettesimo. È probabilmente la Ducati più bella da vedere, con pochissimi movimenti, ma oggi non è stata particolarmente efficace. Alla fine ha fatto il tempo nel giro successivo a quello compromesso dalla bandiera gialla. Sul passo, per il momento, non lo vedo ancora davvero competitivo.
L'Aprilia, invece, è la moto che mi ha convinto di più. È facile da guidare, molto costante. Ogura guida benissimo, con uno stile pulito e preciso che mi è sempre piaciuto. In uscita di curva la moto percorre metri, accelera molto bene ed è estremamente stabile. Il vero vantaggio dell'Aprilia oggi è proprio questo: tanta stabilità e un'elettronica che lavora molto bene in uscita di curva. Se dovessi indicare una favorita, direi proprio Aprilia.
La KTM è la solita: c'è Pedro Acosta che fa la differenza. Il suo giro veloce è arrivato sfruttando anche una scia, ma rimane un pilota spettacolare da vedere, soprattutto in frenata. Sulla distanza gara ho qualche dubbio, perché non mi è sembrata costante quanto l'Aprilia, però Acosta riesce sempre a tirare fuori qualcosa in più.
La Yamaha, invece, la vedo lenta soprattutto in uscita di curva, in particolare nelle ripartenze dai tornanti. Mi sono posizionato proprio nel punto in cui senti il passaggio delle marce e qualche differenza si percepisce chiaramente. Inoltre mi sembra una moto poco omogenea: ogni pilota Yamaha la guida in maniera diversa. Quartararo l'ho visto piuttosto nervoso. E sapere già a metà stagione che probabilmente il tuo futuro sarà altrove non aiuta certo dal punto di vista mentale. Storicamente la Yamaha è sempre stata una delle moto più facili da guidare, soprattutto su una pista come Assen. Oggi, invece, questa sensazione non la trasmette più.
La Honda, al contrario, continua a dare proprio l'impressione di essere una moto piacevole da guidare. Mir, soprattutto nel primo settore, mi sembrava davvero efficace e pensavo fosse molto più avanti in classifica rispetto al risultato finale. Mi è piaciuto anche Moreira, che secondo me è cresciuto parecchio come stile di guida. Honda oggi mi è sembrata decisamente meglio della Yamaha".
Un altro tema importante riguarda le partenze senza abbassatore anteriore. C'è chi sostiene che la prima frenata sia più semplice perché non bisogna più sganciare il dispositivo, ma Marco Bezzecchi ha spiegato che se da una parte si guadagna, dall'altra si perde stabilità nella fase iniziale della partenza. Ha ricordato anche il vecchio episodio di Barcellona con Danilo Petrucci, quando senza abbassatore la moto cambiò improvvisamente traiettoria.
"Personalmente credo che un intervento di questo tipo non andasse fatto a campionato in corso. Le moto avevano ormai trovato un loro equilibrio. Se si vuole eliminare l'abbassatore anteriore, lo si fa, ma a fine stagione. Guardando tutte le prove di partenza la stabilità è chiaramente peggiorata. Le moto sono molto basse dietro e, nel momento del rilascio della frizione, il rischio di impennare aumenta sensibilmente. Con la potenza che hanno oggi queste MotoGP l'anteriore tende già naturalmente ad alleggerirsi e senza l'abbassatore il problema diventa ancora più evidente. Sono cambiamenti che vanno introdotti tra una stagione e l'altra, non durante il campionato".
Al Sachsenring, invece, verranno aumentati anche gli spazi sulla griglia di partenza, passando da tre a quattro metri tra un pilota e l'altro. Quello è un intervento molto meno invasivo e sicuramente incide meno sulla guida.
Ci vediamo domani con la nostra diretta insieme anche a Carlo Pernat. E già che ci siamo, un piccolo consiglio: oggi è uscita una canzone di Francesco Baccini dedicata proprio a Carlo Pernat. Andate ad ascoltarla.