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Bagnaia: “La mia Q2? Ormai vanno di moda i thriller”

“Sono felice perché quando ho scoperto di non avere altre gomme non è stato piacevole. I dischi 355? Li utilizzerei pure a Phillip Island con 4 gradi”
bagnaia

Nel finale incandescente di Assen, Pecco Bagnaia è riuscito a garantirsi un piazzamento in Q2. 

Il portacolori Ducati ha infatti rischiato grosso, perché a meno 3 minuti dallo scadere occupava la 16^ posizione.
Poi ecco il colpo di reni per agguantare la top five davanti a Marc Marquez. 

Il piemontese ha lavorato a piccoli passi, trovando la direzione da seguire nonostante un rischio non calcolato legato alle gomme.

Ormai vanno di moda i thriller -ha esordito scherzando – diciamo che quando ho scoperto di non avere un'altra gomma non ero proprio felicissimo. Ovviamente non puoi scaldarle tutte, altrimenti rischi di ritrovarti una gomma già utilizzata. Però ho pensato che alla fine domenica sarà difficile fare la gara con la soft, quindi magari avere una gomma in più poteva essere utile. Quando ho capito che non l'avevo più, è stato un momento un po' complicato”.

Quel giro che hai fatto acquisisce ulteriore valore…
“Nelle libere mi aspettavo qualcosa di più dalla soft all'inizio del turno. Quando sono partito non mi trovavo particolarmente bene, ma abbiamo capito che non era la gomma il problema. Avevamo provato un assetto che non ci stava dando le sensazioni che ci aspettavamo e ci sono volute un paio di uscite per capirlo. Quando siamo tornati a una configurazione diversa, che ha funzionato molto meglio, ero al secondo run con la media e lì mi sono trovato bene. Riuscivo a girare forte. Secondo me con la media eravamo abbastanza simili a Bezzecchi, che è stato il più veloce. Al momento loro con la soft hanno qualcosa in più, ma sul passo ci siamo avvicinati parecchio nel corso della giornata e di questo sono soddisfatto. Nel time attack, invece, al primo tentativo non mi sono trovato benissimo con il posteriore. Nel secondo sì, però tra bandiera gialla e bandiera rossa ho avuto una sola possibilità e in quel giro ho dato tutto. Sicuramente non avevo il potenziale di una gomma completamente nuova, ma questa è una pista che si presta abbastanza a non dover avere una grandissima uscita di curva. Certo, un po' meno grip si sente, ma era comunque sufficiente per stare lì davanti”.

La soft sarà la gomma giusta per la Sprint di domani?
“Il tema principale è la temperatura. La gomma si scalda tantissimo e, quando succede, inizia a fare quel movimento costante che a me dà parecchio fastidio. Lo fa già dal secondo o terzo giro. Bisognerà capire bene la situazione. Fortunatamente gli ingegneri stanno già lavorando per trovare una soluzione”.

La prequalifica è stata molto altalenante. Da fuori è sembrato tutto piuttosto strano: eri molto indietro, poi improvvisamente sei salito davanti. Ti preoccupa?
“No. Con la media usata avevo già fatto il mio miglior tempo e mi ero portato in sesta posizione. Poi ho montato la prima soft e ho migliorato parecchio. Il crono di 1’31"5 mi aveva già messo quinto. Nel giro successivo stavo arrivando circa un decimo e mezzo sotto quel tempo, quindi eravamo già molto veloci. Secondo me c'era il potenziale per girare in 1’31"1 o 1'31"2. La bandiera rossa ci ha fatto perdere un po' di terreno e poi, con una gomma che aveva già sei giri, era difficile pensare di fare il miglior tempo assoluto. Però siamo rimasti molto vicini ai primi. Il potenziale c'è, siamo veloci. Dobbiamo solo trovare un po' più di continuità, cosa che su una pista del genere non è semplice. Anche il caldo mette parecchio in difficoltà le gomme. Molte delle cadute viste oggi, in tutte le categorie, sono dovute proprio alle temperature elevate”.

Quanto ti aiuta Assen rispetto all'anno scorso?
“È una pista sulla quale riesco a trovarmi abbastanza bene anche quando non sono al 100% con la moto. Però devo dire che, rispetto all'anno scorso, oggi riesco a fermarla e a farla girare meglio. E questo aiuta tantissimo, soprattutto su un tracciato come questo”.

Oggi si è parlato molto dei tuoi dischi freno. Ci spieghi qualcosa di questi 355?
“Questo discorso era già iniziato l'anno scorso. Ad Aragon avevo provato i 355 e mi ero trovato molto bene. Quelli che stiamo usando ora, sono una versione particolare sviluppata per essere utilizzata anche su piste dove prima non era possibile. Brembo ha fatto un lavoro fantastico, sia per me che per gli altri. Credo che siano davvero pochi quelli che li stanno usando e sinceramente non so nemmeno chi siano gli altri. Io mi trovo molto bene. Li userei anche a Phillip Island con quattro gradi di temperatura, perché per il mio stile di guida mi aiutano parecchio”.

Li usi dalla Thailandia e non li hai più tolti?
“Questi dischi particolari li uso dal test di Jerez di quest'anno. Non sono la soluzione a tutti i problemi. Sono semplicemente un aiuto”.

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Oltre ai dischi, quanto aiuta avere la mente libera sapendo già cosa farai in futuro?
“In realtà io mi sento mentalmente libero già dalla prima gara della stagione, perché era tutto deciso fin da allora. Quindi da quel punto di vista sono assolutamente tranquillo”.

Come giudichi questi 55 gradi sull’asfalto?
“Penso sia la temperatura più alta mai vista e questo ha inciso sulle cadute. Credo che le gomme non abbiano mai sofferto come oggi. Domani se parti dietro rischi di faticare molto con l’anteriore, infatti cercherò di essere davanti il più possibile”.

Nel finale hai avuto un bel trenino di piloti dietro di te e un solo tentativo…
“Se inizi a pensare è finita. Ho solo pensato ad andare e basta”. 

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Riccardo Guglielmetti