Assen si apre sotto il sole, con il caldo destinato a salire e la possibilità di qualche goccia di pioggia domenica. Ma nel giovedì del TT olandese il meteo passa quasi in secondo piano, perché il paddock della MotoGP si è acceso ben prima della pista. Nel TGPOne firmato da Matteo Aglio, la giornata viene raccontata come una di quelle capaci di spostare davvero gli equilibri del campionato e forse anche del futuro prossimo della classe regina.
Il tema dominante è ovviamente il mercato, finalmente sbloccato dopo l’accordo tra Dorna e Case. Gli annunci più attesi sono arrivati tutti insieme e hanno ridisegnato il quadro della MotoGP che verrà. Marc Marquez ha rinnovato per altri due anni, spiegando di voler continuare a divertirsi e a godersi gli ultimi anni della carriera senza arrivare a odiare lo sport che gli ha dato tutto. Parole pesanti, che raccontano un pilota consapevole della fase della sua vita e anche del proprio corpo: il braccio, per usare la sua stessa espressione, è ora a un livello “accettabile”. E visto quello che ha mostrato in pista tra Ungheria e Brno, basta questa definizione per capire quanto resti ancora elevatissimo il suo margine.
Al suo fianco in Ducati ci sarà Pedro Acosta, pronto a raccogliere l’occasione più importante della carriera. Lo spagnolo sa perfettamente chi si troverà accanto: non soltanto un campione, ma l’ultimo vero rappresentante di un’epoca che ha incrociato nomi come Pedrosa, Lorenzo e Valentino Rossi. Per Acosta, entrare in quella dimensione significa confrontarsi con un riferimento assoluto, ma anche con il salto definitivo verso la squadra che tutti vogliono battere.
L’altra grande mossa riguarda Pecco Bagnaia, che ha scelto Aprilia con un contratto addirittura di quattro anni. Una durata lunghissima per gli standard attuali della MotoGP, segnale di una scelta forte, strutturata, pensata per un progetto a lungo termine. Bagnaia non ha ancora raccontato davvero tutto, ma ha lasciato intuire che la decisione sia maturata in autunno, nella settimana successiva a Motegi. A Sepang era già successo qualcosa di decisivo dentro di lui, qualcosa che lo ha portato a dire basta. Yamaha lo aveva cercato con forza, ma alla fine Pecco ha scelto Noale, dove troverà Marco Bezzecchi , amico di lunga data e compagno di allenamenti. Una coppia che sulla carta può diventare esplosiva.
E proprio attorno a questa scelta si inserisce un altro filone molto interessante: quello dell’italianizzazione di Aprilia. Con Bezzecchi e Bagnaia nel team ufficiale e con Bastianini ormai molto vicino a Trackhouse, la casa di Noale si ritroverebbe ad avere una fortissima impronta tricolore, mentre Ducati, che negli anni aveva investito tanto sui giovani italiani, rischia paradossalmente di ritrovarsi con un solo pilota italiano su sei moto, cioè Nicolò Bulega. È il classico paradosso del mercato: chi aveva costruito un progetto a forte identità italiana adesso si scopre molto più internazionale, mentre l’Aprilia assume un volto sempre più nazionale.
Su questo sfondo si inserisce anche una riflessione più ampia su come sia cambiata Ducati negli ultimi anni. L’impostazione voluta da Paolo Ciabatti, basata su una valorizzazione precisa del vivaio italiano e di alcuni profili individuati da tempo, si è progressivamente dissolta con l’arrivo di Marquez e con il cambio di direzione che ne è seguito. Sono usciti Bastianini, Martin, Bezzecchi, Bagnaia e altri protagonisti che facevano parte di quel percorso. Il risultato è che oggi Ducati è ancora la moto da battere, ma con una fisionomia molto diversa da quella immaginata qualche stagione fa.
L’altro grande tema del giovedì di Assen è quello delle 850 con gomme Pirelli, dopo il test riservato svolto a Brno. Formalmente era tutto coperto, ufficiosamente però le indicazioni sono uscite eccome. E il primo verdetto sembra essere positivo. I piloti raccontano moto meno brutali delle attuali 1000, meno violente nella spinta pura, ma più divertenti da guidare, più vicine in un certo senso a una Moto2 raffinata, dove la velocità in percorrenza torna ad avere un peso ancora maggiore. Quanto alle Pirelli, anche se nessuno le nomina apertamente, la sensazione generale è quella di una prima promozione netta.
Il test di Brno ha lasciato poi un’altra traccia concreta che si vedrà proprio ad Assen: niente più abbassatori in partenza. Il divieto viene anticipato di un anno e, da quanto emerso nel paddock, i piloti sono stati in larga parte d’accordo. Un cambiamento tecnico che va nella direzione di una MotoGP meno esasperata nelle sue fasi più artificiali e che si inserisce perfettamente in una stagione di transizione verso il 2027.
Ma il giovedì olandese non è stato solo mercato e tecnica. Aglio è tornato anche sul caso Bezzecchi-Marshal, dopo quanto accaduto a Brno. Il tono del box Aprilia, ufficialmente, è quello della ricomposizione. Ma l’impressione, stando alle parole e soprattutto al modo in cui Bezzecchi ha raccontato l’accaduto, è che il tema non sia ancora davvero chiuso. Marco ha ammesso il peso emotivo dell’episodio e lo ha fatto con una sincerità che ha colpito chi gli era davanti. Ha dato l’idea di aver compreso fino in fondo l’errore, di averne percepito il significato e il peso, senza limitarsi a una frase di circostanza. Per uno come lui, che ha ricordato come in MotoGP si sbagli sempre davanti a milioni di persone, il passaggio non è banale.
Infine, un’altra novità destinata a far discutere riguarda la nuova Moto3, che dal 2028 sarà marchiata Yamaha. Non sarà solo un fornitore di motori: la casa giapponese porterà in pista l’intera moto, sviluppata partendo dalla piattaforma stradale della R7 e poi profondamente adattata alle esigenze delle corse. Una piccola rivoluzione, che conferma come il futuro del paddock si stia già scrivendo oggi, ben oltre il weekend di Assen.
Insomma, il giovedì olandese ha avuto tutto tranne il sapore della vigilia tranquilla. Il mercato ha cambiato faccia alla MotoGP, le 850 hanno dato segnali incoraggianti, Pirelli esce dal primo esame con giudizi positivi, gli abbassatori spariscono e Aprilia prova a ripartire anche sul piano umano. La pista inizierà davvero domani, ma il weekend di Assen, in fondo, è già cominciato da un pezzo.