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Martin: “Assen era più un vulcano che una pista, saranno gare di sopravvivenza”

“Mi sentivo bruciare la faccia e il corpo, si sente meno caldo nelle gare asiatiche. Bezzecchi sta facendo la differenza. Io non mi sento ancora al 100%, ma il podio è un obiettivo realistico”
Martin: “Assen era più un vulcano che una pista, saranno gare di sopravvivenza”

Dal verde della vernice del tracciato di Brno a quello dell’erba delle via di fuga di Assen il passo è stato abbastanza breve per Jorge Martin. Il pilota Aprilia è infatti incappato in una scivolata in Curva 11 a 3 minuti dal termine delle Pre-Qualifiche del GP d’Olanda. Una caduta che non ha fortunatamente avuto alcuna conseguenza per Martin, che è riuscito comunque a chiudere in Top 10 con il 9° tempo.

“Oggi ho assaggiato l’erba olandese - ha commentato scherzando Martinator - Stavo andando con calma, perché non volevo surriscaldare la gomma posteriore. È un problema che abbiamo: se parto a tutto gas già uscendo dal box, a metà giro ho già problemi di temperatura della gomma. Forse, cercando di andare con calma, non sono riuscito a trasferire bene bene il peso all’anteriore. La moto ha spinto un po’ da dietro e sono finito a terra”. 

Una fortuna che ci fosse l’erba anziché la ghiaia.  

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Se ci fosse stata la ghiaia, credo avrei cominciato a rotolare e non sarebbe stata una buona cosa - ha detto Jorge - Ho cercato di girarmi velocemente, appoggiandomi con i gomiti e le mani, per non entrare troppo velocemente nell’erba. Era ben livellata, devo fare i miei complimenti, perché qui era perfetta a differenza di altri circuiti dove è un disastro. È un peccato perché, nel complesso, mi sono trovato bene per tutta la giornata. Ho cercato di migliorare il mio feeling ed ero competitivo, quindi spero di non perdere queste sensazioni domani. Ritengo che siamo riusciti a fare un passo avanti in frenata rispetto a Brno, e ne sono contento”.

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Il pilota spagnolo ha riscontrato un miglioramento anche a livello di feeling con l’anteriore.

“Come detto, mi sento più a mio agio. Abbiamo provato una soluzione questa mattina per mettere più peso sull’anteriore e mi ha aiutato moto a capire dove è il limite. È stato un piccolo passo avanti, ma mi ha aiutato un pochettino. Anche dal punto di vista mentale, perché sento di avere più supporto dall’anteriore. Adesso, è la stabilità il problema che ho qui. Proveremo a lavorarci domani”, ha affermato.

Mentre Martin è riuscito ad agguantare per poco la Q2, Marco Bezzecchi e Raul Fernandez sembravano avere qualcosa in più rispetto agli altri.

“Non ho ancora visto i dati per via della caduta, perché sono rientrato direttamente. Devo controllare, ma quando mi sono fermato al box ho visto che Raul era nelle prime tre o quattro posizioni, come tutte le Aprilia. Questo significa che la moto funziona bene. Credo che adesso Marco stia facendo la differenza. È 2 o 3 decimi più veloce degli altri, più nel time attack che sul passo, ma è piuttosto forte. Quindi, devo capire (da cosa dipende) e cercare di colmare il divario”, ha commentato.

Pur essendo più competitivo che in Repubblica Ceca, Jorge non si sente ancora perfettamente a suo agio in sella alla RS-GP.

“Cerco sempre di dare il meglio di me stesso, di migliorare rispetto a prima, ma non mi trovo al 100% con l’Aprilia. Mi manca ancora un po’. Ritengo comunque che siamo in un buon momento e credo di avere la possibilità di lottare per il podio, che qui è un obiettivo realistico ma non come a Le Mans, dove lottavo per la vittoria - ha puntualizzato - Come faccio ad avere una buona base su una pista dove non ho corso lo scorso anno? Ho un ottimo ingegnere elettronico, Renato Pennacchio, che grazie alle informazioni raccolte di Bezzecchi e ai riferimenti che abbiamo su altri circuiti, è in grado di prepararmi le mappature per partire già con una base”.

A rendere particolarmente complicato questo fine settimana ci stanno pensando le alte temperature registrate ad Assen e in tutti i Paesi Bassi.

Sembrava più un vulcano che una pista, faceva incredibilmente caldo e saliva molto calore dalla moto. Sinceramente, non ricordo questo calore in altri luoghi. Penso che il caldo si senta meno nelle gare asiatiche, come la Thailandia o la Malesia dove c’è più umidità rispetto a qui: mi sentivo bruciare la faccia e il corpo. Ho cercato di prepararmi al meglio con cibo, con il recupero e dormendo bene, perché so che dobbiamo recuperare bene in gare toste come questa - ha osservato il madrileno - Anche guardando i tempi, si vede che il nostro passo è più lento di 1”5 rispetto magari al mattino. Mettendo la morbida riusciamo ovviamente a essere veloci su un giro, ma siamo abbastanza lenti. Ti senti come se la moto e il motore non funzionassero e senti un calo a livello fisico dopo due o tre giri consecutivi. È davvero dura. Quelle di domani e domenica saranno due gare di sopravvivenza”.

Una situazione abbastanza al limite, pensando soprattutto al Gran Premio. “La situazione è la stessa per tutti, ma se correremo con queste condizioni dovremo pensare un po’ alla situazione, perché credo non sia particolarmente salutare fare 27 giri così - ha concluso Martin - Sembra però che domenica andrà meglio, quindi non sarà un grosso problema”.

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Daniela Piazza