Aprilia sta imponendosi in questo inizio di campionato, ma gli uomini di Noale sono già impegnati anche per il 2027, come tutti gli altri rivali. Poco più di una settimana fa, a Jerez, è sceso in pista il prototipo della MotoGP veneta per il 2027 con Lorenzo Savadori. Ormai tutti i costruttori hanno fatto almeno un test con la nuova moto e la curiosità per quello che succederà è massima. Marco De Luca, Responsabile del Veicolo per Aprilia, ha parlato di come stanno procedendo i lavori a Noale.
“Sta andando tutto bene, abbiamo già fatto un primo test con una moto ibrida per fare alcuni collaudi - dice - Ora serviranno delle rifiniture e molto presto torneremo in pista con una moto più evoluta. Siamo nei tempi previsti”.
La 850 avrà un concetto completamente diverso dall’attuale Mille?
“Non si tratta di discontinuità, alcuni concetti di quest’anno potremmo portarli anche sulla nuova moto e continuare a svilupparli, altri invece no”.
Tutti si chiedono quanta differenza nei tempi sul giro ci sarà. Ci puoi rispondere?
“Dipenderà anche dal tempo, come succede i cambi regolamentari, che ci metteremo a recuperare. Certo, quando togli 40 o 50 CV non si può fare nulla, non si possono fare miracoli. Io credo che all’inizio la differenza sarà nell’ordine del secondo”.
Questo cambio regolamentare non è così grande come sembra?
“Non vedo una rivoluzione epocale, ma sicuramente porterà a qualcosa di diverso”.
Quando sarà importante il primo test collettivo a Brno con le 850?
“Sarà fondamentale, ma mi aspetto che nessuno all’inizio scoprirà tutte le sue carte. Nei primi test collettivi, a Brno, nessuno metterà in pista tutto quello che ha, ma non avrà nemmeno ancora tutto pronto, saremo in pieno sviluppo. Sarà interessante confrontarci, ma tenendo a mente tutto questo”.
La RS-GP 2026 è al momento il riferimento, cosa significa questo per il nuovo progetto?
“Avere una buona moto quest’anno ci aiuta a bilanciare correttamente le risorse fra i due progetti. Siamo comunque molto reattivi per quello che succederà, negli investimenti non hai mai garanzie per il futuro e devi guardare sempre al momento. Senza contare che ci darà migliori riferimenti per la nuova moto".
Quale sarà dal punto di vista tecnico la difficoltà più grande da affrontare per il 2027?
“Ci sono molte sfide. Le gomme non sono qualcosa di difficile ma di sconosciuto, dovremo scoprirle. Per ora abbiamo fatto dei buoni test e abbiamo iniziato a creare i nostri modelli. Per quanto riguarda il resto della moto, avremo un veicolo completamente diverso per peso e per la sua distribuzione, dovremo essere molto attenti nelle simulazioni e andare nella giusta direzione, quando sbagli strada lo scopri sempre troppo tardi. L’aerodinamica è interessante, ci saranno delle differenze e alcuni aspetti simili, le limitazioni sono maggiori o minori a seconda delle varie aree. Per quanto riguarda gli abbassatori, sarà facile…. basterà toglierli (ride). Ci saranno meno spese e meno complicazioni”.
L’aerodinamica rimarrà fondamentale?
“Scherzando, dico sempre che, finché l’aerodinamica non verrà vietata, bisognerà spendere tutte le risorse possibili per ogni centimetro di spazio che hai a disposizione. Sicuramente sarà diversa da ora, ci saranno alcune limitazione e meno omologazioni, dovrai sparare subito il colpo giusto. Onestamente, noi spendiamo il massimo a nostra disposizione. L’aerodinamica sarà sempre protagonista, si tratterà di cambiare i target di alcuni componenti, servirà adattarla a una moto con meno potenza”.
Il prossimo anno, avere un pilota che arriva dalla Moto2 e conosce bene le Pirelli?
"Quando do queste risposte, non ci prendo mai (ride). Probabilmente sarebbe un piccolo vantaggio, ma probabilmente limitato nel tempo. I piloti della MotoGP sono dei fenomeni che si adattano molto rapidamente”.