Prova video Honda E: uno sfoggio di tecnologia che guarda anche al passato

LA PROVA – Sotto i 4 metri, più di 150 cv, trazione posteriore, gomme più larghe dietro che davanti, raffinate sospensioni per un debutto elettrico ad effetto

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Si tratta di un debutto elettrico che guarda al futuro, con un occhio fermo alla tradizione. Richiama infatti l’aspetto esterno della prima Civic e della N360. Compatta e perfetta per la città, sia nella tecnica che negli interni è uno sfoggio di tecnologia, a cominciare dall’infilata di schermi all’interno, ben cinque includendo i due degli specchietti retrovisori “virtuali”. La Honda E convince nel design, per la tecnologia, ma soprattutto sa essere appagante alla guida, anche per i palati più raffinati. I limiti sono imposti da autonomia (reale 150-200 km), dal bagagliaio ridotto e dal prezzo impegnativo, che però può essere abbattuto da incentivi e promozioni. Vi portiamo nel futuro della Casa giapponese perché, ne siamo quasi certi, la “E” è una sorta di vetrina per soluzioni che potremo rivedere in modelli dei prossimi anni, magari con prezzi di listino più competitivi.

LINEE PULITE E LOOK RETRÒ DAVVERO ACCATTIVANTE

Fuori l’aspetto è volutamente “giocoso”, la Honda E ha un design sicuramente distintivo, che fonde la tecnologia (su tutto le due telecamere al posto dei classici specchietti retrovisori) ai richiami al passato, mentre le dimensioni vedono una lunghezza di 3.895 mm, una larghezza di 1.750, altezza 1.512 e passo 2.530. Non manca un bel tetto panoramico, mentre il peso è poco più di 1.500 kg. Quattro sono i posti a bordo, con un bagagliaio da 171 litri, che può salire però fino a 861 abbattendo lo schienale posteriore, che però non è diviso, ma in un unico elemento. Le maniglie sono a filo e “fuoriescono” dalla carrozzeria quando ci si avvicina all’auto o aprendola con il telecomando. Si tratta di una soluzione già vista, ma non su una citycar, piuttosto su modelli di fascia decisamente più alta. I richiami sono a modelli del passato, come la N360 del 1967, oppure la prima Civic che la sostituì nel 1972, ma a noi ricorda anche i rendering su una ipotetica Fiat 127 immaginata in chiave moderna. Di certo piace, anche se i gusti sono oggettivi, raccogliendo sguardi, commenti ed attenzioni dei passanti (anche in tempo di distanziamento sociale).

L’assenza delle prese d’aria per raffreddare la meccanica, oltre che degli specchietti, ha lasciato carta bianca alla matita dei designer, che hanno potuto disegnare la Honda E senza vincoli e con uno stile pulito ed essenziale, ma anche molto distintivo. Si notano i vetri delle porte senza cornice, mentre sul cofano lo sportello delle prese per la ricarica ha una finitura a contrasto, quasi a simulare una presa d’aria per un (ipotetico) intercooler. Pratico il tasto all’interno per lo sblocco della spina (ovviamente funziona solo se si ha la chiave in tasca), mentre il cofano si apre a mostrare parte della meccanica, cosa quasi strana per una vettura elettrica. È possibile accedere alla Honda e anche tramite una digital key, che permette di aprire e chiudere l’auto da remoto attraverso l’app My Honda+. L’app prevede anche il Sistema di accesso istantaneo (Near-Field Communication) – disponibile solo su Android – che consente di aprire e chiudere il veicolo toccando con il proprio smartphone il montante centrale della vettura. A questo punto, i gruppi ottici circolari si attiveranno disegnando un cerchio luminoso, le maniglie si estrarranno dalla carrozzeria e il sistema di benvenuto aprirà le portiere.

INTERNI TECNOLOGICI, MA CALDI COME IL SALOTTO DI CASA

Dentro si trova un’interfaccia uomo-macchina sviluppata intorno all’utente ed entrando si resta subito colpiti dall’infilata di schermi che troviamo davanti al nostro sguardo. Sono tre quelli principali, due da 12.3” e uno da 8.8 dedicato alla strumentazione, affiancati ai lati da altri due che sostituiscono gli specchietti retrovisori convenzionali, insieme alle due telecamere esterne. Non è un “vezzo tecnologico”, ma servono anche a ridurre la resistenza aerodinamica (del 90% in men rispetto ai retrovisori tradizionali), con un beneficio del 3.8% sul valore complessivo della vettura. La Advanced, oltre al motore più potente, offre una dotazione più ricca, tra l’altro lo specchietto retrovisore centrale che diventa anch’esso digitale e l’impianto audio sale da 180 a 376 watt, guadagnando un Subwoofer.

Quando Honda e è parcheggiata diventa un po’ come una stanza di casa, non solo per il calore degli interni con legno e tessuto mélange che evocano l’ambiente di un salotto domestico, ma soprattutto perché può essere utilizzata per guardare un film o per giocare con una console. Da questo punto di vista è molto utile la presa da 230 V (1500 W max) che affianca 4 prese USB e l’ingresso HDMI, oltre all’hotspot Wi-Fi integrato. Abbiamo collegato la Fire TV Stick, provando a navigare tra le varie funzionalità con il telecomando abitualmente utilizzato nel salotto di casa e l’effetto wow è stato senza paragoni, soprattutto per mia figlia di 5 anni, che non voleva più scendere dalla Honda E.

COMPATTA, ELETTRICA E UN PO’ “PESTIFERA”

Il pacco batterie della Honda E ha una capacità di 35.5 kWh, un buon compromesso per un utilizzo prettamente urbano, senza che il peso venga aumentato eccessivamente. La potenza del motore della standard è di 100 kW (136 cv), che salgono a 113 kW (154 cv) per questa Advanced. In entrambi i casa la coppia è di 315 Nm, istantanea ed erogata fin da zero giri, che consentono alla piccola Honda di scattare da 0-100 in 9 o 8.3 secondi, a seconda della versione. Al di là di numeri, insieme a caratteristiche tecniche e soluzioni telaistiche molto raffinate, la Honda E mette insieme il suo essere “educatamente” rispettosa dell’ambiente ad un animo da hot hatch che emerge subito non appena si iniziano a sfruttare le sue potenzialità.

IMPOSSIBILE NON AMARLA

Gli specchietti “virtuali” richiedono un periodo iniziale per prendere le misure e calcolare le distanze, mentre la visibilità è buona, discreta anche al buio, quando le immagini tendono a scendere come qualità. Il vantaggio è invece quello di avere una visibilità perfetta anche se i finestrini sono sporchi o coperti di acqua, a differenza degli specchietti “di vetro”. Le sospensioni anteriori e posteriori utilizzano uno schema MacPherson, realizzato in alluminio forgiato, una soluzione estremamente raffinata che, unita ad un motore brillante le regala una sportività inattesa per la “E”. Particolare è anche la scelta di una gommatura differente sui due assi, con delle 205 all’anteriore e delle 225 al posteriore (con pneumatici Michelin Pilot Sport come primo equipaggiament). La trazione è posteriore e la distribuzione del peso 50:50, mentre il baricentro è ad appena 50 cm da terra. Tutto questo contribuisce a rendere reattiva e divertente la E. Stabile e maneggevole, quando non ci sono problemi di autonomia l’esperienza di guida è decisamente molto piacevole, anche per i più esigenti.

Si può sfruttare la modalità a un pedale, che grazie ai paddle al volante può essere configurata in quanto all’intensità della frenata rigenerativa. Al massimo si limita di molto l’uso dei freni, oltre ad avere la comodità del piede libero quando di è fermi al semaforo. La Honda E offre due modalità di guida: con la Normale l’accelerazione è fluida e smussata, mentre con la Sport la risposta è più vigorosa, perfetta per una guida più divertente. La guida è assolutamente piacevole, si sente che la trazione è sull'asse posteriore ed i più smaliziati si divertiranno a gestire la vettura in curva in modo più emozionale rispetto a quanto non avvenga con una trazione anteriore. La prontezza di risposta del motore può rendere veramente sportiva l’esperienza di guida, anche perché la Honda E è reattiva e con una gran tenuta di strada. Richiama perfettamente quel concetto di go kart feeling tanto ostentato dalla rivale Mini (che abbiamo recentemente provato – qui il nostro articolo).

La Honda E ha una doppia anima, da un lato è maneggevole, compatta ed ecologica per la città, dall’altro offre un piacere di guida davvero elevato. Peccato per l’autonomia, che complica la vita se vien voglia di metterla alla frusta su una strada con le curve giuste, magari in montagna. Promosso invece a pieni voti il sistema di sterzo attivo a rapporto di trasmissione variabile di Honda (VGR - Variable Gear Ratio), che offre una sterzata completa in soli 3,1 giri ed un raggio di appena 4,3 metri, con la E che gira in un fazzoletto all’occorrenza, perfetta nelle strade cittadine più strette.

Per il resto la Honda E vuole essere per Honda un debutto ad effetto tra le elettriche. Ne è un esempio il doppio schermo dedicato all’infotainment. Insieme agli schermi che sostituiscono gli specchietti ed alla strumentazione si crea un elemento unico largo quanto l’auto, bello e scenografico, ma l’utilità reale è molto limitata. Chi guarderà un film a vettura ferma (in movimento la visualizzazione è ovviamente inibita per sicurezza)? A vedere tutti questi schermi ci si sente proiettati nel futuro, ma a tutti gli effetti però, nell'utilizzo il secondo schermo è abbastanza superfluo ed, anzi, alcuni comandi finiscono ben lontano dal guidatore. Si tratta di un'auto che crea un grosso “effetto wow”, sia per la sua estetica che per la tanta tecnologia a bordo. Non crediamo che Honda punti a farci dei numeri importanti, ma ad aprire la strada, magari verso qualche modello dal prezzo meno impegnativo. Ricordiamo che si tratta infatti di un’auto dichiaratamente pensata per un uso prettamente urbano (limite imposto soprattutto dai 200 km circa di autonomia e dal bagagliaio ridotto - lo schienale della panca posteriore intero la fa diventare una due posti se abbattuto). Detto questo, un po’ di invidia per chi se la metterà nel box la abbiamo, perché è un gioco perfetto per muoversi in città e dintorni.

IL PREZZO ED I CONSUMI

Due solo le versioni diponibili per la Honda E: la standard da 100 kW - 136 cv e questa Advanced da 154 cv, disponibile con cerchi da 16 o 17”. Il prezzo è decisamente “importante”, anche se può calare con gli incentivi, dato che si parte da 35.500 euro, che salgono di ulteriori 3 mila per la Advanced da noi provata. Cinque sono le colorazioni: bianco, giallo, nero, grigio e blu.

Promossa alla guida, l’autonomia reale può avvicinarsi a quella dichiarata (222 km, 210 per la Advanced con cechi da 17” provata), dipende molto da dove e da come si utilizza la E. Anche nello scenario peggiore per una elettrica, con una guida disinvolta e percorrendo prettamente autostrada, abbiamo constatato una autonomia di 140-150 km circa. Infine sui tempi di ricarica occorre fare qualche ragionamento, perché con una presa standard non basta una notte per una carica completa (19 ore circa – 2.3 kW di consumo), ma dotandosi di un wallbox si riduce questo tempo a circa 4 ore, grazie al caricatore integrato da 6.6 kW. La vettura è poi compatibile anche con punti di carica CCS2 da 50 kW, in questo caso in poco più di mezz’ora si passa da 0 all’’80%.

PIACE - Design, tecnologia, piacere di guida

NON PIACE - Capacità del bagagliaio, autonomia prettamente cittadina, prezzo impotante

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