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Honda Civic 'Type R' LE: test a Vallelunga della hot hatch Fast & Furious

Altro che Dominic Toretto! Nonostante l’aspetto aggressivo la Type R richiede una guida morbida e pulita, sia in ingresso che in uscita di curva. Ogni imprecisione con il gas o con il freno innesca bruschi cambiamenti di assetto: divertente!

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Più che come è fatta (qui tutti i dettagli) ci interessa come va, la Honda Civic Type R, per questo la abbiamo portata a Vallelunga. Un circuito capace di mettere alla prova qualsiasi auto.

Siamo nel bel mezzo dell’estate romana…e senza condizionatore! Ma dobbiamo provare una vettura accreditata di 272 Km/h di velocità di punta e di uno 0-100 in 5,7 secondi. La pista romana non è di quelle in grado di mettere in mostra le doti velocistiche di questa gialla creatura, ma piuttosto la sua maneggevolezza. Ed è quel che conta.

Buona la posizione di guida: la 'Type R' veste bene

La posizione di guida è buona, i sedi avvolgenti trattengono bene ed il cambio a sei marce è corto e diretto bisogna solo abituarsi agli spostamenti laterali della leva molto ridotti, che sulle prime non aiutano a individuare la quarta e la seconda quando si deve scalare nell’impiego concitato in pista. Il differenziale autobloccante meccanico migliora il comportamento in uscita di curva ed è un componente indispensabile in una trazione anteriore da 320 cv.

Scordatevi però le evoluzioni alla Dominique Toretto, nonostante questa Limited Edition strizzi l’occhio alle gesta di Fast & Furious.

Nonostante l’aspetto aggressivo la Type R richiede infatti una guida morbida e pulita, sia in ingresso che in uscita di curva. Ogni imprecisione con il gas o con il freno innesca infatti bruschi cambiamenti di assetto, che comunque rimangono perfettamente controllabili.

Rimane un po’ di sottosterzo - è una tutto avanti dopotutto - e bisogna fare l’abitudine ad un minimo di ritardo nella risposta del turbo che porta ad utilizzare una marcia in meno di quella ottimale per fare strada.

Solide fondamenta: Michelin Sport Cup 2

Il grip, grazie anche alle ottime Michelin Sport Cup 2 è ottimo, ma se si eccede nella richiesta di chiudere la traiettoria la Type R non gradisce e il muso ‘strappa’ verso l’esterno. Per ottenere un’adeguata precisione del retrotreno bisogna, però, curare di non chiudere mai del tutto l’acceleratore nelle veloci variazioni di traiettoria, se si vogliono evitare alleggerimenti e fastidiose oscillazioni.

Honda Civic Type R, la hot match più desiderata del mercato?

Fin qui, a grandi linee, le impressioni di guida con i pochi giri che abbiamo avuto a dispozione. Scrivendo però c’è spazio per qualche considerazione. La prima: va bene risparmiare 47 Kg di peso rinunciando all’aria condizionata e all’impianto di infotainment, ma era veramente necessario od è solo marketing?

Questo perché, al di là del piacere di guidare - anche forte - magari ascoltando Thunderstruck, la voglia di far ammirare tanta cattiveria estetica agli amici al bar è forte, e magari anche quella di fare un aperitivo al mare con la ragazza altrettanto auspicabile. Ed in quest’ultimo caso toccherà viaggiare con i finestrini aperti.

Un altro appunto: sappiamo che esistono tuttora gli amanti del cambio manuale e, per carità, il 6 marce della Type R funziona ottimamente, ma da quando John Barnard piazzò sulla Ferrari le leve sul volante in F.1 non si è più tornati indietro. C’è poco da dire: a meno di non essere americani e desiderare il manuale a tutti i costi, la guida sportiva ne risente. Se fosse per noi, dunque, al costo di 50K, saremmo intervenuti su questi tre aspetti, magari in optional. Non è una critica, sono opinioni personali, perché forse 47 Kg in meno su una vettura che ne pesa comunque 1358 non ne valgono la pena.

Aggressiva la linea, raffinata la tecnica, in una parola: Honda

I particolari in questo genere di vettura, sono tutto. Partiamo dalle ‘scarpe’, le ottime Michelin Sport Cup 2 indossate su cerchi BBS forgiati, 245/30/20. Al loro interno alloggiano pinze Brembo che servono dischi autoventilanti flottanti bicomponente con mozzo in lega d’alluminio. La corsa del pedale è corta e la frenata molto modulabile.

Le sospensioni, a controllo elettronico, hanno un nuovo software di gestione che consente loro una reattività dieci volte maggiore e sono più rigide, ma per farle rendere al meglio bisogna guidare ‘da anteriore’ con il piede leggero sul gas, dimenticandosi i bruschi apri/chiudi.

Lo sterzo, con corona in Alcantara (come i sedili) è diretto e preciso e per nulla pesante. E a proposito dei sedili contengono ottimamente facilitando la precisione di guida nei bruschi cambi di direzione.

Tre terminali di scarico per una voce potente

L’esterno della macchina è decisamente appariscente, ‘truzzo’ direbbero i più giovani, ma appagante. L’enorme alettone posteriore limita un po’ la visibilità, ma a chi importa? L’apparenza è tutto e quindi i tre terminali di scarico con quello centrale più piccolo - quelli laterali servono per l’emissione dei gas di scarico, il terzo genera una contropressione nell'impianto ai medi e agli alti esaltando il suono - sono fra le caratteristiche della Type R, assieme alla presa d’aria sul cofano ed alle prese d’aria maggiorate del frontale che hanno richiesto un leggero restyling dello spoiler anteriore per recuperare la deportanza persa.

320 cv a 6.500 giri non sono pochi, se ottenuti da un motore di 2 litri turbo, 4 valvole, VTec, ma tenuti perfettamente a bada da un buon differenziale autobloccante che consente di sfruttare la buona coppia, 400 Nm, spalmata tra i 2.500 ed i 4.500 giri. In pista non è che ti spari fuori dalle curve a velocità curvatura, ma questa hot match andrebbe provata su strada (non aperta) per far salire l’adrenalina.

A patto, ovviamente, di chiamarsi Dominic Toretto.

 

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