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Prova video Suzuki Swace Hybrid: colpo di coda

Suzuki lancia la sua prima Station Wagon ibrida, completando la propria gamma e puntando ad ampliare la propria clientela con l’offerta di una vettura media versatile, a livello di utilizzo sia come spazio a bordo sia per mobilità, a costi interessanti.

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Di Eugenio Mosca

Colpo di coda, abbiamo titolato.Ma anche intelligente e funzionale, quello di Suzuki Italia, che replicando un’operazione in stile Across prosegue a pieno ritmo la collaborazione stretta con Toyota riprendendo un altro valido, e collaudato, modello della Casa dell’omonima città: la Corolla Touring. Da questa nasce la Swace Hybrid, con cui Suzuki completa la propria gamma, e quindi l’offerta, con la sua prima vettura Station Wagon ibrida, puntando ad allargare il bacino della propria clientela, che fin qui è stata soprattutto privata ma con quest’ultimo arrivo può indirizzarsi anche a flotte aziendali, in una fascia di mercato strategica. Che, dati alla mano, è effettivamente in calo di circa un 30%, ma sul mercato nazionale vale sempre un buon numero con circa 60.000 veicoli l’anno. Infatti Suzuki Italia conta di venderne quest’anno almeno 1.450 unità, di cui il 60% nella versione Top.

RICETTA VINCENTE

La nuova arrivata ha tutti gli ingredienti per rientrare in quella che Massimo Nalli, Direttore Generale della filiale italiana, definisce la ricetta Suzuki: stile, tecnologia, versatilità. Una ricetta evidentemente vincente, alla luce dei risultati che pone Suzuki Italia al vertice della classifica nazionale in base al mix di clienti privati. Ai quali si aggiunge anche una interessante voce costi. Infatti la nuova Swace Hybrid viene proposta in due versioni, Cool (che già dispone di una ricca dotazione di serie) e Top, con prezzi di listino rispettivamente di 29.500 e 32.000 euro, che però grazie ad uno sconto totale che, in caso di rottamazione, può arrivare fino a 6.100 euro (4.600 euro contributo Suzuki, 1.500 euro incentivo statale) portando le cifre di acquisto rispettivamente a 23.400 euro e 25.900 euro che con la Suzuki Solution possono essere pagati in 35 rate, sempre rispettivamente, da 248 e 299 euro mensili, decidendo al termine del periodo se restituirla oppure sostituirla, con un valore garantito di 14.000 euro. Non solo, perché Suzuki Italia propone anche una formula di noleggio, con un costo di 310 euro (tutto compreso) mensili per 36 mesi. Date le restrizioni legate alla pandemia, Suzuki ha implementato i servizi online relativi alla formulazione di proposte e prenotazioni di appuntamenti nelle varie concessionarie, dove vengono formalizzati i contratti.

SOMIGLIANZE

Detto del quarto, ma non ultimo, ingrediente, partiamo dal primo della classica ricetta: lo stile. Non c’è dubbio che già al primo colpo d’occhio la Swace rammenti la somiglianza dei tratti caratteristici della “cugina” giapponese, pur con elementi di personalizzazione ovviamente, con la quale condivide anche le misure: 4,65 mt di lunghezza, 1,79 mt di larghezza, 1,46 mt di altezza e 2,70 di passo. Il frontale è d’impatto, con la generosa griglia esagonale a nido d’ape che riprende lo stilema di famiglia, affiancata dalle ampie griglie laterali verticali che integrano i fendinebbia e sormontata dai sottili fari anteriori bi-LED. Le nervature ascendenti sulle fiancate, dove spiccano i cerchi da 16”, slanciano la linea verso la coda, resa elegante dai gruppi ottici integrati nel portellone. Oltre al bianco pastello, sono disponibili sei tinte metallizzate (Bianco, Argento, Nero, Blu, Marrone, Bronzo; con un supplemento di 500 euro) e tre carrozzerie BiColor, disponibile solo per la versione Top, con base Bianco, Blu e nero, in abbinamento al tetto di colorazione “Silver”.

OPEN SPACE

Anche gli interni derivano dalla “cugina” giapponese, sia come design, elegante e ordinato, sia come materiali soft touch di ottima qualità, con qualche ulteriore variante. Tra gli elementi mutuati, il volante multifunzione, il quadro strumenti, con un certo sovraffollamento di dati (comunque utili e programmabili) per i quali è necessario un certo adattamento, e il display centrale da 8 pollici, ben piazzato in posizione rialzata e con un’ottima visibilità a tutto vantaggio (come amiamo ricordare) della sicurezza perché limita la distrazione dello sguardo dalla strada. Da qui si comandano tutte le funzioni infotainment, ma per il navigatore bisogna affidarsi alle app del proprio smartphone, potendo tuttavia contare su supporti per Apple Car Play, Android Auto  e Mirror Link. A rendere piacevole la vita a bordo contribuisce anche il sistema di climatizzazione bizona S-Folw, che rileva la presenza dei passeggeri ottimizzando i flussi, e il riscaldamento di sedili e volante.

Ma soprattutto è l’abbondante spazio interno, in ogni direzione tanto da suggerire la definizione di “open space”, a soddisfare ampiamente un’altra voce della “ricetta Suzuki”: la versatilità. Oltre alla zona anteriore, il passo di 2,70 mt ha contribuito a rendere particolarmente confortevole, anche a persone alte, la zona posteriore, consentendo di poter avere a disposizione una distanza massima di 928 mm tra i sedili anteriori e il divanetto posteriore. Non meno importante il vano bagagli (con luce di cortesia e presa ausiliaria da 12V), di 596 litri particolarmente fruibili per soglia di carico bassa e senza scalini ma anche per larghezza e altezza, che possono diventare 1.606 lt con gli schienali dei sedili posteriori abbattuti. Un volume di carico in grado di accontentare anche famiglie abituate a viaggiare a “pieno carico”, oppure aziende che devono trasportare anche merce varia, e ancora persone che per soddisfare le loro passione devono poter trasportare mezzi o attrezzature. In questo caso c’è una ulteriore chicca: il fondo del piano di carico è double-face, con il lato inferiore in gomma, perciò può essere ribaltato a seconda delle esigenze.

POCHI MA BUONI

E veniamo alla terza voce della ricetta Suzuki: la tecnologia, nello specifico full hybrid completamente mutuata dal’esperienza Toyota. La nuova Swace monta un quattro cilindri aspirato 1.8 litri a ciclo Atkinson da 98 CV e 142 Nm di coppia abbinato a un motore elettrico da 72 CV e 163 Nm, alimentato da una batteria agli ioni di litio da 3,6 Ah sistemata sotto i sedili posteriori e raffreddata ad aria, per una potenza combinata di 122 CV e coppia di 142 Nm (viene presa in considerazione quella del motore termico), trasmessa alle ruote anteriori. Il sistema è accoppiato al cambio automatico E-CVT a variazione continua. La gestione dei due motori è automatica, effettuata da una centralina che sfrutta al meglio le capacità dei due propulsori, e assicura una buona fluidità di marcia e spunti brillanti. Prestazioni, tutto sommato discrete per la tipologia di vettura, con un’accelerazione 0-100 in 11,1 secondi e una velocità massima di 180 km/h, e livelli di consumi ed emissioni interessanti: rispettivamente 5,5 l/100 km (ciclo WLTP) e 105 g/km di CO2. Con le batterie cariche, la vettura parte in modalità elettrica, quindi subentra il motore termico che può supportato dall’unità elettrica, alimentata da batterie che si ricaricano nelle fasi di rallentamento e frenata, per fornire risposte più vivaci in fase di accelerazione. Il conducente può scegliere fra quattro modalità di guida: Normal, Eco e Sport, oltre alla modalità EV completamente elettrica che può contare su un’autonomia di circa 1 km. Inoltre, spostando indietro la leva del cambio sulla posizione B, si ottiene automaticamente un maggiore sfruttamento della ricarica in fase di frenata.

PARCHEGGIO SENZA MANI

Ricca anche la dotazione di sistemi di sicurezza e assistenza alla guida, denominati con una simpatica (e ben venga!) terminologia in italiano. Tra questi: attentofrena; Adaptive Cruise Control con funzione Stop&go; guidadritto;  restasveglio; occhioallimite; nontiabbaglio. A cui si aggiungono nell’allestimento Top: fermolì: guardaspalle; vaipure; senzamani, che consente all’auto di parcheggiare automaticamente, in parallelo e obliquo, rilevando le distanze e muovendo autonomamente in volante indicando al conducente quando frenare e impostare la marcia avanti o retro.

VIAGGIARE IN SCIOLTEZZA

A bordo si percepisce l’ampio spazio disponibile e la buona qualità dei materiali e ordine dei comandi. La regolazione del sedile e del volante, in altezza e profondità, consentono di trovare una buona posizione di guida, di impostazione turistica, che consente un’ottima visibilità sia verso l’esterno sia del quadro strumenti e del display centrale. La partenza in modalità elettrica è fluida e brillante, così come lo spunto quando si va ad accelerare, con il motore termico che pur non essendo un fulmine garantisce una buona spinta con continuità. L’erogazione è fluida e senza strappi, ideale per la guida in città, ma discretamente brillante anche  su brevi allunghi nel misto. L’unico appunto riguarda una certa rumorosità per il regime di giri che sale troppo in accelerazione prima del passaggio di rapporto. Dato il percorso della prova, in gran parte cittadino, non abbiamo potuto metterlo alla prova, sia come accelerazione sia come allungo, a velocità più sostenute. Lo stesso dicasi dell’assetto: sulle sconnessioni cittadine ha mostrato una taratura equilibrata, con un buon filtraggio delle sconnessioni, solo stando seduti dietro si ricevono più colpi probabilmente per il peso della batteria che grava interamente sull’asse posteriore, e un coricamento contenuto, ma non c’è stato modo di testarlo veramente impegnando la vettura, così come per freni e sensibilità dello sterzo, che entro i limiti della prova si sono dimostrati all’altezza della situazione mostrando precisione e buon feeling. Insomma, certamente la Swace Hybrid si è dimostrata una vettura  con la quale viaggiare in scioltezza e comfort.

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