L'abolizione del dispositivo abbassatore anteriore non cambierà soltanto il modo in cui i piloti scatteranno dalla griglia, ma costringerà anche gli ingegneri a riscrivere una parte importante dell'elettronica della MotoGP. A spiegarlo, durante la diretta di DAZN, è stato Dani Pedrosa, secondo il quale i tecnici sono ancora alla ricerca del compromesso ideale per evitare che le moto si impenino eccessivamente in partenza.
Con il solo abbassatore posteriore a disposizione, infatti, la ruota anteriore tenderà a sollevarsi più facilmente. Per questo motivo le Case stanno lavorando soprattutto sulle mappe motore, riducendo la potenza disponibile nelle prime marce.
"Ora, non utilizzando il dispositivo anteriore, la ruota si alzerà più facilmente. Dovranno abbassare un po' la potenza in prima marcia e forse anche in seconda", ha spiegato Pedrosa.
Secondo il collaudatore KTM, però, il lavoro è ancora in piena evoluzione. Le prove del venerdì ad Assen sarebbero servite proprio a raccogliere dati, con gli ingegneri che stanno confrontando diverse strategie elettroniche prima di individuare quella definitiva.
"Probabilmente stanno ancora usando la stessa potenza per capire fin dove possono arrivare. Magari hanno una o due versioni nelle quali riducono la potenza fino a trovare il punto ottimale", ha aggiunto.
Una volta individuato il giusto compromesso, Pedrosa è convinto che le partenze torneranno a essere molto simili a quelle viste finora, almeno dal punto di vista della trazione. La vera differenza, semmai, arriverà alla prima frenata, dove i piloti non dovranno più disinnescare il dispositivo anteriore e potranno affrontare il primo ingresso in curva con una maggiore sicurezza.