In un sabato monopolizzato dall’Aprilia sin dalle Qualifiche, ci ha pensato Fabio Di Giannantonio a spezzare il dominio del costruttore veneto, infilando la sua Ducati tra le RS-GP Trackhouse di Raul Fernandez e Ai Ogura e quelle del team ufficiale della Casa di Noale, guidate da Marco Bezzecchi e Jorge Martin nella gara Sprint del GP d’Olanda.
Il massimo risultato ottenibile dal portacolori del team Pertamina Enduro VR46, che ha esponenzialmente alzato la quota di giallo presente sul podio risalendo dal sesto posto in griglia già nelle prime fasi della corsa. Per poi gestire nel finale e difendere la terza posizione dal rientro degli avversari. Spettacolo dentro e fuori dalla pista per il pilota romano, che si è esaltato sul podio per la presenza della bandiera della Roma in tribuna.
“Quando è una bella giornata, bisogna sempre festeggiare e far divertire le persone a casa. Quando ho visto la mia bandiera vicina a quella della Roma mi sono detto che bisognava farla vedere” ha detto ai giornalisti, raccontando come è nato il suo inedito festeggiamento: “Quando ero sotto al podio della Sprint e ho salutato tutti quanti, ho visto la bandiera e ho detto: ‘Mamma, adesso salgo lì’. È stato figo”.
Parlando della sua gara, mentre a Brno aveva pagato un po’ nei primi giri, ad Assen sono state proprio le prime tornate ad aiutarlo a prendersi il podio.
“L’obiettivo era ovviamente quello di massimizzare la partenza e i primi giri per cercare di stare vicino alle Aprilia, perché sapevamo che avevano qualcosa in più. Poi, onestamente, qualche errore qua e là di qualcun altro mi ha aiutato. Però, devi essere lì ed essere pronto a cogliere qualsiasi piccolo regalo. Quindi oggi, secondo me, abbiamo fatto un bel lavoro”, ha commentato Fabio.
Contro le Aprilia, però, non c’era nulla da fare.
“Evidentemente, non sono solo i piloti che vanno forte, ma anche la moto sta andando veramente bene. Stanno facendo un lavoro incredibile, perché Raul e Ai oggi in gara hanno guidato in modo perfetto - ha affermato - Stiamo sicuramente faticando, perché essendo super precisi e attenti al gas, hanno qualcosa in più in questo momento. Quindi, oggi è una gran giornata per essere terzi”.
A lungo alle spalle di Fernandez e Ogura, l’alfiere VR46 si è fatto un’idea di dove facciano la differenza i due piloti Trackhouse.
“Ai è molto più scorrevole ed è molto più preciso nel punto di entrata, mentre Raul sbaglia un pochettino qua e là, ma frena talmente forte che poi guadagna il giusto. Hanno un’interpretazione diversa, un po’ come me, Pecco e Marc, che siamo molto diversi in sella. Ognuno ha il proprio stile”, ha osservato.
Sulla differenza tra sé e i piloti Aprilia, invece, ha aggiunto: “Nei tratti veloci entrano in modo più stretto e preciso, mentre noi siamo sempre un po’ più sulle uova in quella zona. Poi fanno la differenza nella gestione della gomma dietro, perché quando riesci a girare meglio usi meno il posteriore per curvare, mentre noi siamo molto collegati al posteriore”.
Molto critico nei confronti della decisione di vietare l’abbassatore anteriore, Diggia si è dovuto ricredere dopo la prima partenza senza la soluzione: “Sinceramente mi aspettavo peggio, invece devo dire che è un’ottima iniziativa per il momento. Sono contento”
In una giornata di alti e bassi per Bagnaia e Marquez, Diggia è però riuscito a confermarsi nelle prime posizioni.
“In realtà, penso che i valori siano molto allineati. Secondo me, domani Marc sarà della partita e anche Pecco. Vanno fortissimo”, ha commentato.
Guardando a domani, quando sono previste temperature un po’ più basse rispetto a quelle odierne, come ci si può avvicinare un po’ alle Aprilia?
“Io spero di avere dell’aria un po’ più fresca, per avere un po’ più di aderenza. Questo ci può consentire di essere un po’ più vicini, perché in questo momento, quando cala il grip, le Aprilia riescono davvero a fare la differenza. Spero davvero che i valori si avvicinino un po’ e anche che i miei ragazzi facciano un buon lavoro stanotte e trovino qualcosa. Anche se bisogna essere realisti e bisogna soltanto portare a casa il massimo” ha risposto il ducatista, che pur essendo comunque riuscito a recuperare un punticino in campionato è consapevole che la strada “è lunga”.
Di Giannantonio resta cauto, anche interrogato su cosa potrebbe cambiare domani con la gomma media al posteriore. “Non è del tutto certo (che si userà quella ndr.). Quindi vediamo”, ha concluso.