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Bagnaia: "Sanzione al limite: il verde l'ho preso per non tamponare Martin"

"Lui è uscito molto piano, era una manovra di sicurezza la mia. Al via ho rischiato un jump start. Duello con Marquez? Tosto. La partenza senza abbassatori non è più sicura"
Bagnaia: "Sanzione al limite: il verde l'ho preso per non tamponare Martin"

L’ha evitata al via la penalità, quando è andato a tanto così da un “jump start”, ma se l’è presa all’ultimo giro, pizzicando il verde. Nella Sprint di Assen Pecco Bagnaia ha tagliato il traguardo in sesta posizione, ma un passaggio millimetrico oltre i limiti della pista all’ultima chicane l’ha retrocesso al 7° posto. L’italiano si è visto così sfilare la posizione dal compagno di squadra Marc Marquez, sul quale si era guadagnato il piazzamento vincendo un corpo a corpo non dei più diplomatici. Per Bagnaia la sanzione è “al limite”, lui la traiettoria l’ha allargata per non tamponare Martin, una "manovra di sicurezza", dice.

Resta comunque una gara breve di sostanza, dimostrazione di un feeling crescente con la Ducati GP26. 

Oggi sono stato molto vicino a fare un jump start - confessa in apertura Bagnaia - Ero troppo pronto in quel momento lì: quando il semaforo stava per spegnersi ho iniziato a lasciare la frizione, poi l’ho ripresa un attimo e quando l’ho lasciata di nuovo si è incasinato tutto. Però ho sbagliato io. La procedura è durata tanto, il semaforo è rimasto acceso parecchio, siamo arrivati in griglia che ci avevamo messo tanto a uscire… forse ero un po’ troppo agitato. Devo stare più calmo”.

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Al di là della partenza, però, il weekend sembra buono.
“Si, con una partenza migliore, non mi sarei ritrovato là dietro, ma a parte quello stiamo andando bene. Il ritmo era buono, giravo forte. Marc non è stato facile da superare: a un certo punto c’ero andato vicino, ma è stato un momento tosto. Alla curva 6 io ero praticamente sull’erba, quindi non è stato proprio semplice. Però appena l’ho passato sono riuscito ad arrivare su Martín. Il problema è che ormai era troppo tardi”.

Poi c’è stato quell’errorino all’ultimo giro che ti ha tolto una posizione.
Sì, un errorino, stavo per tamponare Martín. Lui è uscito veramente piano dall’ultima chicane. Io ero molto vicino, ho provato ad andare all’interno, ma lui ha chiuso la linea e per non prenderlo ho dovuto aprirmi un po’ di più. Secondo me, però, non ho preso davvero il verde: più di metà gomma era ancora sul cordolo. Il sensore lì è molto vicino ed è scattato. Peccato, per me è un po’ al limite come penalità”.

Quindi vorresti rivederla?
Vorrei rivedere le immagini e magari parlarne con Freddie Spencer o con Crafar, giusto per chiarirmi un attimo le idee su quella situazione. Io sono finito lì perché stavo evitando di prenderlo da dietro, quindi era una manovra di sicurezza. E, ripeto, secondo me non ero completamente sul verde. Forse in casi così bisognerebbe riconsiderare un po’ la cosa”.

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Hai ritrovato il feeling con la moto? E anche la voglia di guidare?
La voglia di guidare non è mai andata via. Il feeling invece non l’ho ritrovato: l’abbiamo ricostruito. Non siamo ancora al 100%, però ci stiamo lavorando”.

Però oggi quasi fregavi Marquez nel curvone a sinistra. Non è banale. Anche a Brno avevi fatto qualcosa del genere: sembra esserci una bella crescita.
Questa però è una pista dove io mi trovo sicuramente meglio di lui. Da dietro vedevo che non riusciva a guidare tanto fluido e pulito. Il problema è che qui, se riesci a superare subito, sei a posto. Ma se ti metti dietro a qualcuno diventa veramente difficile. Oggi ho perso troppi giri. Quando mi sono liberato di Marc mancavano pochi giri, credo sei. Poi ci ho messo due o tre giri per arrivare su Martín e lì sono rimasto, perché perdevo troppo alla 7 e alla 15. Con quelle vibrazioni non riuscivo ad arrivargli davvero attaccato”.

A proposito della 7 e della 15: nella parte veloce a sinistra sembrava che perdessi parecchio da Martin.
Tante vibrazioni. Troppe. Vibrava da morire e non riuscivo a stare vicino a Martín. So che anche Marc ha avuto lo stesso problema, quindi è difficile da capire, perché qui non l’avevamo mai avuto. Ieri niente, stamattina niente. È comparso oggi e dobbiamo capire perché".

Oggi doppietta Aprilia e quattro RS-GP in top5. Qui le Aprilia cosa hanno in più?
Nel giro secco sono più veloci, hanno più trazione. Però, almeno per il momento, sulla distanza gara non credo ne abbiano di più. Io penso che il potenziale per lottare per la vittoria ci sia. Oggi, senza quella partenza, sarei stato lì a giocarmela con Raul e Ogura. Assolutamente”.

Si può imparare qualcosa da Di Giannantonio, che arrivato un po’ più avanti?
“È stato bravo, soprattutto nei primi giri. A livello di guida secondo me siamo lì, adesso anche noi riusciamo a essere così veloci. Fino a oggi lui guadagnava qualcosa su di me nel terzo settore, ma parliamo davvero di poco. Anche perché su questa pista è difficile fare la differenza: siamo tutti molto attaccati. Però sarà sicuramente interessante vedere cosa ha fatto”.

Prima parlavi della partenza. Senza abbassatore è più sicura o meno sicura?
Secondo me così non è più sicura. È vero, come tempo si parte più piano, però c’è più margine per fare bene e infatti tutti cercano di partire meglio. Oggi ho visto Quartararo arrivare alla prima staccata e ho pensato: “Se fa un errorino, ne butta giù due o tre un’altra volta”. Quindi no, per me non è più sicura così”.

Sulla qualifica: a un certo punto non hai usato una soft o hai fatto un run in meno? Cos’è successo? Non hai sfruttato tutto il potenziale?
Sono entrato e con la prima gomma avevo Marc e Acosta attaccati. Non ho voluto fare un giro al 100%, non volevo tirarli, quindi mi sono fermato prima. Poi ho fatto il secondo time attack dando tutto, però qui la gomma dura un giro e bisogna farlo subito. Forse ieri, come feeling, ero messo meglio. Il tempo delle pre-qualifiche non era tanto più lento, alla fine tre decimi e mezzo, ma quella gomma aveva sei giri. Quindi dobbiamo capire cosa possiamo fare per tornare a come eravamo ieri”.

Pensi di essere migliorato nelle gare Sprint? Quest’anno 3 secondi posti, una vittoria a Brno e anche oggi non sei andato male.
“Diciamo che ci ho messo due anni in più del dovuto a capire cosa fare nelle Sprint. Adesso, se capisco che posso provarci, ci provo. Se invece capisco che è meglio portarla a casa, provo a finirla. Prima non era sempre così: a volte spingevo troppo. Forse diventare papà mi ha reso più maturo! scherza Pecco – Giochi a parte, credo che, contando solo i punti fatti nelle Sprint fino a questo momento, nel 2024 avrei vinto il titolo. Quindi sì, è un miglioramento”.

Per domani Di Giannantonio diceva che forse può fare la gara con la soft. Per te è una possibilità.
Per me la scelta giusta è la media. Per domani il punto sarà risolvere un po’ le vibrazioni che abbiamo avuto oggi alla 7 e alla 15, entrambe a sinistra. Però, a parte quello, il ritmo c’è. Secondo me con la media siamo molto forti”, ha concluso il torinese.

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Gianluigi Mazza