Raul Fernandez si è guadagnato il premio, del tutto platonico, di migliore debuttante di questi tre giorni di Shakedown a Sepang. Il pilota di Tech3 si è piazzato al 3° posto dietro alle due Aprilia, ma soprattutto è riuscito a crescere ogni giorno.
“Sono molto contento -il suo bilancio - Mi sono molto concentrato sul capire moto e gomme e alla fine ho fatto un lavoro incredibile, migliorando giorno dopo giorno, penso che avrà una buona moto per questa stagione. La cosa più importante è progredire per riuscire un giorno a vincere, ma in MotoGP è tutto diverso, senza contare che questa questa pista è praticamente nuova per me, ci avevo corso solo una volta nel 2019”.
Lo spagnolo ha però avuto un asso nella manica: Pedrosa.
“In questi giorni ho parlato con Dani e mi ha aiutato molto, la sua opinione è molto importante per me e posso imparare tanto da lui - ha spiegato - È come un sogno averlo nel box: quando ero giovane, più giovane di ora - ha scherzato - ricordo che ero andato a vedere il GP a Jerez e lui aveva vinto. Mi ero dimenticato quel momento, ma è speciale vederlo nel box, è un grande aiuto. Quando ho un problema vado da lui, gli parlo e soprattutto lo ascolto. Ogni volta che mi dà un consiglio mi permette sempre di migliorare. Il primo giorno non conoscevo le traiettorie, ero completamente perso e sono andati da Dani. Qui lui ha vinto due volte e se non conosco bene una curva gli chiedo come fare”.
Pedrosa sembra essere un ottimo maestro e l’allievo impara in fretta.
“È difficile comparare Moto2 e MotoGP, sono molto diverse, ma sulla prima non ci sono controlli elettronici mentre qui ne hai moltissimi - ha spiegato Raul - Nell’inverno mi sono concentrato per mettere su muscoli, perché dopo i test a Jerez distrutto mentre oggi mi sento bene. È normale sforzarti quando non conosci la moto, poi ti abitui, come mi era successo in Moto2 all’inizio”.
Remy Gardner: “domenica non sapevo nemmeno se sarei riuscito a guidare”
Per Remy Gardner sono stati test complicati dalle sue condizioni fisiche, tanto che l’australiano alla vigilia dello shakedown di Sepang non era nemmeno sicuro di riuscire a prendervi parte. È stato lui a confessarlo: “sono stati tre giorni lunghi e il mio più grande punto interrogativo prima di iniziare era se fossi in grado di guidare con il polso in quelle condizioni - ha spiegato ricordando la recente frattura - Alla fine è andata meglio di quanto mi aspettassi. Lunedì ho fatto più di 40 giri, e sono stato contento riuscirci, mi è mancata un po’ di velocità, ma ieri ieri ho fatto un passo in avanti e oggi lo stesso. Se me lo aveste chiesto domenica, non avrei detto che sarebbe andata così bene”.
Il fisicamente, comunque, il pilota di Tech3 non è in piena forma.
“I primi due giorni sono andati abbastanza bene, lo stesso questa mattina, ma nel pomeriggio ero senza forza. Ho fatto due uscite e poi mi sono fermato, non aveva senso continuare” ha ammesso.
Remy ha comunque potuto almeno parzialmente sfruttare questi giorni.
“L’obiettivo è imparare come guidare la moto, è molto diversa dalla Moto2 - ha continuato - Ho pensato solamente a fare giri e capire cosa ho bisogno per andare forte. Per un debuttante sono giorni importanti, Sepang è un buon circuito per imparare perché c’è un po’ di tutto. Devo solo abituarmi, ci molte più cose da controllare. Pedrosa è stato molto occupato ma mi ha dato qualche consiglio ed è bello potere confrontarsi con i suoi dati”.
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