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MotoGP, Meregalli: "Quartararo come Rossi, si diverte e porta felicità nel box"

"Riesca a fare rendere tutti più del 100%. Le sue sensazioni sulla M1 hanno fatto la differenza. Le novità per il 2022 arriveranno a Sepang"

MotoGP: Meregalli: "Quartararo come Rossi, si diverte e porta felicità nel box"

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Dopo 6 anni, Fabio Quartararo ha riportato la Yamaha sul tetto del mondo. Il francese a Misano ha vinto il titolo MotoGP che mancava a Iwata dal 2015, quando fu Lorenzo a conquistarlo. La M1 e il Diablo hanno formato un’accoppiata imbattibile e Massimo ‘Maio’ Meregalli non potrebbe essere più contento. Soprattutto perché l’alloro in Italia era inaspettato dopo le brutte qualifiche di sabato.

Il mio primo pensiero era che sarebbe stato impossibile vincere qui - confessa il team manager - Con Fabio 15° e Pecco in pole con una squadriglia di Ducati dietro, avevamo pensato che avrebbero bloccato tutto il gruppo. Avevamo immaginato, nella migliore delle possibilità, che Fabio arrivasse 5° o 6°. Poi è successo quello che è successo e ci siamo tolti un peso enorme. Andremo a Portimao e Valencia senza la minima pressione, con l’idea di vincere anche i due campionati che ancora mancano, quelli squadre e costruttori”.

Che Quartararo fosse veloce lo si sapeva, ma quest’anno ha fatto un passo in avanti anche sulla consistenza. Cosa è cambiato?
Certamente le sensazione in sella, dal Qatar ci aveva detto di avere sensazioni straordinarie all’anteriore e questo gli ha permesso di sorpassare quando doveva. La M1 è stata soprattutto consistente, il setup di base ha funzionato sul 90% dei circuiti. Chiaramente, siamo stati anche un po’ fortunati con il meteo. In condizioni di pista umida, come quelle di sabato in qualifica, anche se Fabio in quel ha sentito un po’ la pressione e non ha voluto commettere errori, soffriamo”.

Come descrivi la sua stagione?
In generale è stato forte e determinato dall’inizio, sempre concentrato. La cosa che mi ha sorpreso molto è che Fabio nel fine settimana di gara si diverte, questo lo aiuta a sentire meno lo stress. Ha portato un po’ di felicità all’interno del box e rende partecipi tutto. Questa qualità è molto simile a quella di Valentino, è bravo a fare rendere più del 100% le persone che ha intorno a lui. Fabio ha un modo tutto suo per fare gruppo, con Diego e Pablo (Gubellini e Guilliem, capotecnico e telemetrista ndr) è come se fosse tre persone in una. Hanno grande fiducia l’uno nell’altro, non lasciano nulla al caso e preparano il weekend in maniera scrupolosa e ben organizzata”.

Hai citato Rossi, che a Misano ha salutato per l’ultima volta i suoi tifosi in Italia. In Yamaha il suo testimone è passato a Quartararo?
Valentino è Valentino, probabilmente quello che ha raggiunto lui sarà irraggiungibile per ogni altro pilota. Mi dispiace solamente che non abbia finito la sua carriera in un modo migliore, è stata una stagione difficile per lui e si sarebbe meritato qualcosa di diverso. Tutti dobbiamo ancora realizzare che non ci sarà il prossimo anno, sarà sicuramente strano”.

Dopo i tanti problemi, anche tecnici, dello scorso anno, a inizio stagione avresti creduto di vincere il titolo due gare in anticipo?
“No (ride). La doppietta in Qatar in qualche modo ce l’aspettavamo dopo i test, attendevamo Portimao, perché a Portimao lo scorso anno avevamo veramente sofferto. Quel GP ci aveva dato l’indicazione che la M1 2021 era ben riuscita, probabilmente non eccelle in niente ma ha un bilanciamento molto buono e Fabio riesce a farla rendere più del 100%”.

Proviamo già a guardare al prossimo anno: avrete il campione del mondo e Morbidelli. Sulla carta è la migliore squadra?
Sicuramente è un bel team. Franco ha fatto vedere che le sue condizioni stanno a migliorando ma, purtroppo, non è riuscito a fare più di metà gara da un punto di vista fisico. Si sta anche adattando a una moto diversa e ci dice che la sente sempre più sua. L’ho visto contento dopo la gara, penso che a Valencia potremmo vederlo al 90% delle sue possibilità. Poi vedremo cosa ci porteranno i nostri ingegneri giapponesi, non tanto nei test di Jerez ma a quelli di Sepang.

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