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MotoGP, Marquez: "il podio sarebbe un buon risultato. Vincere non sarebbe realista"

"Ci stiamo avvicinando: meglio così che vincerne una e soffrirne tre. Mi sono congratulato con Pol, sta soffrendo anche lui, la Honda è una moto critica e difficile. L'esito del GP dipenderà dal ritmo"

MotoGP: Marquez: "il podio sarebbe un buon risultato. Vincere non sarebbe realista"

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La seconda fila con il quinto tempo non è ciò che i tifosi si aspettano da Marquez, specie se in pole c'è il compagno di squadra Pol Espargarò, ma l'otto volte iridato è ancora nella fase di ricostruzione e la sua dichiarazione che era questo l'obiettivo è spiazzante. Poi ne spiega i motivi e la situazione si chiarisce.

"Passo dopo passo sto guidando meglio, mi sento meglio e stiamo migliorando piccole cose e siamo vicini ai migliori - spiega, poi aggiunge - La cosa più importante è che siamo migliorati, stiamo migliorando su tutti i circuiti. E ciò è meglio di una singola vittoria al Sachsenring. In Austria ed ora qui a Silverstone siamo competitivi, poi vedremo nei prossimi circuiti, Aragon e Misano. Sinceramente: la migliore sessione di questo Gran Premio è stata proprio quella di qualifica. Il 5° tempo e la seconda fila erano il target. Ho tenuto delle energie per domani".

Anche perché la caduta a 270 all'ora di venerdì non è stata comunque ancora completamente assorbita.

"Gli occhi ora vanno molto meglio. E’ stata una cosa stupida ma mi ha disturbato molto, ho subito una piccola lesione, perché me li sono sfregati ed avevo della sabbia sulla cornea. Mi hanno fatto tenere gli occhi chiusi per l’intero pomeriggio, ma come dicevo in qualifica non sono stati un problema, al contrario di ieri che mi lacrimavano molto. Poi, ovviamente, ci sono un po' dei postumi della scivolata: sono un po’ dolorante".

Oggi Pol ha fatto vedere che la moto funziona bene ma l'appuntamento importante è domani.

"Pol è un pilota rapido, dall’inizio siamo stati veloci quindi qui c’è una buona opportunità. Mi sono congratulato con lui perché i risultati gli costano più di quanto pensava, la Honda è una moto critica e difficile, io attualmente non riesco ora a sfruttarla del tutto ma dobbiamo lavorare per renderla più competitiva".

Fra le prove di adattamento oggi c'è stata anche quella del freno posteriore tipo scooter.

"Si, oggi abbiamo provato il freno a pollice ma non mi sono sentito a mio agio perché lo uso poco. Per le qualifiche sono tornato al normale freno a pedale perché mi sento più sicuro e anche un po’ più veloce".

Curiosità: per i tuoi occhi hai per caso interpellato l'oftalmogo che ti ti operò anni fa?

"Era disponibile, ma non ce ne è stato bisogno".

Cosa si prova ad essere Marc Marquez e non potere andare al cento per cento?

"È duro e difficile ma bisogna accettarlo. Non posso pilotare naturalmente, commetto tanti errori, però poco a poco siamo più vicini anche in circuiti diversi. Quello che non serve è essere veloce su un circuito e nell'altro no. Meglio così , comunque, che vincerne una e soffrirne tre".

La caduta di ieri è stata impressionante per la velocità. Dove la posizioni nel tuo ranking di cadute?

"Il ranking della caduta di ieri? dovrei pensarci... è stata una strana scivolata, al primo giro, forse la gomma era ancora un po' fredda, ed ero più lento del solito…non so, quella di Jerez del 2020 è stata sicuramente peggiore".

Hai una strategia o previsioni per il Gran Premio?

"Tutto dipenderà dal ritmo della corsa, se sarà veloce sarà molto stressante per le gomme, più lenta darà più possibilità di gestirle. Sarà interessante, perché Quartararo e Bagnaia hanno un buon ritmo, poi ci sono Pol, io Martin, Miller , abbiamo un ritmo simile. Dipenderà dal ritmo e dalla strategia. Cosa mi aspetto? Un podio sarebbe un buon risultato, pensare alla vittoria non sarebbe realista".

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