MotoGP, Ducati, Dall'Igna: "Capire dove migliorare il vero problema.Tutti vogliono vincere"

"Bisogna fare una buona moto e aggiungere soluzioni innovative". Ciabatti: "Le gomme? Abbiamo imparato tante cose l’anno scorso, non ci saranno gli stessi problemi". Lenovo al posto di Phillip Morris come main sponsor

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Gigi Dall’Igna è uno che la non tira lunga. Alla fine bisogna vincere, questa è la verità. Tutti vogliono vincere, piloti e tecnici”. Non è un piano segreto, quello che la Ducati si auspica per il nuovo, scombinato anno che aspetta tutti, anche la MotoGP. Ma certo tra aforismi e frasi-verità, quella di Dall’Igna, diggì della Ducati Corse, è una visione del mondo che mira all’alto. C’è lui dietro la Desmosedici, la mente è la sua. E’ possibile che le prestazioni siano migliorabili rispetto all’anno scorso? “Una moto non gira mai abbastanza, come non sarà mai abbastanza veloce, non frenerà mai abbastanza. Bisogna lavorare su tutti gli aspetti che uno conosce per alzare il più possibile l’asticella, in ogni parte della moto. Deve essere l’obiettivo dei nostri tecnici, e dei piloti. Che devono mettere delle pezze dove la moto non arriva”. 

Dall'Igna: "Nessuna rivoluzione. Capire dove migliorare il vero problema"

E’ capire dove migliorare, il vero problema. E certo lo sa anche Gigi, che vede certezze in questa Ducati proiettata nel domani. “Si può sempre migliorare, dal punto di vista dello stile di guida, ma anche delle evoluzioni che andremo a inserire dal test in Qatar. Non saranno grosse. Dobbiamo usare il motore del 2020, non potremmo fare grandi rivoluzioni, ma credo saranno sufficienti per fare un passo avanti e migliorare le prestazioni complessive della moto”.

Certo, viene da chiedersi come mai in tutti questi anni solo una volta una casa europea - la Ducati - è riuscita a imporsi? Dall’Igna ci pensa su, ma nemmeno troppo. Il sistema, in fondo, traccia il solco della risposta. “Non è banale capire i motivi. E’ sicuramente vero che a un certo punto nella 500 c’erano quasi tutti costruttori giapponesi, loro e basta. Questo, credo sia uno dei motivi. E poi dall’altra parte è sicuramente vero che la MotoGP richiede budget molto importante e i costruttori giapponesi erano più strutturati. Avevano la possibilità di investire nei piloti, nello sviluppo tecnologico rispetto alle case europee. Sono questi i motivi principali”.

Dall'Igna: "Le soluzioni innovative possono fare la differenza"

Lo sviluppo tecnologico, uno dei punti chiave della Ducati. Fa riflettere come il progetto, forse più standard, classico, lineare della Suzuki l’anno scorso abbia vinto. E’ una strada da seguire oppure no? Dall’Igna ha il suo pensiero. “Credo che per vincere serve una buona moto. Suzuki evidente l’ha. Ha un approccio diverso dal nostro. Ma sono convinto di poter mettere insieme le due cose: fare una buona moto di base ma aggiungerci comunque anche soluzioni innovative che ti possano far fare la differenza in tante circostanze. Non è un caso che comunque tutti, compresa la Suzuki, abbiano inserito sulle moto delle soluzioni che sono state per prime implementate da Ducati”

Un discorso che si collega alla riduzione dei costi, “un problema che c’è sempre stato in MotoGP” dice Dall’Igna. Un tema che non è soltanto del 2020, in tempo di pandemia, “è importante soprattutto per gli europei mantenere i costi sotto controllo. Ma questo non vuol dire impedire lo sviluppo tecnologico. Uno dei motivi è per cercare di sviluppare tecnologia per poi essere applicata alle moto stradali. Bisogna trovare l’ottimo tra la riduzione dei costi e la necessità da parte delle casi di sviluppare la tecnologia”. 

Ciabatti: "Abbiamo imparato dal 2020: non avremo gli stessi problemi di gomme"

Anche questo si integra con molti degli aspetti legati alle gomme, per esempio. Uno dei problemi dell’anno scorso. Ma Paolo Ciabatti, ds della Ducati, è sicuro: “Abbiamo imparato tante cose l’anno scorso, non ci saranno gli stessi problemi”. Quel che è andato storto è la somma di molti fattori, “il fatto di aver potuto fare un programma ridotto di test e poi gare con una doppia e quattro triple”, per esempio. E quindi, aggiunge Ciabatti, “in alcune situazioni abbiamo sofferto particolarmente l’adattamento della nostra moto allo pneumatico posteriore nuovo e l’adattamento dello stile di guida dei piloti soprattutto dove i rettilinei erano pochi”. 

Ciabatti: "Lo sponsor Phillip Morris? Lenovo investimento tecnologico"

Con il mondiale all’orizzonte è impossibile non fare i conti con la pandemia e con quello che il virus comporterà anche quest’anno. “Quello dell’anno scorso è stato un calendario compatto. Le triple gare sono difficili da gestire, è auspicabile che non ci sia bisogno di farle anche quest’anno”. Ma le speranze si scontrano con la realtà. “La situazione è in evoluzione, e non sempre è un’evoluzione positiva. In questo momento il Portogallo è in piena crisi per la pandemia. Quindi ahimè… E’ chiaro che questa è una situazione che va monitorata dalla Dorna, che è l’ente che può contare sulle autorità locali. Sanno che sarebbe bello correre nei circuiti nella stagione giusta, ma gli eventi non dipendono da noi”.

C’è poi il discorso del title sponsor, che quest’anno  è cambiato. Dice Ciabatti che “di fronte a una possibilità di avere un title partner tecnologico disposto a fare investimenti importanti per il prossimo triennio abbiamo deciso di modificare l’accordo in essere”. Philip Morris sarebbe stato main sponsor anche nel 2021, ma Lenovo “era pronto a fare un investimento anche della tecnologia, era chiaramente una situazione molto importante”. 
 

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