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MotoGP, Jarvis: “la Yamaha ha fretta, due test per tornare al top”

"Maverick è giovane, deve imparare a gestire le situazioni difficili. Le scuse? L’onore per i giapponesi è importante. Contento per Lorenzo”

MotoGP: Jarvis: “la Yamaha ha fretta, due test per tornare al top”

Chiudere il Gran Premio in sesta posizione a quattordici secondi dal vincitore non rientra di certo nelle ambizioni della Yamaha in MotoGP. Valentino Rossi ha corso in rimonta, ma non è riuscito ad andare oltre questo risultato e il bilancio è ancora peggiore se si guarda a quanto raccolto da Maverick Vinales, solo dodicesimo al traguardo a ventidue secondi da Lorenzo.

A parlare di questo mezzo disastro è stato Lin Jarvis, che non nasconde affatto le responsabilità della Yamaha nella scarsa competitività in questa fase del campionato delle due M1 ufficiali. Ai microfoni di Sky ha rilasciato delle dichiarazioni che disegnano perfettamente i contorni di questo scenario non propriamente entusiasmante per il Costruttore giapponese.

"È chiaro che siamo in difficoltà - ha aperto Jarvis -  ieri nella conferenza stampa il nostro capo progetto Tsuya ha ammesso che siamo indietro con la nostra moto. Spero che questo sia il momento peggiore della stagione, ieri le qualifiche sono state un disastro e lui ha accettato la responsabilità tecnica di questa situazione. È un po’ noioso sentire sempre i piloti che si lamentano perché non sono contenti, e che aspettano le novità che non arrivano".

Secondo il manager c'è in ogni caso qualcosa di positivo anche in questo GP,  ma riguarda il solo Valentino Rossi. La situazione di Vinales è invece tutt'altro che serena.

"Stiamo lavorando, oggi sono contento della gara di Vale che è risalito dal quattordicesimo al sesto posto. Abbiamo visto la gara fantastica che hanno fatto Ducati e Honda, e noi vorremmo competere con loro sempre, ma in questo momento è impossibile. Oggi invece per Maverick è stata una giornata molto difficile, lui non ha di certo fatto una gara spettacolare. Ha avuto difficoltà come spesso all’inizio del GP e non è riuscito a fare molto meglio dopo".

Un Vinales che sembra lontano anni luce rispetto a quello visto ad inizio 2017, come conferma lo stesso Jarvis. Tuttavia secondo il manager della Yamaha c'è da considerare l'età del pilota spagnolo e la sua voglia di lottare al top per comprendere il suo stato d'animo in questo periodo.

"Sicuramente dobbiamo comprendere bene la situazione di Maverick. Nel 2017 è stato molto veloce per tutto l’inverno, poi ha vinto tre gare e dopo non è più riuscito a tornare a quel livello. Ha tanto talento, ha voglia di riuscire, ma è ancora giovane. Deve imparare a gestire non solo le situazioni buone, ma anche quelle più difficili. Non è facile quest'anno, ci sono tanti piloti che vanno forte e noi siamo veramente in difficoltà. Non vinciamo da più di un anno e lui sta soffrendo. Bisogna anche avere rispetto della sua giovane età, della sua voglia. È una situazione diversa rispetto a quella di Vale".

MAVERICK VINALES - AUSTRIA 2018

Tornando a parlare della conferenza di Tsuya, va considerato che, conoscendo i giapponesi e la loro etica sull'onore, le dichiarazioni dell'ingegnere hanno un peso particolare, come sottolinea lo stesso Jarvis.

"Credo che la cosa che abbiamo visto ieri non è affatto normale. Per un giapponese la cultura dell’onore è molto importante, quindi stare davanti ad una sala piena di giornalisti  - ha sottolineato - ed ammettere ‘è colpa mia’ non è una cosa facile. So che alcuni giornalisti non hanno apprezzato questo gesto, ma credo che si debba avere il quadro di una situazione più ampia. Tsuya è il capo del progetto MotoGP ed ha detto che adesso con questa moto non possiamo dare ai piloti le cose che meritano".

Ci si domanda in che modo si stia cercando di arginare una situazione che sembrava davvero inimmaginabile ad inizio stagione. Jarvis ammette che è davvero complicato stabilire quanto tempo occorra a Yamaha per tornare al top.

"Non sono un ingegnere, e per me è difficile capire questo. Stiamo lavorando - ha affermato il manager della Yamaha - ma è chiaro che siamo in ritardo. Abbiamo un test a Misano, poi dopo Silverstone ne avremo un altro ad Aragon. Quindi stiamo lavorando per fare dei passi in avanti, ma non è facile. Si è visto bene oggi, è chiaro che abbiamo un gap dagli altri e non è facile recuperarlo velocemente. Sicuramente per l’anno prossimo, credo che saremo lì. Ma noi non abbiamo pazienza, vogliamo essere davanti già adesso. Ci sono ancora otto gare e vogliamo dare ai piloti il massimo".

Nelle dichiarazioni del sabato, Rossi ha evidenziato quanto in MotoGP le squadre come Honda e Ducati si stiano avvicinando all'organizzazione sul modello della F1. Tuttavia Jarvis è convinto che alla Yamaha non occorra una vera riorganizzazione.

"E’ chiaro che noi abbiamo sbagliato, abbiamo sottovalutato l’importanza del software nuovo con la ECU Marelli  - ha ammesso Jarvis -  Abbiamo preso la strada sbagliata, quindi dobbiamo migliorare. Ma lo stesso Vale ieri ha detto che la moto è a posto che gli piace guidarla, quindi non siamo così distanti da quelli davanti. Ma noi siamo qua per vincere. Non credo che in Yamaha non abbiano capito la situazione, penso che abbiamo sbagliato e dobbiamo correggere il tiro. Dobbiamo probabilmente investire di più in alcuni aspetti dello sviluppo del motore, dobbiamo cambiare alcune cose del sistema. Ma possiamo farlo, siamo bravi. Abbiamo ottimi ingegneri, ci siamo riusciti in passato ci riusciremo anche in futuro".

In chiusura, Jarvis non ha risparmiato complimenti per Jorge Lorenzo, autore di una grande vittoria in Austria.

"Sono molto contento per Jorge, è un mio amico. Abbiamo lavorato tanti anni assieme, abbiamo vinto tre mondiali. Ha scelto di andare altrove e non è stato facile all’inizio. Passo dopo passo ha capito la moto e questa è la terza gara che ha vinto, è terzo nel mondiale. Devo dirgli bravo, ha fatto una gara strepitosa e gli faccio i miei complimenti".

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