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Toprak: “Sono sorpreso: la Yamaha saltellava nelle curve a sinistra”

“Ho accusato chattering nelle curve a sinistra e sono stato costretto a fermarmi. Peccato perché oggi avevo tutto per essere nei primi dieci”
toprak

Tradito sul più bello. Ad Assen stava assaporando la sua prima top ten in MotoGP, invece la sua Yamaha gli ha messo i bastoni tra le ruote. 

A causa del chattering, Toprak è stato infatti costretto al ritiro dopo una prima parte di gara che lo aveva visto risalire fino all’undicesima posizione.

Le sensazioni iniziali erano ottime, poi l’incubo. 

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"Sono riuscito a fare una buona partenza – ha detto – in curva 5 ho scelto una buona traiettoria e sono riuscito a superare molti piloti. Quando sono arrivato vicino alla top 10 andava tutto bene, poi però nelle curve a sinistra è iniziato un forte chattering. Non capivo il motivo. Stavo parlando con Binder e anche lui mi ha detto che il chattering era incredibile, perché normalmente quando apri il gas si ferma, mentre oggi non succedeva. Era soprattutto nelle curve a sinistra, non nelle altre. Era impressionante il modo in cui la moto saltellava. Ho provato diverse linee e diversi modi di guidare, ma era impossibile. Quando Brad mi ha superato ero intorno alla quindicesima posizione e da quel momento ho iniziato a usare solo le curve a destra per cercare di limitare il problema. Ho provato tante soluzioni in gara, ma ero davvero arrabbiato perché era impossibile guidare così”.

Quali erano le tue sensazioni iniziali con la M1?
“Prima che iniziasse il chattering mi sentivo molto bene. Stavo guidando forte, pensavo di poter raggiungere Fabio e magari restare con lui per qualche giro. Sentivo di avere più velocità. Ma appena sono arrivato alle sue spalle è iniziato il problema e ho perso subito terreno. Ho cercato di trovare un modo per restargli vicino, ma era impossibile".

Non avevi avuto nessun segnale prima della gara?
“No, nessuno. Prima andava tutto bene. Anzi, ero particolarmente veloce nelle curve a sinistra. Guardando i dati, normalmente la curva 5 non è un punto critico, mentre nelle curve 7 e 9 riuscivo spesso a guadagnare molto terreno. È uno dei miei punti forti. Ma quando è arrivato il chattering ho iniziato a perdere sempre di più. Recuperavo qualcosa nelle altre parti del tracciato, ma ogni volta che arrivavo nelle curve a sinistra perdevo nuovamente tutto”.

Quanto è grande il rimpianto per la mancata top ten?
“Per la prima volta sembrava davvero possibile chiudere tra i primi dieci. Mi sentivo bene e il passo era ottimo. Però durante la gara è emerso questo problema. Penso che il comportamento nelle curve a sinistra non fosse corretto”

Possiamo dire che è stata una delle tue migliori gare della stagione?
“Sì, sicuramente. Il passo era da top ten. Ero arrivato vicino alla nona-decima posizione e sentivo di poter rimanere lì. Non è facile superare in questa categoria, perché tutti difendono bene le proprie traiettorie e gli spazi sono molto ridotti. Ho cercato di approfittare di ogni occasione. Sono stato anche fortunato in curva 5. Tutti sono andati verso l'esterno e io sono rimasto all'interno. Ho visto uno spazio aprirsi e ne ho approfittato. Credo che qualcuno abbia frenato molto forte, ma lì sono riuscito a superare tre o quattro piloti in una volta sola”.

Qual è lo stato d’animo dopo questa gara?
“Molto meglio rispetto ad altre volte, perché finalmente ho sentito che potevamo essere competitivi. Con la gomma media mi sono trovato davvero bene. Già questa mattina avevo percepito sensazioni positive. Forse il tempo sul giro non era eccezionale, ma la moto funzionava meglio. Con meno grip il chattering era meno evidente e riuscivo a sentire meglio sia l'ingresso in curva sia la frenata. Per questo sono abbastanza fiducioso. Non ci aspettavamo però questo livello di chattering in gara. Anche guardando i dati è qualcosa di molto evidente e al momento non abbiamo una spiegazione chiara. Dovremo analizzare tutto con attenzione e capire cosa sia successo”

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Riccardo Guglielmetti