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Raul Fernandez: “Bezzecchi? Ho scoperto solo a fine gara che era caduto”

“L’Aprilia aveva qualcosa in più in Curva 15, ma eravamo in difficoltà con la gomma anteriore stando in scia. Forse è per questo che è caduto. Il futuro? Il mio manager sta lavorando affinché resti qui”
Raul Fernandez: “Bezzecchi? Ho scoperto solo a fine gara che era caduto”

Primo nella Sprint, secondo nel Gran Premio: doppio podio ad Assen per Raul Fernandez. In un Round in cui le Aprilia del team Trackhouse hanno lasciato solo le briciole ai loro avversari, firmando la loro prima doppietta in un Gran Premio. Secondo solo al suo compagno di squadra Ai Ogura al termine dei 26 giri di questo GP d’Olanda, il pilota spagnolo ha completato un fine settimana quasi perfetto disputando un’altra gara da assoluto protagonista dopo essersi ripreso dall’attacco di appendicite che aveva condizionato le sue prestazioni a Brno. Una bella dose di motivazione per Fernandez, arrivato a un passo dalla doppietta in un periodo chiave per la definizione del proprio futuro in MotoGP.

“Sicuramente sono molto contento. In verità, l’obiettivo per oggi era quello di lottare per il podio, perché Ai e Marco (Bezzecchi) avevano un ottimo passo con la media al posteriore, mentre io non avevo tutto sotto controllo con quella gomma. Tra il Warm Up e la gara abbiamo deciso all’ultimo di optare per quello pneumatico e ho cominciato a lavorare soprattutto sul freno motore con il mio elettronico, ma ritengo non sia stato sufficiente. Credo che oggi ci sia mancata un po’ più di chiarezza sulle mappature. Ho provato a superare Jorge (Martin) in gara, ma è stato quasi impossibile perché non ha commesso alcun errore, ha fatto quasi tutto alla perfezione. Io invece non mi trovavo bene con la spalla destra della gomma media e qui le uniche curve in cui superare sono a destra. Quindi, non sono riuscito a superarlo fino a che non è calato un po’, ed è stato proprio nel momento in cui Ai è risalito con un ritmo devastante e ci ha battuti - ha raccontato in conferenza stampa - Ho provato a sopravvivere, ma avevo dei problemi con l’anteriore. Comunque sia, sono molto contento, ance per Ai e per la squadra. Come detto, l’obiettivo era quello di lottare per il podio e ho quasi lottato per la vittoria fino alla fine”.

Portatosi al comando della corsa al 17° giro di gara superando Martin, Raul ha accarezzato per qualche fugace istante l’idea di riuscire a bissare la vittoria di ieri.

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“In alcuni momenti ci ho pensato, soprattutto quando ho visto che il margine su Marc (Marquez) era quasi di due secondi. Ma il problema è stato che in quel momento non riuscivo a superare Jorge che, come dicevo anche prima, non ha commesso alcun errore e seguiva delle traiettorie perfette in pista. Ho faticato in quel momento a preservare la gomma per il finale, visto che sappiamo tutti che Ai affronta in modo fantastico l’ultima parte di gara. Per un momento ci ho pensato, ma quando ho visto Ai arrivare mi sono detto che forse sarebbe stato un buon risultato per noi anche se avessi chiuso secondo”, ha ammesso.

Parlando proprio del peculiare stile di guida del suo compagno di squadra e del modo in cui riesce ad essere così efficace in sella alla RS-GP, Fernandez ha aggiunto: “È abbastanza strano veder guidare Ai, perché ha uno stile di guida diverso da tutti noi e, forse, è anche per questo motivo che riesce a essere così veloce nell’ultima parte di gara. Non c’è nulla da dire, dai dati vediamo che le sue prestazioni stanno migliorando sempre di più. Quindi, state attenti ad Ai per il campionato!”.

L’alfiere Aprilia ha poi fornito la sua opinione sul fatto che la caduta di Bezzecchi in Curva 15 possa essere legata a questioni di aerodinamica.

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Quello era un punto dove la nostra moto era molto forte rispetto agli altri costruttori perché lì aveva qualcosa in più. Ma io mi sentivo un po’ a disagio soprattutto in scia, perché per qualche ragione, stando in scia, eravamo in difficoltà con la gomma anteriore - ha spiegato - Potrebbe magari essere la ragione per cui è caduto. Ma non sapevo della sua caduta fino a che non abbiamo terminato la gara e non ci hanno mostrato il replay”.

L’incidente del romagnolo ha rivoluzionato la classifica del campionato, consegnando a Martin la leadership del Mondiale. Sono in tanti però i piloti matematicamente in lotta per l’alloro finale.

“In quanti possono vincere il campionato? Concordo con Ogura che fino a che la matematica non dice altrimenti, qualunque pilota può farlo. Se devo essere realista, sono minimo otto o nove i piloti che possono lottare per il titoloha affermato il portabandiera del team Trackhouse, che farà il massimo per continuare con questo ruolino di marcia e mantenersi nella rosa dei piloti in lizza per il Mondiale: “Finché i numeri non diranno di no, noi ci proveremo. Dobbiamo essere positivi”.

Interrogato su quando potrebbe apporre la firma sul rinnovo con la squadra satellite Aprilia, o decidere di andare in un’altra squadra, lo spagnolo ha affermato:Non lo so, al momento non abbiamo nulla di concreto. Non ho parlato molto con il mio manager questa settimana, ma sono convinto che stia facendo del suo meglio affinché io rimanga qui. Vediamo cosa succederà in queste due settimane”.

Il team Tech3 è davvero una destinazione possibile per lo spagnolo?

“Cercheremo di dare il massimo quest’anno e poi vedremo cosa succederà l’anno prossimo. Non mi aspettavo di essere  così in forma in questa fase della stagione. Di solito da questo momento in poi comincio a sentirmi un po’ meglio. Quindi, vediamo cosa succederà quest’anno, perché abbiamo buone possibilità per lottare; abbiamo una moto molto competitiva e voglio concentrarmi su questo. Non voglio guardare a ciò che non dipende da me”, ha risposto aggirando la domanda.

Raul, del resto, ha avuto qualche problema dal punto di vista fisico a inizio stagione, quando lamentava alcuni fastidi alla spalla.

Ho avuto parecchi problemi alla spalla nelle due gare successive alla Thailandia. Non riuscivo nemmeno a guidare la moto, il che si è tradotto anche in un calo piuttosto significativo delle mie prestazioni. Da quel momento ho iniziato a lavorare in modo leggermente diverso con il mio allenatore e sembra che mi stia riprendendo da questo infortunio. Non provo alcun dolore o fastidio in sella, mentre in Brasile e negli Stati Uniti ho corso con delle fasciature perché stavo davvero male - ha ricordato - Da lì in poi, per qualche ragione, non ho più alcun dolore e, al contrario, ho più forza ogni giorno. Dovrò lavorare un po’ di più nella parte finale dell’anno, ma non c’è nulla a che vedere con il problema che avevo prima”.

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Daniela Piazza