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Rivola: “A Bezzecchi è successo di tutto negli ultimi tempi, ha bisogno di staccare”

“Ci sta che possa sentirsi sotto pressione, ma ha fatto un errore che non doveva commettere. Avevamo l’occasione per avere quattro Aprilia davanti ed è un peccato non esserci riusciti”
Rivola: “A Bezzecchi è successo di tutto negli ultimi tempi, ha bisogno di staccare”

Incassate due batoste tra Balaton e Brno, l’Aprilia è tornata a sorridere in quel di Assen, dove è stata la grande padrona del weekend. Dopo una qualifica capolavoro, in cui è riuscita a piazzare le sue quattro RS-GP davanti a tutti, e dopo la doppietta firmata dai piloti Trackhouse nella Sprint, la Casa di Noale ha siglato la sua prima tripletta ad Assen, monopolizzando il podio con Ogura, Fernandez e Martin. Un fine settimana perfetto, se non fosse per la nota stonata di un altro zero di Marco Bezzecchi, incappato in una caduta a 200km/h nelle prime fasi del GP.

“Cosa c’è da dire? Lo manderemo in vacanza una settimana, sperando innanzitutto che stia bene e ci spossa andare. Ha sicuramente bisogno di staccare, perché nell’ultimo periodo gli è capitato veramente di tutto. Quindi ci sta che possa sentirsi un po’ sotto pressione. Detto questo non doveva commettere l’errore, anche perché l’ha fatto in un punto dove puoi farti veramente male - ha commentato a fine gara Massimo Rivola, Amministratore Delegato di Aprilia Racing - Ad Aprilia, come costruttore, è ovviamente mancata una moto. Credo ci fosse l’occasione per avere quattro Aprilia davanti, quindi è un peccato non essere riusciti a realizzare quello che avremmo potuto”.

Bezzecchi è finito a terra in Curva 15, proprio il punto in cui le Aprilia sembravano fare la differenza sugli avversari.

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Era semplicemente troppo veloce e onestamente non credo che l’Aprilia fosse così forte soltanto in Curva 15. Solitamente l’Aprilia mostra di avere qualcosa di speciale in tutte le parti veloci del circuito, ma dobbiamo dare il massimo con tutte e quattro le moto, non soltanto con queste tre” ha osservato Rivola, che in merito alle condizioni di Marco ha aggiunto: “Non l’ho ancora visto. Stiamo aspettando le ultime notizie e fortunatamente sembra non ci sia nulla di cui preoccuparsi, ma non voglio dire nulla a riguardo in questo momento”.

A tenere alti i colori di Aprilia Racing ci ha pensato però Martin. Terzo al traguardo, dopo aver dettato il passo per buona parte della corsa.

“Credo che abbia fatto un’ottima gara considerando le sue condizioni fisiche, che non sono al 100%. Ha fatto una partenza perfetta e ha condotto la corsa per molti giri. Non avrebbe potuto fare più di così. Sappiamo che Ai, in particolare, è molto forte a fine gara, ed è stato anche molto intelligente ad accontentarsi di lottare per il terzo posto e a non prendersi rischi in più per resistere. Ha fatto davvero un ottimo lavoro” ha affermato l’AD, confermando che non ci sono problemi tra Jorge e la squadra dopo l’incidente a Balaton.

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“Posto che gli errori li facciamo tutti, in Ungheria ho detto che un Campione del Mondo non fa questi errori perché sa come lottare per il Mondiale, che è esattamente ciò che ha fatto qui. Dove ha fatto una pole che avrebbe potuto fare soltanto lui: venerdì e sabato mattina non era l’Aprilia più veloce sul passo, ma è riuscito a fare la pole position grazie al suo talento e in gara è stato bravissimo, perché era partito bene, stava andando via, e, quando i piloti Trackhouse hanno iniziato a recuperare, non ha fatto cose da matti ma ha capito che era positivo chiudere terzo. Questo è l’atteggiamento che deve avere un pilota che sa come si vince un Mondiale”, ha sottolineato.

Parlando del fatto che Martin non si senta ancora del tutto a suo agio sulla RS-GP, e sia ancora alla ricerca di un set-up di base, ha aggiunto: Credo che in questo weekend abbia estratto tutto il massimo che poteva e sia venerdì che sabato mattina non aveva la stessa fiducia in sella che avevano gli altri tre piloti (del marchio). Ciò che ha fatto questo fine settimana, quindi, dimostra che fa la cosa giusta quando è il momento di fare sul serio. Questo è molto importante per lui in ottica campionato”.

Cosa ha fatto il team Trackhouse meglio di quello ufficiale?

Innanzitutto, finire la gara e non infortunarsi. Sono veramente contento per loro. Ho sempre detto che volevo vedere dove potevano batterci, l’hanno fatto due giorni di fila e direi che è abbastanza - ha risposto ridendo Massimo - Condividiamo tutte le informazioni. Abbiamo delle riunioni in cui Fabiano (Sterlacchini) e i nostri ingegneri condividono i dati con i loro e siamo molto felici di ciò che stanno facendo. Abbiamo bisogno di loro per essere veloci, perché se loro lo sono veloci possiamo esserlo anche noi”.

La storia del team Pramac insegna che avere un team satellite molto forte può anche ritorcesi contro al team ufficiale di una Casa. Rivola però non vede la competitività della squadra americana come uno svantaggio: “Sinceramente, sono contentissimo, anche perché c’è tantissimo di mio in quel team satellite: dal convincere Justin Marks, che è stato ovviamente una delle prime persone a cui ho pensato una volta tagliato il traguardo; a spingere per Davide (Brivio) prima e poi per Francesco (Guidotti) e per determinati piloti. Onestamente, a livello personale, Trackhouse è una soddisfazione enorme e se è anche uno stimolo che ti porta prestazione, abbiamo fatto bingo! Ben venga”.

Il dirigente ha concluso con una battuta sul possibile rinnovo di Fernandez: Ho voluto io Raul, quindi è chiaro che mi piacerebbe”.

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Daniela Piazza