Il 2026 di Jorge Martin non era partito sotto i migliori auspici, reduce dagli infortuni e col futuro davanti a sé nebuloso come non mai, era stato costretto persino a saltare gli importantissimi test di inizio stagione. Una manciata di gare successive, ad Assen, Jorge Martin è di nuovo leader del mondiale grazie ad un terzo gradino del podio, scavalcando Bezzecchi al suo terzo zero consecutivo e al termine di una gara dominata in buona parte dallo spagnolo fino al sopraggiungere delle due imprendibili Trackhouse.
"Sei mesi fa non sapevo neanche se avrei potuto iniziare la stagione" commenta così Martin, felice della situazione in campionato ma realista sulle aspettative. "E' una gara di resistenza, è una maratona" commenta lo spagnolo sugli equilibri di campionato, pur tradendo l'evidente soddisfazione, conscio che la seconda metà di campionato lo ha già premiato in passato. E' chiaro, il campionato rimane apertissimo, ma ora oltre a doversi guardare dalle "bestie Ducati e Marquez" Martin si troverà ancora una volta ad affrontare una corsa al titolo tra fratelli con la stessa moto: così come in Ducati in passato ora dovrà cercare di ripetersi in Aprilia.
"Il primo pensiero va a Marco - le parole di Martin - spero che stia bene e che recuperi in fretta, so cosa si prova ad andare in ospedale la domenica perchè ci sono passato anche io. Voglio congratularmi anche con Ogura e Fernandez, hanno fatto un lavoro incredibile questo weekend. Quanto a me, sono molto felice di essere il leader del campionato, sei mesi fa non sapevo neanche se avrei potuto iniziare la stagione, ho perso i primi test, non mi sarei mai immaginato di tenere la testa della gara per dieci giri e stare lottando per il titolo. E' una cosa gigantesca ed incredibile, sono soddisfatto della mia performance di oggi, rispetto a ieri abbiamo fatto un passo avanti, me ne vado da Assen con una pole, un quinto nella sprint e questo podio. Ero in testa alla gara ma sapevo che i due piloti Trackhouse stavano arrivando, perchè stavo spingendo ma i distacchi rimanevano gli stessi. Sapevo che Raul ci avrebbe provato e poi è sopraggiunto anche Ogura, ho fatto la mia gara ma a quel punto non ne avevo più per lottare".
In cosa hanno fatto la differenza le due Aprilia Trackhouse?
"Ero in testa e quando lo sei tutto funziona meglio, poi quando mi hanno sorpassato sono iniziati i problemi, ho provato ad inseguirli ma non hanno commesso errori. Erano entrambi molto competitivi nelle curve veloci, quindi ora devo capire come migliorare. Penso di aver perso molti giri con l'Aprilia e sto ancora affrontando quel processo di adattamento alla moto".
Ogura in particolare sembra avere uno stile di guida diverso.
"Onestamente guardando i dati siamo tutti molto vicini, osservandoli le differenze sono di pochi millesimi qui e là, ma siamo tutti molto simili. Quando segui Ogura però è strano, perchè sembra che ad ogni curva stia per cadere ed invece la moto è dritta! Forse è questo il motivo per cui è così veloce negli ultimi giri".
Hai avuto modo di vedere la caduta di Bezzecchi, cosa ne pensi?
"Guarderemo i dati, ma credo che con queste moto quando segui un altro pilota perdi deportanza aerodinamica, il che rende le cose più difficili che in passato, credo fosse vicino a Marc. Ma è stato a inizio gara quindi non sono certo".
Ora sei il nuovo leader del mondiale, una bella iniezione di fiducia.
"E' folle essere in questa posizione, mi sto concentrando molto su me stesso cercando di migliorare le sensazioni e le conseguenze sono questi risultati. Non mi concentro troppo sui risultati, più sulle sensazioni e su come posso migliorare da qui sino al Sachsenring. E' un tracciato che mi piace molto e spero di godermelo con l'Aprilia. Sicuramente mi manca ancora qualcosa e cercherò di migliorare".
Sei costante come nel 2024, è una motivazione in più?
"Penso che la motivazione sia sopravvalutata, non sono sempre motivato ma l'importante è svegliarmi ogni giorno cercando di essere migliore. Ogni anno è diverso ed il 2026 dobbiamo affrontarlo come nel 2026".
Dopo l'esperienza del 2024 ed il 2025 in ospedale, senti di avere più sotto controllo la corsa al titolo rispetto ai tuoi avversari?
"Non posso paragonarmi a nessuno. Sicuramente l'esperienza aiuta, ma tutto aiuta. L'aver lottato per il titolo nel 2023, l'esperienza del 2024, l'inferno del 2025, tutto ti insegna qualcosa. L'importante è continuare ad avere voglia di vincere, se non ce l'avessi non sarei qui. Ma è anche questione di velocità. Se ce l'hai puoi lottare in gara, altrimenti non lo fai. Se arriveremo alle ultime gare e ne avrò la possibilità significherà che abbiamo lavorato bene e siamo stati competitivi. Se arriverò in quella situazione giocheremo un po', ma in questo momento cerco solo di ottenere il massimo da ogni fine settimana, e questo è stato uno di quei giorni perchè non mi sentivo il più veloce".
Anche la rottura con Aprilia ha fatto parte di questo percorso.
"Tutto ciò che è successo nella mia carriera, lo scorso anno sono dovuto maturare a marce forzate, con Aprilia c'era stata una rottura che abbiamo riconciliato a forza, ed ora siamo riconciliati, anche se sappiamo che nel prossimo futuro non staremo assieme. Abbiamo una grande opportunità quindi è importante essere uniti, è l'unica maniera per affrontare una bestia come Ducati o Marc".
Stando alle statistiche, negli ultimi 28 anni per ben 22 volte il leader del mondiale ad Assen ha poi vinto il titolo.
"Onestamente le statistiche non significano nulla per me, non mi interessano. Sicuramente per me era importante arrivare vicini alla pausa estiva, perchè la seconda metà di campionato è sempre stata buona per me. Ma il campionato è ancora lungo e lo affrontiamo gara per gara".
Siamo quasi al giro di boa del campionato, è un mondiale molto aperto, chi vedi nella lotta per il titolo?
"E' tutto ancora molto aperto, ma non l'hai vinto finché non lo vinci, il campionato è una gara di resistenza, è una maratona e non siamo neanche a metà. Tra questi piloti ci sono già dei campioni con più esperienza ed altri con meno. Come ho già detto per me l'importante è essere veloci ed avere le armi per poter lottare quando sarà il momento".