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Fast By Prosecco, Pernat: “Ogura sorprende, Bezzecchi preoccupa”

VIDEO - Tra tre Aprilia sul podio, il caso Bezzecchi, la scelta futura di Ogura e le difficoltà di Marquez, Pernat racconta un GP d’Olanda che lascia il mondiale più aperto che mai

Nel nuovo appuntamento con il Fast By Prosecco, Carlo Pernat commenta il GP d’Olanda di Assen partendo da un dato che per lui è ormai chiaro: il Mondiale è apertissimo, l’Aprilia sui circuiti veloci è un riferimento, ma gli errori continuano a pesare tantissimo. E in questo scenario, secondo il manager ligure, anche Marc Marquez resta un tema tutto da decifrare.

Ecco il commento del nostro mitico Carletto, come sempre davanti ad un bicchiere di ottimo Prosecco DOC. 

“Per il caldo che c’era non sembrava nemmeno il Gran Premio di Assen. Un Gran Premio dove normalmente in un giorno puoi beccare tutto. Mi ricordo che in un giorno ho beccato acqua, sole e neve. Credetemi, non è una balla, è una cosa vera.

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Ma questo è stato un Gran Premio incredibile, veramente. Questo è un anno dove non puoi assolutamente dire nulla, perché le sorprese sono sempre all’ordine del giorno. Ma la certezza, più che le sorprese, è che l’Aprilia veramente nei circuiti veloci è una spanna sopra la Ducati. Questo è un dato di fatto. L’abbiamo visto nei circuiti veloci precedenti, questo era un circuito veloce, tre Aprilia sul podio oltretutto. E con chi? Con Ogura, con Fernandez e con Martin.

Chi manca all’appello? Manca Marco Bezzecchi. E c’è un po’ da preoccuparsi. C’è un po’ da preoccuparsi perché Marco era abituato l’anno scorso a essere solo in Aprilia. Non me ne voglia il collaudatore Savadori, ma lui correva da solo, con tutti gli incidenti di Martin, che era fuori, e con tutti i casini che aveva, che voleva andare via. Quindi era il capo dell’Aprilia, era il numero uno, trainava l’azienda, e anche l’azienda trainava lui. C’era un ambiente meraviglioso.

Però non aveva concorrenza interna. Poi Martin si era fatto male. Per cui è stata una seconda parte del 2025 bellissima, però senza tanti challenger per Marco. Questa è una cosa a cui forse non abbiamo pensato. Quest’anno è partito con in testa la voglia di vincere il Mondiale, giustamente, venendo da un anno meraviglioso. Però il compagno di squadra c’è, si chiama Martin, e questo secondo me gli ha dato molta pressione. Gliel’ha data più lui che Marquez, perché è l’uomo da battere dentro casa. E sta facendo degli errori che non sono da lui. Questi sono errori fondamentali.

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Glielo ha detto anche Rivola: va già bene che ha un bel fisico e non si fa niente, perché questi sono voli in cui normalmente ti spacchi qualcosa. E ha perso il Mondiale, ha perso la testa del Mondiale. In testa c’è Martin. Però l’uomo del giorno sicuramente è Ai Ogura. Questo giapponese che non parla mai, che non fa comunicazione, è veramente forte.

Mi ricordo quando non volle passare in Honda, tre anni fa, dalla Moto2 alla MotoGP, perché non riteneva la Honda competitiva. È difficile che un pilota giovane rinunci a passare in MotoGP. Però è stato bravo, è passato adesso. Non capisco la futura scelta sua, quella di prendere la Yamaha il prossimo anno. Questo, francamente, lasciare un’Aprilia in queste condizioni, in un team di quel genere, dove sei messo a posto bene, mi lascia molto perplesso. Però spero che indovini e che la prossima stagione la Yamaha non faccia quello che sta facendo quest’anno, perché sennò butterebbe via una possibilità di vincere il Mondiale.

Un Mondiale che è aperto. Aperto in tutti i modi. Ci sono sette piloti in cinquanta, sessanta punti. Io dico che tutti possono vincere il Mondiale. Primo perché ci sono mille cadute, mille problemi. E ripeto: ci sono troppe gare tra Sprint e MotoGP. Sono quarantaquattro partenze tra sabato e domenica e questo è troppo. Vedete che i piloti… vedi Alex Marquez che botta che ha preso, Aldeguer con una vertebra rotta che oggi vedranno a Madrid se operarlo o meno. Insomma, questi infortuni sono dovuti anche a questa roba qui.

Però il Mondiale è lo stesso apertissimo, nonostante tutti questi incidenti e nonostante ogni volta ci sia sempre qualcosa di nuovo. C’è da dire che Marquez è in sofferenza. Marquez in sofferenza bisogna dirlo. Lo è dal punto di vista fisico, secondo me, io ne sono convinto anche se molti non lo pensano, ma secondo me è in sofferenza anche per la moto. Perché questa moto non è mai obbediente, devi sempre metterla a posto con mosse diverse. Vedi Bagnaia che sembra vada, sembra non vada. Vedi Di Giannantonio che ogni tanto fa una bella gara ed è lì in lotta nel Mondiale, perché adesso è terzo. Ho trovato felice Di Giannantonio, i piazzamenti servono.

Però ripeto, Marquez è anche in lotta con la moto. Due lotte: quella personale, fisica purtroppo per lui, e quella della moto, che però bisogna riuscire a metterla a posto. Anche in questo Gran Premio ha fatto una scelta, l’unico insieme al fratello ad aver usato la gomma morbida posteriore, quando tutti gli altri hanno usato la gomma dura. Queste sono scelte che si fanno nel momento in cui sei in difficoltà, ma in difficoltà tecnica. Normalmente il cambio della gomma è un jolly, un jolly che si giocano sempre quelli che stanno dietro, nelle ultime file, per poter fare qualcosa. Un po’ di confusione forse nella testa ce l’ha anche lui. Aspettiamo la prossima del Sachsenring e poi ci sarà il giusto riposo, che ne ha bisogno più di tutti".

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Marco Caregnato