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Brivio: “Non facciamo nulla meglio di Aprilia: Fernandez e Ogura fanno la differenza”

“Stiamo vivendo un sogno, costruito un passo alla volta: Ogura è il classico giapponese metodico, che non fa passi più lunghi della gamba. Fernandez sembrava dovesse saltare due gare, invece…”
trackhouse

Gongola, eccome se gongola! Davide Brivio si gode una Assen da sogno con la sua coppia di piloti protagonisti indiscussi al TT. Sabato ci ha pensato Raul Fernandez, domenica invece è stata la volta di Ai Ogura, semplicemente travolgente nel riportare la bandiera giapponese sul gradino più alto del podio.

Che dire di fronte a questo team Trackhous, che rischia di diventare il nemico in casa per il team factory Aprilia.

Di certo la squadra capitanata dal team manager lombardo ha compiuto passi da gigante e ora si gode i frutti di quanto seminato in questi anni.

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“Per me e per tutta la squadra è una sorta di sogno – ha esordito – soprattutto per un team non ufficiale, riuscire a fare primo e secondo è qualcosa che immagini soltanto nei sogni. Sabato, dopo la Sprint, pensavamo già di aver vissuto un weekend speciale, ma poi è successo nella gara lunga, quella che conta di più. È incredibile per tanti motivi. Siamo una squadra giovane, arrivata per ultima nel paddock. Abbiamo preso Ogura da rookie, Fernandez con un talento enorme e un grande potenziale. Abbiamo cercato di metterlo nelle condizioni di esprimersi al meglio. Aprilia ha fatto un lavoro straordinario sullo sviluppo della moto, il team, gli ingegneri, i meccanici: tutti hanno dato un contributo fondamentale. Oggi ci sono tantissime persone da ringraziare”.

Che cosa ha fatto meglio Trackhouse rispetto al team ufficiale Aprilia questo weekend?
“È importante capire che abbiamo lo stesso materiale e condividiamo tutte le informazioni. I nostri ingegneri si confrontano quotidianamente con quelli di Aprilia, quindi c'è una totale apertura. Credo che questo weekend i nostri piloti abbiano semplicemente fatto la differenza. Hanno trovato il modo di essere più veloci. Soprattutto Ogura, ma anche Raul, che ha fatto un miglioramento enorme rispetto all'anno scorso. Penso che siano stati loro a trovare il modo di sfruttare al massimo il pacchetto a disposizione. Non c'è nulla che facciamo meglio del team ufficiale: semplicemente cerchiamo di fare il massimo ogni volta che andiamo in pista”.

Raul ha detto più volte che lo hai aiutato molto nei momenti difficili. Ogura sembra un po' un enigma per molti. Com'è lavorare con lui?
“Sinceramente, Ai è uno dei migliori piloti con cui abbia mai lavorato. Non ce ne sono tanti che metterei a quel livello, ma lui è sicuramente tra questi. Quando Trackhouse ha deciso di prenderlo c'erano alcuni dubbi, ma noi abbiamo sempre creduto nel suo enorme potenziale. È giapponese, ha un approccio molto metodico: impara passo dopo passo. In questo periodo ho visto un ragazzo estremamente intelligente, sempre concentrato sul capire e imparare. Non l'ho mai visto fare passi più lunghi della gamba. Dopo l'infortunio dell'anno scorso abbiamo dovuto ricominciare praticamente da zero, ma il suo approccio è stato sempre lo stesso. Non è esplosivo, ma cresce costantemente, sfruttando esperienza e conoscenze accumulate. A mio avviso rappresenta un punto di riferimento per tanti giovani piloti asiatici. Abbiamo visto tanti piloti passare dall'Asia Talent Cup e sognare la MotoGP: credo che Ai possa essere una grande fonte d'ispirazione per loro”.

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Ogura sta seguendo la crescita che ti aspettavi?
“Sì, perché è un pilota molto intelligente e sta sfruttando al massimo il proprio potenziale. Va dato merito anche ad Aprilia, perché il pacchetto tecnico ci ha permesso di raggiungere questo livello. Il lavoro di sviluppo fatto dalla seconda metà della scorsa stagione è stato enorme. Abbiamo visto un miglioramento impressionante. Ogura sta semplicemente cercando di sfruttare tutto quello che ha a disposizione. Lo stesso vale per Raul. Sono molto vicini come prestazioni: Raul ha vinto sabato, Ogura domenica. Questo significa che entrambi sono arrivati a un ottimo livello con questo pacchetto tecnico”. 

Hai vinto con tre costruttori diversi, Yamaha, Suzuki e Aprilia. Come ci riesci?
“Non lo so... forse una buona stella! Però sì, sono molto felice. Magari in futuro arriverà anche un altro costruttore, chi lo sa (sorride)”

Raul si è quindi meritato il rinnovo…
“Ormai sono meno coinvolto direttamente in questi discorsi. Forse è interessante ripercorrere il progetto. Quando Trackhouse è arrivata in MotoGP abbiamo deciso che Raul potesse diventare il leader della squadra, il pilota di riferimento, quello con l'esperienza necessaria per ottenere risultati. Anche nei momenti difficili, tutto il paddock ha sempre riconosciuto il suo talento e il suo potenziale. Allo stesso tempo volevamo rinnovare il progetto inserendo un rookie e abbiamo scelto Ai Ogura. L'idea era far crescere un altro pilota di alto livello. L'anno scorso c'è stato qualche rallentamento: pensavamo che Raul fosse pronto subito, invece abbiamo attraversato una fase complicata. Però alla fine abbiamo recuperato. Raul ha conquistato podi Sprint, un podio nella gara lunga e una vittoria. Quest'anno stiamo vedendo concretizzarsi quel progetto: avere due piloti in grado di lottare per il podio. Vincere è sempre un sogno, ma l'obiettivo era arrivare ad avere due piloti costantemente competitivi. Adesso siamo arrivati a quel punto e nella seconda metà della stagione proveremo a divertirci e a sfruttare tutto il potenziale che abbiamo per vedere cosa succede”.

I vostri piloti ora sognano il Mondiale…
“Se guardate la classifica ci sono probabilmente dieci o dodici piloti ancora in corsa. Ne parlavo proprio questo weekend, dato che abbiamo visto Marc Marquez recuperare 62 punti in appena due Gran Premi. Una cosa del genere dà speranza a tutti, anche a chi è staccato di 100 punti, perché qualcosa può sempre succedere e mentalmente cambia tutto. Prima, con 50 o 60 punti di ritardo, molti pensavano che fosse finita. Adesso no. Credo che il campionato sia molto più aperto. Finché la matematica non ti condanna, tutti possono sognare. Ed è bello che sia così”.

In questo momento devi spingere i piloti o magari calmarli?
“Ogura non c'è bisogno di calmarlo, è già molto tranquillo di suo. Con Raul, invece, credo che ieri sia stato bravissimo. Era molto arrabbiato per aver perso la pole position, che secondo me meritava. Siamo andati sul verde per pochi millimetri e la delusione era forte. Però siamo riusciti a trasformare quella rabbia in energia positiva. Gli abbiamo detto: "Parti quarto, hai un ottimo passo, sei competitivo. Non parti dodicesimo". E infatti ha vinto. Sono molto contento di come sta crescendo anche dal punto di vista mentale.”

Questo team Trackhouse ti ricorda un po' il 2020? Una squadra giovane, capace di sorprendere tutti…
“Sinceramente non ci avevo pensato. In questo momento non oso nemmeno sognare un titolo mondiale. Ci sono tanti piloti fortissimi in lotta. Però è bello vedere cosa succederà. Noi non ci arrendiamo di certo. Oggi sapevamo di avere una possibilità di vincere e siamo andati in pista per giocarci le nostre carte. La cosa bella di questa stagione è che ogni weekend arriviamo al giovedì sapendo di avere una possibilità concreta di fare bene. Non siamo lì per caso. I podi non sono arrivati perché pioveva o perché qualcuno è caduto. Poi lo sport è così: una volta fai quindicesimo, una volta quinto, una volta terzo. Ma ogni weekend possiamo presentarci in pista sapendo di avere delle chance. Voglio solo fare un esempio”…

Certo…
“Prendiamo l'esempio di Fernandez: la settimana scorsa stava male, doveva addirittura operarsi. Avevamo quasi dato per persi due weekend. Poi abbiamo portato a casa quindici punti. Ecco, noi ragioniamo così: accumuliamo risultati e faremo i conti a fine anno. Giornate come questa, però, sono quelle che ti fanno divertire davvero”.

Pensi che state diventando il nuovo Pramac del 2023-2024?
“Non lo so. Pramac ha ispirato molti team indipendenti, così come VR46 nel 2023 o Gresini dello scorso anno. Sono esempi che dimostrano come anche un team non ufficiale possa ottenere risultati importanti. Ogni tanto arriva il momento di una squadra diversa. Speriamo che quest'anno sia il nostro. Oggi abbiamo vissuto un weekend da sogno, qualcosa che non mi sarei mai immaginato. Ce lo godiamo, abbiamo fatto una piccola festa e conserveremo questo ricordo per sempre. Adesso però testa al Sachsenring”. 

 

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Riccardo Guglielmetti