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Bezzecchi: "Il terzo posto non mi ha mai ossessionato, sono sereno"

"Ho sempre vissuto questa ossessione come positiva e non negativa, come una spinta a fare meglio. Nel parco chiuso non mi sono contenuto, i ragazzi nel box hanno fatto un lavoro grandioso. Soddisfatto del 2025? Ho sempre creduto in Aprilia"

MotoGP: Bezzecchi: "Il terzo posto non mi ha mai ossessionato, sono sereno"

Marco Bezzecchi ha conquistato a Portimao la seconda vittoria stagionale in Gran Premio in sella all’Aprilia, in un 2025 che adesso lo vede con le mani ben salde sul terzo posto in classifica generale. Lo zero di Pecco Bagnaia è infatti pesantissimo per l’alfiere della Ducati, che è a -35 punti dal Bezzecchi con appena 37 punti da assegnare a Valencia. In pratica un goal a porta vuote per Bezzecchi.

Un risultato che premia senza dubbio la bellissima stagione della coppia formata da Bezzecchi e dalla RS-GP, un binomio che passo dopo passo è cresciuto fino a diventare protagonista assoluto e serissimo contendente per il titolo nel 2026. Se si considera quanto lontano apparisse Bezzecchi sulla moto di Noale nei primi test, c’è solo da applaudire. Questa di Portimao tra l’altro è la seconda vittoria su due GP per Aprilia, considerando il successo di Raul Fernandez a Phillip Island. La direzione insomma, pare decisamente quella giusta.

Seconda vittoria di stagione ed il terzo posto ad un passo. Come ti senti?
"Sono felice naturalmente, vincere qui è fantastico. Ieri ero felice ma non troppo, anche perché se scatti dalla pole position vuoi lottare per qualcosa in più. Ma ieri Alex e Pedro erano più forti di me semplicemente. Ho passato tanto tempo nel box con i miei ragazzi per cercare di capire cosa avrei potuto migliorare, dove poter migliorare. Ho trovato qualcosa che mi ha aiutato a gestire questi miei punti deboli che ho individuato e nel warm up ho capito che sarei stato in lotta. Poi la gara è andata benissimo".

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La stagione è quasi finita, ti saresti aspettato un 2025 così?
"Direi che con Aprilia siamo migliorati passo dopo passo, ho sempre creduto in questo progetto ed ho sempre avuto fiducia nella nostra moto. Gli ingegneri e tutti a Noale hanno lavorato sempre benissimo ed è vero che ad inizio stagione abbiamo sofferto un pochino, ma poi abbiamo fatto tanti passio in avanti. Non siamo ancora al livello di Marc e Alex, magari possiamo lottare con Pedro che è stato fortissimo in questo finale di stagione. Ma dobbiamo continuare a lavorare e migliorare per raggiungere il miglior livello possibile".

Cosa hai trovato che ti ha fatto fare questo step?
"Non saprei dire in particolare cosa mi mancava. Di certo ieri ero rimasto molto vicino a loro due, ma le mie linee non erano le migliori. Poi nel box hanno trovato qualcosa che mi ha permesso di essere meno aggressivo sulla moto ed ho sempre avuto tanta confidenza dall’anteriore grazie a questo. Credo che sia un mix tra questi due fattori".

Il terzo posto in campionato ormai è quasi in tasca, è un problema in meno?
"Chiaro che avere questa situazione è una cosa positiva, ti direi una cavolata se non dicessi che sono un pochino più tranquillo. Però la verità è che soprattutto in questo periodo è diventato un obiettivo, ma arrivare terzo nel mondiale non è mai stata una cosa che mi ha ossessionato in modo negativo. Al massimo l’ha fatto in modo positivo. Riuscire a conquistarlo voleva dire fare delle belle gare e vincerle ed è quello che volevo. Lo stesso vale per Valencia, vado lì con la mentalità che serve per fare un bel weekend".

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Ti mancava il sapore della vittoria? 
"Molto bello perché era da un po’ che non succedeva ed è sempre bello vincere. Non mi è successo tantissime volte come ad altri magari, ma è sempre bellissimo. Poi dopo ieri è anche meglio, perché eravamo felici ma c’era anche un po’ di amaro in bocca per essere partito dalla pole senza poi vincere. Vale tanto per me vedere i ragazzi sul muretto, vederli gasati è stato emozionante".

Si vedeva anche al parco chiuso. 
"Al parco chiuso non riuscivo a contenermi, ero felicissimo. Li ho ringraziati tantissimo. Tante volte basta poco, ma trovare quel poco è sempre una cosa difficilissima e ci mettono sempre un impegno enorme. Io mi impegno a mille anche per questo, ieri siamo rimasti nel box fino a tardi. Poi diventano dei momenti di lavoro, ma anche belli".

Ma ieri hai regalato uno stivale a qualcuno, ce la racconti?
"L’ho regalato ad una tifosa messicana che mi segue da un po’. Ieri l’ho incontrata e mi ha chiesto di regalarle uno stivale se avessi vinto oggi. Ma gliel’ho lasciato subito perché non ero certo di incontrarla di nuovo!"

Stamattina ti era chiaro che sarebbe stata una domenica così?
"Nel warm up avevo capito di aver fatto un bello step. Diciamo che ho capito subito di poter almeno combattere anche io, sapevo che non sarei rimasto a guardare. Poi la gara oggi è partita ed ho spinto subito. Alex all’inizio era lì, poi ho visto che ha mollato qualche decimino ed ho capito che era il momento per dare tutto e l’ho fatto".

Photocredit@ Pier Luca Brunetti

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Marco Caregnato