Quindicesimo sia in qualifica che nella Sprint, Franco Morbidelli non ha vissuto un sabato particolarmente esaltante in quel di Portimao. Nonostante le difficoltà che sta accusando in questo penultimo appuntamento stagionale della MotoGP, l’alfiere del team Pertamina Enduro VR46 si è trovato ancora una volta nell’occhio del ciclone. Finendo per essere oggetto di pesanti critiche sui social, a causa di un deciso sorpasso su Oliveira nel corso della Q1. Episodio investigato, ma non sanzionato, dagli Steward.
“La gente è libera di dire ciò che vuole fintantoché mantiene un po’ di rispetto. Sinceramente, non ho visto alcuna mancanza di rispetto. Non sono d’accordo con l’idea che hanno molte persone, ma la capisco per via del modo in cui sono mostrati i miei sorpassi e anche per quello che è il mio storico: ho commesso un errore quest’anno con Maverick Vinales al Mugello per il quale sono stato penalizzato. Per questo capisco il fatto di essere sotto ai riflettori da questo punto di vista e comprendo anche la narrazione che chiunque abbia a cuore questo genere di cose vuole mettere a disposizione di tutti. Lo capisco, lo accetto e cerco sempre di fare il miglior lavoro possibile provando a guadagnare una posizione senza essere pericoloso per nessuno. Non sono qui per mettere in pericolo gli altri, ma per fare il meglio che posso” ha sottolineato Franco, commentando l’accaduto.
“Parlando della situazione odierna, stavo facendo il mio giro e non so se Miguel fosse nel suo giro d’uscita o se stesse rientrando ai box, fatto sta che stava andando a spasso mentre io dovevo chiudere il tentativo” ha proseguito il portacolori VR46, spiegando la dinamica dell’episodio: “Ho visto un varco e mi ci sono infilato, visto che non stava stava comunque spingendo. Ho completato il mio giro senza fare drammi. Come capita invece di vedere spesso. Un po’ come succede con le simulazioni nel calcio, quando si cerca di richiamare l’attenzione dell’arbitro. Io non ho fatto niente di tutto questo: ho visto uno spazio, sono entrato, e ho chiuso il giro senza problemi e sono sicuro che non ci sia alcun problema tra me e Miguel, perché sappiamo entrambi com’è in pista. Però capisco perfettamente anche la narrazione che è stata fatta e il punto di vista di tutti”.
Il 30enne non si lascia turbare dai commenti negativi che gli sono stati rivolti più volte nel corso di questa stagione, consapevole delle ragioni per cui viene criticato e della sua buona fede.
“Io capisco di essere sotto la lente d’ingrandimento, perché sono andato molte volte dagli Steward. Sia per aver ostacolato qualcuno sia per dei sorpassi. L’errore più grande che mi viene in mente è quello su Maverick. Non ne ricordo altri - ha osservato - Ci sono altri piloti, dei quali non faccio i nomi, che quest’anno si trovati coinvolti più volte di me in incidenti in gara e sono stati penalizzati più volte di me, proprio per degli incidenti in gara. Però, per qualche motivo, io sono messo sotto i riflettori dal punto di vista delle immagini e del loro trasferimento sui social. Comunque lo accetto. Ci sono cose molto più gravi dei sorpassi al limite e cose che sono più importanti anche per me e sulle quali devo lavorare e concentrarmi. Visto che oggi sono 15°”.
Incalzato sulla necessità della MotoGP di spettacolarizzare ogni episodio a tutti i costi, Morbidelli ha poi aggiunto: “A quanto pare c’è questo bisogno. Io non sono uno dei piloti più dolci, bensì uno di quelli più aggressivi: se c’è da battagliare io mi ci ficco, perché mi diverto un sacco. Ma non sono pericoloso e non sono cattivo. Come ho detto, ho avuto meno incidenti in gara sanzionati rispetto ad altri piloti che corrono qui e poi non credo semplicemente di essere un cattivo ragazzo. Sono qui a fare il mio sport preferito e non voglio il male di nessuno. Cerco solo di arrivare il più avanti possibile”.
Ben più laconica l’analisi del suo sabato in pista. “Progressi? No. Me li aspetto? Sì, lo spero. Stiamo continuando a lavorare ed è ciò che faremo fino a fine weekend” ha affermato Franco, rallentato un po’ anche dal meteo ballerino che ha contraddistinto la mattinata portoghese: “Abbiamo perso un po’ di tempo, che sarebbe potuto esserci abbastanza utile. Se non altro però ho ritrovato le sensazioni con le gomme da bagnato e abbiamo visto che sono ancora veloce in questo genere di condizioni. È stato bello tornare in prima posizione in quel frangente, ma poi la pista si è asciugata e siamo tornati di nuovo nella nostra situazione difficile. Continuiamo comunque a lavorare e vedremo”.
Le difficoltà incontrate a Portimao possono dipendere dal design del tracciato? “Non dipendono dal tracciato. A volte, capita di avere di queste sensazioni e mi è successo anche a Phillip Island, nelle FP1 a Sepang e in Giappone” ha risposto il ducatista, che in Malesia era riuscito a ribaltare la situazione e a chiudere con un buon risultato: “Sì, molte volte siamo riusciamo a svoltare e a risolvere i problemi. Quindi, continueremo a lavorare”.
Share this article Daniela Piazza