Giusto ieri sera nella nostra Live con Carlo Pernat discutevamo del possibile deflagrare di una bomba sul mercato piloti, pensando però alla situazione in Ducati con un Pecco Bagnaia indeciso sul da farsi, dopo sei Gran Premi sottotono, in vista del 2026. Non del 2027: del 2026. Lasciare la casa di Borgo Panigale o restare e combattere Marc Marquez?
Ci interrogavamo, però, sul pilota sbagliato. Il bravissimo German Casanova del nostro sito cugino motorsport.com ha infatti inquadrato il bersaglio giusto lanciando un Exocet che ha colpito il quartier generale di Aprilia a Noale, causando danni gravissimi alle infrastrutture, facendo temere addirittura un avvicendamento di chi sta portando avanti la campagna MotoGP.
Secondo motorsport infatti “nell'accordo stipulato da Aprilia, gli agenti di Jorge Martin hanno incluso una clausola in base alla quale il loro cliente sarebbe stato libero di accettare e firmare qualsiasi proposta della concorrenza nel caso in cui non fosse stato tra i contendenti del campionato dopo il completamento del Gran Premio di Francia, a Le Mans, di domenica scorsa”.
Ciò vuol dire che Martin chiede la risoluzione del contratto che interviene quando il contratto è valido ma non più efficace a causa di eventi sopravvenuti come l'inadempimento o l'impossibilità sopravvenuta di adempimento. Nel caso in questione la clausola sottolineata dall’agente di Jorge, che è il bravissimo Albert Valera a cui recentemente abbiamo dedicato un video.
Secondo motorsport “Martin era a Le Mans venerdì scorso, dove è arrivato in auto dalla sua casa di Andorra. In Francia non è stato visto sul circuito per non destare sospetti, ma ha tenuto diverse riunioni. Ha pranzato con il suo team e ha comunicato ai vertici Aprilia la sua intenzione di eseguire la clausola di svincolo in vista del 2026. La notizia ha lasciato in stato di shock i responsabili dell'azienda di Noale, che stanno pensando di reagire con un'azione legale per inadempienza se la cosa dovesse andare avanti”.
La notizia è così clamorosa - bravo German! - che è difficile non credere ad una soffiata, ed il pensiero corre subito alla Honda, che è in grande difficoltà con i suoi piloti, Johann Zarco a parte. Ovviamente il colosso nipponico è di profilo in questa situazione, essendo inaccettabile conoscendo la realtà giapponese, un loro intervento prima che la polvere delle macerie si sia posata.
Inutile che vi diciamo che crediamo che tutto ciò sia assolutamente vero. Nel contempo pensiamo che questo sia uno di quei casi in cui l’esplosione distrugge sia il bersaglio che chi lo ha puntato.

Partiamo dalla clausola: difficilmente potrà essere fatta valere, visto che le cause che hanno provocato lo stato di fatto non sono state provocate da un inadempimento (scarsa competitività) della Aprilia, quanto da due incidenti consecutivi di cui è stato protagonista proprio Jorge Martin. Ve li ricordiamo: l’incidente nei primissimi giri dei test di Sepang e l’incidente ‘domestico’ in allenamento. Vogliamo togliere dal computo lo pneumotorace di Lusail, nell’unica gara disputata dal campione del mondo in carica.
Peraltro ricordiamo che per quanto riguarda la caduta di Sepang, l’Aprilia si mise di traverso addirittura con la Michelin, smentendo Taramasso. Ciò non toglie che aver firmato un contratto con una simile clausola, ancorché inapplicabile al caso in questione, è segno di una incredibile, grave leggerezza, tanto che ci risulta quasi impossibile pensare che un manager dell’esperienza di Massimo Rivola possa averla accettata.
Ovviamente la questione è destinata a finire in mano agli avvocati, ma è talmente grave, comunque vada a finire, che è impensabile che il rapporto Martin-Aprilia prosegua.
Come dicevamo ieri sera, e come è stato nei casi recentemente di divorzio Marquez-Honda e Zarco-KTM, nessuna Casa può far gareggiare controvoglia un pilota. Il rapporto quindi si chiude qui, con quali strascichi, vedremo.
La pezza a cui Jorge Martin ha affidato il compito di coprire la voragine creata nei rapporti umani fra lui e l’Aprilia di prolungare il periodo di prova per altri sei eventi è altresì improponibile, oltreché inaccettabile e non obbligatoria per la casa italiana. Quali sono infatti le basi sulle quali decidere dopo altri sei Gran Premi, per un pilota che ne ha saltati cinque su sei e non ha partecipato allo sviluppo?
Detto ciò i piloti non sono persone normali, e capiamo la frustrazione di Jorge Martin, che non è comunque nemmeno lontanamente paragonabile a quella provata da Marc Marquez in Honda, dopo aver vinto con loro sei mondiali, aver vinto per HRC nonostante la moto ed essere caduto a ripetizione nel tentativo di riportarla in alto. Lì parliamo di un rapporto di grande stima reciproca, nel caso Aprilia-Martin, non sappiamo nemmeno come definire questa situazione che, come dicevamo, lascia sul campo due vittime.
Il comportamento di Martin, infatti, se tutte queste ricostruzioni sono vere, merita una soluzione esemplare. D’altro canto rimane il vulnus di un contratto firmato con una clausola inaccettabile di cui qualcuno deve prendersi la responsabilità.
Bisogna anche ricordare che Jorge non è nuovo a certe operazioni. Lo spagnolo, infatti, ai tempi della Moto2 aveva un contratto con KTM per passare in MotoGP con la Casa austriaca nel 2021. Anche in quel caso c'era un clausula: Martin si sarebbe potuto tirare indietro se KTM non avesse un pilota nei primi 10 alla fine di giugno dell'anno precedente. Cosa che accadde, ma perché quella stagione fu influenzata pesantemente dall'epidemia di Covid e il primo GP di MotoGP si corse solo a fine luglio. In quel modo, lo spagnolo si smarcò e firmò con Ducati e il team Pramac.
La mancanza di professionalità di questa MotoGP, fra partenze gestite dilettantisticamente, posti in griglia non assicurati (KTM) per il prossimo futuro e contratti di questo tipo è sempre più evidente. I piedi del più grande spettacolo sulla terra (cit.) scricchiolano, in attesa (o meno) che Liberty Media si metta alla guida del carrozzone.
