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MotoGP, Crutchlow: “Yamaha mi vuole altri 3 anni, ma deve presentarmi un piano migliore”

Cal non è convinto del programma di test della Casa di Iwata e della direzione intrapresa nello sviluppo: “Avevo detto che il motore 2023 sarebbe stato un problema e lo è stato. Non ci serve più potenza ma più fluidità”

MotoGP: Crutchlow: “Yamaha mi vuole altri 3 anni, ma deve presentarmi un piano migliore”

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Due gare, due Long Lap Penalty e tre punti è il bottino della wild card di Cal Crutchlow in Giappone. La prima effettuata dal pilota britannico da quando ha iniziato a rivestere i panni del collaudatore Yamaha, nel 2021. Una prestazione in linea con quella dei due piloti ufficiali del marchio di Iwata, Fabio Quartararo e Franco Morbidelli, che a Motegi hanno vissuto uno dei fine settimana più complicati della stagione, proprio nell’appuntamento di casa del costruttore nipponico. 

Fanalino di coda della classifica Costruttori, con 11 punti di ritardo dal quarto posto occupato dalla Honda e ben 359 dalla capolista Ducati, la Casa dei tre Diapason è consapevole dei limiti e delle carenze della sua M1. Tanto da aver provato a blindare Crutchlow fino al 2026“Vogliono che firmi un nuovo accordo triennale”, ha confessato il 37enne al termine del fine settimana in Giappone, stando alle dichiarazioni riportate dai colleghi di Crash.net.

Un prolungamento del contratto che sembra potersi concretizzare solo a patto che la Yamaha riveda il suo programma di lavore del test team“Ho avuto nove settimane di stop dopo i test a Sepang. Poi ho fatto tre test in due settimane, ho avuto altre 14 settimane di riposo e poi ho fatto di nuovo tre test in due settimane. Dobbiamo assicurarci di essere in sella in maniera più costante anche per gli ingegneri, perché è così che si fanno progressi - ha osservato il pilota inglese - Spero mi presentino un piano migliore, in modo che possa prendere una decisione”.

Crutchlow: “Non ci serve più potenza ma un motore più fluido”

Al di là del calendario dei test, anche la moto guidata a Motegi non ha convinto del tutto Crutchlow, secondo il quale la scelta di utilizzare la carena più larga della M1 ha in parte compromesso il suo lavoro di raccolta dei dati, togliendo maneggevolezza al prototipo: “Dobbiamo ottenere dei dati, ma la moto è difficile da guidare con tutta questa deportanza. È molto pesante - ha chiosato il collaudatore - Probabilmente adesso ho un'accelerazione migliore, ma perdiamo in tutto il resto”.

Proprio l’accelerazione è uno dei punti più deboli del prototipo Yamaha. Ma a differenza di Quartararo, che chiede più potenza per il 2024, Crutchlow è convinto sia la fluidità del motore la chiave per ottenere un netto passo avanti.

“Quando avevo provato questo propulsore l’anno scorso avevo detto che avrebbe creato un problema e adesso abbiamo un problema - ha chiosato Cal - Non abbiamo bisogno di più potenza. Abbiamo bisogno di un motore più fluido”. 

Motivando la sua tesi il collaudatore ha aggiunto: “Diciamo che tutte le moto hanno 300 cavalli. Non si usano tutti in uscita di curva, ma soltanto 200. Se vuoi più potenza la puoi aumentare, ma così facendo poi non riesci a uscire bene dalla curva. So cosa fanno gli altri costruttori. Noi usiamo molti di più Newtonmetri di coppia rispetto a loro e il nostro motore non è fluido. Quindi è questa al direzione verso cui dobbiamo andare. Quando lo faremo rivedremo l’accelerazione che aveva la moto nel 2019. Saremo più veloci alla fine del rettilineo perché la moto uscirà di curva più velocemente, mentre adesso pattiniamo. È un problema che si potrebbe risolvere con l’elettronica, ma così facendo, quando aumenta il pattinamento, finisci per essere più lento per via del controllo di trazione. Bisogna intervenire sul carattere del motore. Credo che la potenza massima che abbiamo al momento sia sufficiente. Il problema è che non usciamo bene dalle curve”.

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