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MotoGP, Incubi (sud) americani: Ducati e Quartararo temono Termas de Rio Hondo

Fabio ha dichiarato che per lui "sarà la gara più difficile dell'anno". Le Rosse, invece, non hanno mai vinto in Argentina. Il favorito sarebbe Marquez, ma non si sa se ci sarà

MotoGP: Incubi (sud) americani: Ducati e Quartararo temono Termas de Rio Hondo

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La MotoGP manca dall’Argentina da tre anni, da quando il Covid aveva reso impossibile raggiungere la pista di Termas de Rio Hondo. Nonostante l’assenza di competizioni, il circuito ha avuto qualche vicissitudine, come un incendio scoppiato lo scorso febbraio che aveva danneggiato gran parte dell’edificio principale, quello che ospita la sala stampa, gli uffici del Race Control e la zona VIP.

Il tempo per rimettere tutto in ordine c’è stato, ma il più grande interrogativo rimane in quale condizioni troveranno la pista i piloti. Il circuito di Termas non è molto utilizzato durante l’anno e la pandemia ha fatto diminuire ulteriormente le attività in pista, con la conseguenza che molto probabilmente i piloti troveranno un asfalto sporco e poco gommato. A volerla prendere con filosofia, dopo il GP di Lombok in questo senso i piloti sono giù abituati a trovarsi in condizioni difficili.

Per capirne di più, bisognerà aspettare il primo turno di prove il venerdì, ma il passato dice qualcosa su cosa aspettarsi dalla trasferta argentina. Innanzitutto, delle 6 edizioni del GP la Honda ne ha vinte 4 e la Yamaha 2, mentre è Marc Marquez il pilota con più successi in bacheca, 3. Lo spagnolo, però, rischia di non correre questo fine settimana dopo il riacutizzarsi del problema di diplopia all’occhio destro. Oggi si sottoporrà a una nuova visita medica, dopo di che si saprà quali sono i piani dell’8 volte campione del mondo.

Sicuramente dal 2019 è passata molto acqua sotto i ponti, le moto sono cambiate e anche i piloti, con alcuni che non hanno mai avuto la possibilità di correre a Termas in MotoGP, come Bastianini e Brad Binder, che arriveranno in Argentina rispettivamente primo e secondo in classifica.

Un altro dato è interessante, il fatto che la Ducati non abbia mai raccolto molto in Sud America. Lasciando perdere il disastro del 2016 (Iannone cadde portando a terra con sé Dovizioso mentre stavano lottando per il 2° posto), la Desmosedici è salita sul podio nel GP di Argentina solo due volte: nel 2015 (Dovizioso fu 2°) e nel 2019 (Dovizioso 3°), in entrambi i casi con distacchi abbastanza elevati dal vincitore.

Darla per spacciata sarebbe però prematuro, perché la Rossa lo scorso anno ha dimostrato di potere dire la sua su piste in cui in passato aveva faticato (come Jerez) e, se c’è un momento perfetto per rompere la maledizione dell’Argentina, è questo.

Bagnaia, infatti, si trova con solamente un punto in classifica dopo due gare e deve (l’imperativo è d’obbligo) iniziare la sua rimonta, soprattutto nei confronti di Quartararo. Il francese è a 26 punti di distanza e in teoria a Termas potrebbe dire la sua, perché la Yamaha non solo ha vinto due gare in Argentina (con Rossi e Vinales) ma ha sempre messo almeno una M1 sul podio.

Le cose, però, potrebbero andare diversamente a fidarsi di quello che ha detto Fabio in Indonesia: “Quella in Argentina sarà la gara più difficile dell’anno per me. Sappiamo di avere fatto delle scelte sulla moto che renderanno la prima parte della stagione complicata, ma io darò il massimo e penso potremo fare bene”.

Quindi i valori in campo potrebbero cambiare, senza dimenticare la KTM, che è stata la sorpresa di questo inizio di 2022 (QUI potete leggere la nostra intervista al team manager Francesco Guidotti), e la Suzuki che ha l’obiettivo di ritornare ai livelli dei test invernali.

L’incertezza alla vigilia è molta, ma quando si parla di MotoGP ormai ci siamo abituati.

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