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MotoGP, Rossi: "Ho fatto il pilota fino alla fine, più bello di quanto pensassi"

"Potrò dire per anni di essere stato fra i 10 migliori piloti al mondo nella mia ultima gara. Ho solo un rimpianto, il titolo perso nel 2015"

MotoGP: Rossi:

I titoli di coda sono arrivati, fra abbraccia, fuochi artificiali e 75.000 spettatori impazziti. Una marea gialla per l’ultimo tributo a Valentino Rossi, anche quando il colore delle divise è diverso. Tifosi, piloti, tutta la gente del paddock hanno fatto sentire il loro calore al Dottore alla sua ultima gara. Le lacrime non ci sono state - “forse piangerò questa notte da solo, poi vi manderò il video” scherza - ma le emozioni sono state potenti. Una grande carriera aveva bisogno di un gran finale e così è stato, con in ogni capolavoro che si rispetti.

Nei giorni scorsi pensavo che oggi sarei stato triste e disperato, invece mi sono diverto. E tanto. Sono un pilota e ho fatto il pilota, è la cosa che mi dà più gusto e l’ho fatta fino alle fine” inizia a mettere insieme i pezzi di una giornata indimenticabile.

Quindi sei sorpreso?
È stato un fine settimana speciale, non me lo aspettavo. Anzi, ero un po’ preoccupato per questa mia ultima gara. Ci pensavo da tanto tempo e non sapevo come mi sarei sentito, se sarei riuscito a rimanere concentrato. È stato un grande weekend fin da giovedì, con tante sorprese. Mi ha fatto piacere sentire il rispetto nei miei confronti da parte di tutti gli altri piloti, non è così normale”.

Un Gran Premio iniziato bene e finito…
“Altrettanto bene, sono riuscito a guidare come mi piace e ho chiuso una lunga carriera finendo fra i primi 10 piloti al mondo. Significa tanto per me, di solito ti porti dietro il risultato dell’ultima gara per tutto l’inverno, per me durerà molto di più. Fra dieci anni potrò dire: ho finito la mia ultima gara in Top Ten. Dopo ho fatto un grande casino, come se avessi vinto un titolo, non dimenticherò questa giornata. Bagnaia mi ha aiutato a partire 10°, poi mi sono concentrato come se stessi giocandomi il campionato, era importante perché ero ancora un pilota, ho dato il massimo e non ho fatto errori”.

Non ti è mai caduta la catena?
Questa è stata una stagione lunga e difficile, all’inizio cruciale per me perché dovevo decidere se avrei continuato o meno, ma i risultati non sono arrivati. Dopo avere annunciato il ritiro è facile mollare, ma la squadra mi ha sostenuto. Dopo Portiamo gli ho detto che a Valencia non volevo finire ultimo e penso di avere fatto la mia migliore gara di tutta la stagione”.

Cosa hai pensato nell’ultimo giro?
Ho cercato di non pensare che fosse l’ultimo, l’ho fatto per tutta la gara ed è stata una grande prova psicologica. Mi sono concentrato solo a guidare, a stare davanti e mi sono proprio divertito. Avevo Morbidelli alle spalle, sapevo che mi voleva fregare, ma ora potrò dirgli sempre che fin che sono stato in pista non è riuscito a battermi (ride)”.

Hai avuto tanti omaggi in questi giorni qual è stato il tuo preferito?
Rivedere tutte le mie moto è stato bello, come abbracciare tutti gli altri piloti giovedì e ancora oggi dopo la gara. Però la sorpresa che mi ha fatto più piacere è stato vedere i piloti dell’Academy con i miei caschi, è stata una grande idea.

E la maglietta ricevuta da Ronaldo?
Lui è il mio idolo, per me il migliore sportivo al di fuori dei motori. Andavo a San Siro a tifarlo, penso che mi abbia dato le stesse sensazioni che ho dato io ai miei tifosi. Mi ha fatto capire cosa si prova ad essere dall’altra parte”.

Bagnaia ha vinto indossando il tuo casco, chi sarà il tuo erede?
Sono un grande tifoso di tutti i nostri piloti dell’Academy e il prossimo anno ne avremo 4 in MotoGP. Bagnaia, ma anche Franco, il prossimo anno potranno lottare per il titolo, spero che la prossima superstar sarà fra di loro”.

Guardandoti indietro, non hai nessun rimpianto?
L’unico è che è finita, sarà più difficile per me nelle prossime settimana, nei prossimi mesi, a marzo quando ricomincerà il campionato e io non ci sarò. Non posso lamentarmi dei miei risultati ma, se avessi messo gli stessi impegno e sforzi degli ultimi 10 anni nei primi della mia carriera, probabilmente avrei vinto di più. Quando sei giovane è normale che sia così, ci sono cose che impari con l’età”.

Se potessi viaggiare nel passato, cosa cambieresti?
Ritornerei qui a Valencia, ma nel 2006, affronterei quella gara più preparato e concentrato, magari non cadrei. Ma soprattutto tornerei al 2015, quella volta avevo fatto tutto quello che dovevo, avevo perso non per colpa mia e questo fa ancora più male. È il rimpianto più grande, perché la sconfitta nel 2006 ci stava, è normale perdere dopo tante vittorie, il titolo nel 2015 sarebbe stato più importante, sarei arrivato a 10, mi ha fatto male. Il resto è stato tutto fantastico”.

Riesci a descrivere la tua carriera in tre parole?
Soprattutto divertente, poi sbalorditiva e molto competitiva”.

Cosa ti aspetti dal tuo futuro?
“Da una parte sono contento di avere più tempo libero e di continuare a fare il pilota, spero le auto mi piacciano quanto la MotoGP. Poi diventerò babbo e vi dirò come mi sentirò quando accadrà”.

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