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MotoGP, Italiani senza vittorie dopo 7 Gran Premi: mai così male dal 2014

Solo 4 podi in questo primo scampolo di 2021: Morbidelli con una moto vecchia, Bagnaia ha raccolto meno di quanto meritasse, Rossi e Petrucci in crisi

MotoGP: Italiani senza vittorie dopo 7 Gran Premi: mai così male dal 2014

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Quest’anno eravamo partiti con le migliori aspettative e sembrava la stagione giusta per puntare in alto, ma gli italiani in questo primo scampolo di 2021 non hanno rispettato le promesse. Sono passate 7 gare e si sono dovuti accontentare di 4 podi, 3 per Bagnaia e uno per Morbidelli. Un bottino magro, considerando le aspettative. A conti fatti, questo è il peggior inizio di stagione per gli azzurri, che non rimanevano a secco di vittorie nelle prime 7 gare dal 2014, che fu comunque un anno particolare, quello del dominio di Marc Marquez che vinse 10 Gran Premi di fila.

Questa volta, però, le speranze era ben più alte con 7 italiani al via e due, soprattutto, carichi di aspettative. Sicuramente gli occhi erano puntati su Franco Morbidelli, il vice campione del mondo 2020. Titolo del tutto onorifico, ma segno della sua competitività. Purtroppo la Yamaha ci ha messo lo zampino, assegnandogli la moto più vecchia del lotto, una M1 2019 con qualche aggiornamento. Non si può dire che il Morbido non si stia impegnando, in prova è spesso fra i migliori, ma combattendo in gara su una moto che è regolarmente il fanalino di coda nelle velocità massime non si possono fare miracoli. Così è 10° in classifica con poco più di un terzo dei punti di Quartarato.

Discorso diverso per Bagnaia, che è in una delle migliori squadre su una delle migliori moto. Pecco non ha sfigurato all’arrivo nel team ufficiale, dimostrando di sapere gestire la pressione che porta con sé. I tre podi sono un buon bottino, ma il problema è che i suoi compagni hanno fatto meglio: Miller è riuscito a vincere già 2 gare, Zarco a suon di secondi posti è l’inseguitore più diretto di Quartararo. Il piemontese è veloce, ma ha la tendenza a complicarsi troppo la vita e, in fin dei conti, ha raccolto meno di quanto meritasse. L’errore al Mugello è stato comprensibile, mentre il fine settimana di Barcellona è stato al di sotto delle aspettative. Di tutti, è sicuramente quello che con poco di più può ottenere molto e nelle prossime due gare (Sachsenring e Assen) dovrà fare vedere di che pasta è fatto.

Più complicata la situazione del Valentino nazionale. Rossi ha cambiato squadra ma non moto, ha una M1 ufficiale, ma non gliene sta andando bene una. A Le Mans e Barcellona si erano visti dei guizzi in prova, ma le gare sono andate male, la prima per la pioggia, la seconda per l’ (ennesima) caduta. Nessuno (nemmeno lui) si aspetta di vedere il Dottore dei bei vecchi tempi, ma qui siamo ai minimi storici. Con la consapevolezza che un vecchio leone sa sempre come ruggire e qualche sorpresa potrebbe ancora riservarla.

La speranza è che faccia lo stesso anche Petrucci. Danilo e la KTM non si stanno proprio capendo e l’unico sprazzo di gioia è arrivato grazie al maltempo francese. Vero che il ternano non ha avuto gli ultimi aggiornamenti sulla sua RC16 (il nuovo telaio) ma le prestazioni di questo inizio di 2021 non sono al livello della sua storia. Non avere ancora un contratto firmato per il 2022 non deve destabilizzarlo, ma dargli quella spinta che finora non ha avuto.

Capito debuttanti: in questo caso la pazienza è la migliore alleata e nessuno si aspettava sfaceli da Bastianini, Marini e Savadori. Anche se Martin ha fatto vedere come nulla sia impossibile. Per ognuno di loro, bisogna aspettare, con una menzione di merito per Lorenzo, che buttato in MotoGP senza esperienza non sta sfigurando in una delle stagione più livellate di sempre.

Per tutti, l’obiettivo è quello di riscrivere le statistiche, naturalmente in meglio.

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