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MotoGP, Miller: "Questa vittoria è stata una prova mentale più che fisica"

"Alle volte è il tuo giorno e questo era il mio. Ho passato il limite di velocità in pit lane? Gli autovelox francesi mi beccano sempre!"

MotoGP: Miller: "Questa vittoria è stata una prova mentale più che fisica"

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La faccia di Miller è quella di un pilota che sta vivendo un sogno da cui non vorrebbe mai svegliarsi. Dopo avere rotto il ghiaccio a Jerez con la Ducati, a Le Mans, in una gara pazza, si è ripetuto. L’australiano si esalta quando il meteo ci mette lo zampino e oggi ha trovato pane per i suoi denti.

Onestamente non so cosa dire: prima era asciutto, poi bagnato, poi di nuovo asciutto, e il vento ti colpiva da tutte le parti. Sicuramente è stata una gara lunga - racconta - All’inizio Vinales andava forte e poi anche Quartararo, ero sotto attacco dalle Yamaha. Poi è iniziato a piovere fortissimo, è stato come entrare in un muro d’acqua. Non sono riuscito a frenare, sono andato nella ghiaia e stavo per cadere come un bambino in bicicletta”.

Come non bastasse ti hanno dato anche due Long Lap Penalty per avere superato la velocità massima in corsia box.
Non ci credevo, non sapevo cosa avessi fatto, ma gli autovelox francesi mi beccano sempre (ride). Pensavo che il tratto della Penalty fosse scivoloso, così al primo sono stato attento, al secondo più veloce. Poi ho recuperato su Fabio, l’ho passato e negli ultimi giri ho gestito il vantaggio. A 8 o 9 giri dalla fine ho anche pensato che sarebbe stato meglio rientrare per mettere le slick, ma a Le Mans la pit lane è troppo lunga”.

Non hai mai pensato che la vittoria avrebbe potuto sfuggirti.
“Non realmente, a parte quando ho rischiato di cadere nella ghiaia. Dopo le due penalità mi ero accorto di non essere troppo lontano da Fabio”.

Le tue precedenti vittorie erano state una sull’asciutto e una sul bagnato, com’è imporsi in una flg-to-flag?
Vincere in MotoGP è sempre fantastico. Non dico che vincere questo tipo di gara sia più stressante, perché a Jerez ho dovuto gestire la pressione che mi mettevano Morbidelli e Bagnaia, ma oggi è stato diverso. Essenzialmente è stata una prova più mentale che fisica, perché devi stare molto concentrato per capire che condizioni troverai alla prossima curva”.

La Ducati sembra la moto da battere al momento.
È la migliore Desmosedici che abbia mai guidato. Abbiamo lavorato anni per arrivare a questo punto, sono super contento e orgoglioso di ottenere questi risultati per Gigi e tutti gli altri ragazzi”.

Perché riesci a essere così veloce sul bagnato?
Io spingo forte, infatti sono caduto anche molto questo fine settimana (ride). Non mi importa tanto quando la moto si muove, non so se sia perché arrivo dal cross e dal dirt track. Fin dalla mia prima gara sul bagnato sono andato forte, mi viene naturale. Anche le caratteristiche delle moto che ho guidato, la Ducati ora e la Honda prima, mi hanno aiutato”.

Hai sempre avuto la situazione sotto controllo per il cambio moto?
Avevo parlato un po’ con i ragazzi per la strategia e sapevano che avrei sempre trovato la moto pronta al box, l’accendevano a ogni giro. L’unico dubbio era se fermarmi per mettere le slick nel finale, ma non è facile prendere una decisione simile quando guidi la corsa”.

Quartararo si è dimostrato veloce anche sul bagnato, pensi ora sia un’avversario ancora più pericoloso?
Sappiamo che Fabio sull’asciutto è sempre molto forte, ora lo è anche con la pioggia, ma non è una cosa che mi preoccupa. Ci sono molti altri piloti competitivi in quelle condizioni, come Marquez, o Petrucci che forse è il migliore. Alla fine va così: alle volte è il tuo giorno e questo era il mio. L’anno scorso era andata molto peggio”.

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