MotoGP, Luca Marini: "Proverò a battere Valentino. E lui proverà a battere me"

VIDEO - "Gli chiederò tante cose, ma non bastano i consigli per andare forte. Ho fatto la gavetta e ho imparato tanto. Il titolo in Moto2? Qualche rimpianto non si può non avere"

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Gli occhi di ghiaccio, il sorriso rotondo. Guardate bene Luca Marini e capirete che cos’è il frutto del lavoro. La realizzazione di qualcosa, di un sogno. Ha lavorato tanto per essere qui, qui in MotoGP. Che è una cosa enorme per uno che dicevano essere solo il fratello di una leggenda, Valentino Rossi. Luca è di più, e questo è il suo momento. E’ la svolta. “Certo - racconta  lui del Team Sky VR46 Avintia -, è un anno importantissimo, che non dimenticherò mai. Non solo per la mia carriera, ma anche per la mia vita. Sono in MotoGp, la massima espressione di questo sport. Devo cercare di lavorare al meglio, e spero di restarci per tanti anni perché davvero è quello che amo di più fare. Non vedo l’ora di provare la moto, dopo averla provata la voglia sarà ancora di più”.

E’ il frutto di quali sacrifici?
“Ho iniziato un percorso entrando nel motomondiale, durate la mia carriera penso di aver fatto la giusta gavetta, non i passaggi più facili, secondo me, per arrivare in MotoGp il prima possibile. Mi sarebbe piaciuto arrivare prima entrando dalla Moto3, una categoria che ti insegna davvero tanto, delle cose che poi non ritrovi più. Anzi, le ritrovi ma sono più difficili da imparare. Sono entrato dalla Moto2, non è stato facile, ci sono voluti un paio d’anni per adattarmi alla categoria, alla nuova realtà che è il motomondiale. Nella Moto2 il livello è stato molto alto, non era facile ottenere risultati da subito. Ogni anno ho cercato di fare sempre qualcosa in più, mi sono sentito sempre più forte, con fiducia in me stesso, ogni anno ho cercato di fare un piccolo step. Adesso vado molto più forte rispetto a quando ho iniziato. E penso di aver fatto i giusti passi, i giusti sacrifici, e quando porti a casa un secondo posto nel mondiale ti senti pronto per questo salto”.

Hai qualche rimpianto di questo recente passato?
Non si può non averne. Mi sentivo il più forte, in grado di poter vincere il titolo mondiale. Mi dispiace non essere riuscito a portarlo a casa, sarebbe stato molto importante. Ma vicecampione del mondo non toglie l’importanza della stagione passata, di tutto quello che ho dimostrato, mi sentivo forte, veloce, mi sono davvero divertito. Ora è un capitolo chiuso. Lo sport in generale è molto legato al presente. Puoi aver fatto i risultati che vuoi, ma se non continui il futuro è sempre più difficile”.

 

Tu sei l’artefice principale, ma c’è una persona importante che ti ha aiutato in questi anni?
Non tutti la pensano così, ma c’è tanto del mio lavoro, della mia crescita, nei risultati. Sicuramente dietro c’è la mia famiglia, babbo, mamma e mio fratello, e ovviamente la mia fidanzata che è entrata a far parte della mia famiglia. E poi il percorso con la VR46 Academy, con gli altri abbiamo fatto qualcosa di importante, spingendoci oltre il nostro limite. E poi tutte le persone che hanno creduto veramente in me, che mi hanno migliorato come persona”.

Qual è il miglioramento più grande che hai fatto in questi anni?
“Sono migliorato in tutto, a 360 gradi. Come guida, approccio alla qualifica, alla gara, metodo di lavoro: ogni anno faccio qualcosa che mi aiuta a migliorare nel complesso. Ho lavorato su tutto, ho cercato di migliorarmi. Ho coltivato il mio talento per ottenere la miglior prestazione che posso”.

L’ostacolo più grande in MotoGP quale sarà?
“Non ce n’è uno solo. Un salto di categoria è sempre un grande cambiamento, ci sono tante cose nuove da conoscere. Le gomme, l’elettronica. E sicuramente anche la potenza della moto in generale. Queste saranno le prime cose su cui lavorerò. Sono motivato, so che ci saranno momenti difficili, ma voglio cercare di affrontarli nel miglior modo possibile. Vorrei anche che ci fossero momenti belli”.

L’allenamento fisico cambia?
“La preparazione fisica di base è quella, rimane simile, negli ultimi anni ha sempre funzionato bene. Non sento la necessità di cambiarla ma la adatterò alla MotoGP, la Ducati richiede uno sforzo fisico notevole, dovrò aumentare la mia forza. Sono pronto per farlo, sono pronto a tutto per andare forte”.

E la posizione di guida?
“Anche. Già con i tecnici della Ducati stiamo parlando dell’ergonomia della moto per farla su misura per me. Ducati ha sempre avuto piloti di diverse stature. Penso a Dovi e Petrucci. Ognuno deve cucirsi addosso la moto più adatta alle sue esigenze. Partirò dalla posizione base. Poi bisognerà lavorare sul bilanciamento dei pesi, su come sfruttare la mia altezza e il peso durante una gara. Me ne hanno già parlato, sono curioso di lavorare anche su questo: adattare il mio stile di guida a ciò che richiede la moto e adattare la moto a ciò di cui ho bisogno io per sentirmi performante su una Ducati”.

E’ tutta la vita che ti chiedono quali consigli ti ha dato tuo fratello Valentino. Adesso ci siamo. C’è qualcosa che ti ha detto? Anche di pratico.
I consigli pratici saranno più utili che mai quest’anno. Non avendo corso in Moto2, all’inizio una persona con più esperienza di te può dirti tante cose, soprattutto per quanto riguarda le piste o come funzionano le qualifiche, la gara, su come bisogna lavorare. Se poi però non provi le gomme, le novità della categoria, non serve. Alla fine l’esperienza che avevo immagazzinato io era molto buona. Mentre quest’anno è tutto nuovo, sono nella categoria dove Vale ha corso per tanti anni, ne ha vissuto lo sviluppo. Gli chiederò molte cose, come anche ad altri. Sono io però che devo andare in pista e cercare di guidare al meglio che posso. Non è che più consigli ricevo e più vado forte. Nel tecnico però stiamo parlando delle gomme e di come cambia la pista durante un week-end di gara. La gara è sempre il momento peggiore della pista”.

Però ti fa effetto correre contro Vale?
“Sì, è chiaro, è impossibile che non mi faccia effetto o non che non ci pensi. Entrambi saremo presi dal lavoro che dobbiamo fare, tutto il resto passa in secondo piano. Se poi avrò modo di battagliare proverò a batterlo, come lui proverà a battere me”.

Vale oggi festeggia i 42 anni. Cosa gli auguri? E a te stesso?
“Ci auguro di essere felici. E’ la cosa più importante nella vita, fare ciò che amiamo. Una persona può essere a posto solo se è felice”.

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