MotoGP, Il più bel problema di Vale: vincere e continuare

Il campione eterno: "ho l'entusiamo della prima volta. Gli anni in Ducati e l'incidente del Sic i momenti più duri, ma smettere non era la risposta"

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Valentino Rossi è come un cacciatore che non si stanca mai di inseguire la propria preda. Corre veloce domenica dopo domenica, rimane sulle sue tracce, a volte le perde ma poi si rifà sotto. Ripete da vent’anni una sfida, gustandosi la vittoria quando arriva e non arrendendosi quando sono le difficoltà a prevalere.

Valentino sa quale sia il traguardo ancora da tagliare, quello che manca. Ha accettato di continuare per altri due anni, tre contando anche quello che inizierà domani. Il 10° titolo mondiale è la sua Moby Dick, ma non ha nessuna intenzione di fare la fine di Achab.

Cosa succederebbe se vincessi il Mondiale quest’anno con il rinnovo già firmato? Direi che sarebbe una bella bega e mi piacerebbe molto avere quel problema - ride - Comunque non cambierebbe nulla, continuerei a correre lo stesso”.

Perché “guidare una MotoGP è la cosa che mi piace di più” e farlo velocemente aggiunge gusto al gusto. Raggiungere la preda non è l’unico piacere, la caccia stessa lo esalta. Si ripete ma mai uguale e il viaggio è quasi più affascinante della meta.

Poco è cambiato da quel ragazzino dai capelli lunghi che nel 1996 si affacciava al Mondiale grazie a Ivano Beggio, recentemente scomparso. “Gli sono grato perché mi ha dato la possibilità di realizzare il sogno che avevo fin da bambino, da quando avevo 4 o 5 anni” ricorda.

Valentino ha continuato a sognare e così forte da farli diventare realtà. Sono arrivati i 9 titoli, le tante vittorie, i soldi e la fama, c’è chi lo definisce una leggenda vivente, il più grande di tutti i tempi. Valentino però è solo e soprattutto un pilota.

Quando salgo sulla moto le sensazioni sono identiche a quelle in cui lo feci per la prima volta, ero solo un po’ più eccitato guardandomi dall’esterno”. L’entusiasmo è rimasto intatto, anche quando tutto andava storto. La verità è che Rossi non ha mai neppure pensato di ritirarsi.

Il momento più difficile della mia carriera sono stati i due anni in Ducati e in quel periodo c’è stato anche l’incidente di Marco - dice - Smettere però non sarebbe stata la risposta giusta e penso di avere avuto ragione”.

Valentino continua a colorare il suo mondo di giallo ed è sicuro di farlo fin quando avrà 41 anni. E poi? “Non scherzo quando dico che non sono sicuro se questo sarà stato l’ultimo contratto firmato. Deciderò”. Avrà altri 3 anni per farlo.

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