La resa dei conti si avvicina e Dovizioso dovrà riuscire a ribaltare una situazione molto complicata. I 33 punti di svantaggio da Marquez non sono un gap facile da ricucire, anche se il bello della MotoGP è l’imprevedibilità delle sue gare. Andrea deve solo fare un lungo respiro e affrontare questo fine settimana come è capace.
“Io sono strasoddisfatto per come è andata questa stagione - assicura - Non ci era mai successo di giocarci un campionato fino alla fine. Nessuno avrebbe pensato che saremmo arrivati a Sepang ancora in corsa”.
Nessun rimpianto dopo Phillip Island?
“Si poteva fare un po’ meglio senza il mio errore iniziale, ma non eravamo veloci. È stato un peccato perché abbiamo perso tanti punti in campionato”.
E domenica Marquez avrà il primo match point…
“Ora potrà gestire la situazione, ma io resto positivo e ci proverò finché non sarà la matematica a escludermi”.
Veramente pensi che Marquez correrà con la calcolatrice in mano?
“Sono certo che Marc spingerà se si sentirà bene in gara, ma farà la sua strategia domenica. Da metà campionato in poi è stato estremamente competitivo, si è giocato la vittoria in praticamente tutte le gare. Si è preso tanti rischi ma ha anche portato a casa molti punti. Questo per lui è il momento giusto per pensare al campionato”.
Pensi di stare affrontando il miglior Marquez di sempre?
“È difficile dirlo perché negli altri anni non ero in lotta per il campionato (ride). Mi viene da rispondere di sì, perché nessun altro pilota con la Honda è sempre stato nelle prime posizioni come lui. Sicuramente è in uno dei suoi anni migliori”.
Ma non ti senti ancora battuto…
“Sono in una situazione difficile ma niente è impossibile. Realisticamente, come ho detto, Marc è in un grande stato di forma ma non dimentico neanche che fino a una settimana fa ero a 11 punti da lui. Significa che posso giocarmela, devo solo pensare a me stesso e dare il massimo”.
Questa è una pista favorevole alla Ducati.
“Lo sento di dire da tutti, ma forse si dimentica che a Sepang sull’asciutto non siamo andati forte. Detto questo, in inverno eravamo stati veloci anche se i test sono indicativi fino a un certo punto. Mi aspetto di essere competitivo, come è stato quest’anno su quasi tutte le piste”.
Servirebbe qualche alleato…
“Dipende, perché potrebbero anche portate via punti, come successo a Phillip Island. Potrà andare bene come male, abbiamo visto nelle ultime gare che ci sono tanti piloti che possono lottare per la vittoria o per il podio. Si possono perdere o guadagnare tanti punti”.
Chiederai un aiuto a Lorenzo?
“A me i giochi di squadra non piacciono, il nostro è uno sport individuale e poi ci sono tanti punti di svantaggio”.
Quindi quale sarà la strategia?
“Io sono rilassato, contento e non ho quasi nulla da perdere. Non devo cambiare il mio approccio ma lavorare bene con la squadra come abbiamo fatto per tutta la stagione”.
Hai vinto 5 gare fino a qui, quanto è importante per te?
“È un risultato molto significativo, ma non l’aspetto più importante per me. Lo è giocarsi il campionato fino alla fine”.
Molti pensano che la Ducati sia la moto più competitiva del campionato, sei d’accordo?
“Mi fa piacere avere trasmesso questa impressione positiva ai tifosi, siamo andati talmente bene che si dimentica quale sia la reale situazione. Con i nostri risultati abbiamo fatto sembrare la nostra moto superiore alle altre, ma non è così”.