Joan Mir e Honda, fine della corsa. Ma il vero terremoto nel mercato MotoGP 2027 è un altro: la Casa giapponese ha deciso di rivoluzionare completamente il proprio progetto tecnico e sportivo, cambiando quasi tutta la line-up - team manager compreso con l'ingaggio di Davide Brivio al posto di Alberrto Puig, anche se i comunicati usano un'altra terminologia - proprio nell’anno del debutto delle nuove MotoGP da 850cc. E il campione del mondo 2020 ha scoperto di essere fuori dai piani soltanto a Jerez.
Una gestione che lo spagnolo non ha digerito affatto.
“Non merito di essere trattato in questo modo”, ha dichiarato Mir, confermando pubblicamente l’addio a Honda al termine della stagione.
Da settimane il paddock parlava di una separazione ormai inevitabile, ma ora è stato lo stesso pilota maiorchino a mettere la parola fine:
“Non posso parlare del mio futuro e di dove correrò. Ma posso dire che dopo Jerez ho deciso di non continuare con Honda. Questo è certo, non correrò più qui”.
Dietro la rottura c’è soprattutto il modo in cui Honda ha gestito la situazione. Il costruttore giapponese, infatti, aveva già iniziato a muoversi sul mercato per il 2027 senza informare direttamente Mir. Soltanto a Jerez lo spagnolo avrebbe capito chiaramente di non rientrare più nel progetto tecnico della Casa.
E il nuovo progetto Honda sarà radicale.
Fabio Quartararo sarà il nuovo uomo immagine HRC nell’era delle 850cc, mentre accanto al francese potrebbe arrivare il fenomeno David Alonso. Il team LCR dovrebbe invecere restare immutato, con Johann Zarco e Diogo Moreira. Tradotto: fuori Joan Mir e probabilmente anche Luca Marini.
Una rivoluzione totale che ha lasciato parecchio amareggiato il campione MotoGP 2020.
“A Jerez non avevo ancora ricevuto alcuna comunicazione dai vertici Honda riguardo al mio futuro. Ed è chiaro che non merito un trattamento del genere. È per questo che ho deciso di non continuare qui”.
Adesso però inizia un’altra partita: quella per trovare una sella competitiva nel 2027.
E le opzioni davvero interessanti sono ormai pochissime.
Sul tavolo restano sostanzialmente due moto appetibili: una Ducati nel team Gresini, che perderà Alex Márquez (direzione KTM ufficiale) e Fermin Aldeguer (VR46); una Aprilia Trackhouse, lasciata libera da Ai Ogura, destinato alla Yamaha ufficiale.
Proprio Gresini e Trackhouse stanno osservando con attenzione Joan Mir, considerato un profilo ideale per esperienza e velocità. Ma lo spagnolo non è l’unico nome in lista.
Anche Enea Bastianini è infatti in corsa per entrambe le selle. Una sfida di mercato che potrebbe trasformarsi in una specie di “incastro perfetto”: Mir da una parte e Bastianini dall’altra. Oppure viceversa.
Molto dipenderà dai prossimi mesi e da chi riuscirà a convincere maggiormente Ducati e Aprilia satellite.