C’è una parte vuota nel box Ducati a Barcellona, è quella in cui ci sediamo con Davide Tardozzi. Marc Marquez non è Barcellona, è a casa, dopo altre due operazioni. Una al piede fratturato a Le Mans e l’altra per sistemare ancora una volta quella spalla martoriata. Il campione spagnolo ha comunicato in Francia alla sua squadra la necessità di un nuovo intervento, trattenendo a stento le lacrime.
“Quel video fa vedere il lato umano e la sofferenza di Marc, cose che non sempre i campioni voglio fare vedere. Si vogliono mostrare duri, forti, invece è stato importate scoprire anche quella sua parte privata” dice Tardozzi.
Quello che colpisce è la sua capacità di vedere il lato positivo delle cose. Era contento perché i medici avevano finalmente trovato quello che non andava.
“Credo che Marc abbia sofferto molto da quando è tornato in moto. Ci eravamo accorti che c’era qualcosa che non andava, perché sappiamo che può essere più competitivo di quanto ha fatto a inizio campionato. L’ultima caduta a Jerez lo ha convito a indagare ancora di più problematiche di cui si lamentava da inizio anno. A casa non aveva problemi, nemmeno quando si allenava con le moto da cross o flat track, li aveva invece quando era nella posizione che richieda la MotoGP. Investigando meglio, si è scoperto che si muoveva un chiodo nella spalla e andava a spingere sul nervo radiale, questo gli provocava mancanza di forza e anche delle tensione al braccio destro”.
Come lo hai sentito dopo l’operazione?
“Bene, aveva una voce viva e squillante, cosa che nelle ultime gare, soprattutto ad Austin e Jerez, non aveva. Quindi sono molto fiducioso e speranzoso che questa ennesima operazione lo abbia liberato da tutti i suoi problemi. Credo che quando Marc tornerà fisicamente a posto, tornerà anche a giocarsi le gare”.
Quali sono i tempi per il rientro, il Mugello è una possibilità?
“La priorità è che lui stia bene e torni in forze, dal momento in cui lui e i suoi medici ci diranno che potrà tornare a correre, lo farà. In questo momento è troppo presto per potere dare una data”.
Nel peggiore dei casi, il sostituto sarà Pirro?
“Quando e se sarà necessario, Michele sarà il sostituto”.
Il GP di Le Mans è finito con una caduta per Bagnaia, ma l’abbiamo visto ritrovato nella competitività e anche nell’umore.
“Lo definirei brillante. Io credo che Pecco abbia la velocità per lottare in ogni gara, di questo siamo sempre stati convinti. Le Mans è stata una bella sorpresa, a parte la caduta di domenica, ma nelle gare ci sta. Le Aprilia stanno andando forte e Pecco stava cercando di portare a casa il massimo risultato”.
Bagnaia aveva parlato di un problema: lo avete risolto e ci puoi dire di più su quello che è successo?
“Secondo noi il problema è risolto e Pecco ha capito. Senza approfondire, perché non vogliamo farlo, direi che quasi sicuramente non si ripeterà”.
Aprilia sta dominando, come si reagisce?
“Questa è un’altra pista che storicamente sorride ad Aprilia perché quando c’è poco grip loro sono molto performanti. Come si reagisce? Lavorando. Io credo che Gigi e gli ingegneri abbiano già fatto vedere qualcosa nei test di Jerez, infatti sia Pecco che Marc hanno apprezzato le piccole novità che hanno portato, e continueremo a lavorare anche qui lunedì. Siamo consapevoli di avere un gruppo di piloti molto forti, non solo nel team ufficiale, e credo che saremo competitivi. In questo momento le Aprilia stanno andando un po’ più forte, ma non penso che si possa parlare di ‘crisi Ducati’, come ho letto da qualche parte. Semplicemente c’è stato qualcuno che ha lavorato un po’ più di noi e un po’ meglio di noi, ma non ho dubbi che torneremo, conoscendo Gigi e tutti gli ingegneri di Ducati”.
È stato fatto qualche errore durante i test invernali?
“È chiaro che avevamo portato molte cose e alcune di queste non avevano funzionato al meglio. I nostri rivali hanno trovato qualcosa di buono che gli ha fatto fare un passo in avanti, al di là del fatto che l’Aprilia secondo me è competitiva dalla seconda metà della scorsa stagione. Continuo a insistere nella fiducia che ho in Ducati, in molte piste in cui abbiamo corso quest’anno abbiamo migliorato i nostri tempi. Chi la ha migliorato ancora di più è stato più bravi, questo va riconosciuto, ma parlare di crisi non ci sta”.
Però Ducati era abituata a vincere…
“È dura da mandare giù (sorride). Però bisogna essere onesti e riconoscere la bravura altrui. Io spero che presto riusciremo di nuovo a essere una gatta da pelare per Aprilia”.