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Bastianini: "Ad Austin sono tornato a essere me stesso, non un pilota anonimo"

"Sono anche sopravissuto alla battaglia con Marc, avrei voluto attaccarlo all'ultimo giro ma mi è mancata un pò di accelerazione. La KTM ha funzionato bene, ma non so spiegare il perché"

MotoGP: Bastianini: "Ad Austin sono tornato a essere me stesso, non un pilota anonimo"

Ieri a podio nella Sprint (complice la penalità ad Acosta), oggi sesto nel Gran Premio. Ad Austin Bastianini è tornato a sentirsi il pilota che è, a guidare come sa. In Texas Bastianini è tornato a essere Bastianini, “non un anonimo”. I 20 giri della KTM #23, infatti, hanno fatto tutto tranne che passare inosservati. Partito 12°, prima è arrivata una svirgolata del posteriore nei primi giri e poi lo scoppio dell'airbag causato da un contatto con Mir. Sgonfiato l'airbag, Enea si è arrampicato sulla classifica staccata dopo staccata, fino ad arrivare al quattordicesimo giro, quando un corpo a corpo con Marc Marquez ha fatto esplodere una riffa di sorpassi e controsorpassi.

Bastianini ha lottato, per ripondere al rientro di Marquez si è inventato sorpassi alla Marquez, ma alla fine ha dovuto cedere al nove volte Campione del Mondo - e alla velocità in rettilineo della Desmosedici - facendogli però sudare la posizione fino all’ultimo giro. Ecco, un altro segnale della competitività di Bastianini qui in America arriva dal cronologico dell’ultimo giro, un 2.04.4 completamente in linea con quanto fatto vedere da Marco Bezzecchi nella seconda metà di gara.

“E’ stato un bel risultato, il migliore credo dal GP di Catalogna. Sono molto felice esordisce Enea - L’inizio della gara è stato davvero complicato: ho perso il posteriore alla curva 3 e alcune posizioni. Poi, dopo un contatto con Joan, si è attivato l’airbag e per un giro è stato molto difficile guidare. Dopo di quello, però, ho cercato di ritrovare il mio ritmo e, giro dopo giro, ho provato a ricucire il gap dai piloti davanti a me. Alla fine sono riuscito a sopravvivere alla battaglia con Marc, ed è stata davvero dura. Lui stava spingendo tantissimo, soprattutto negli ultimi tre giri. Restargli vicino non è stato affatto semplice. A essere onesto, avrei voluto essere un po’ più vicino in uscita dalla curva 11 per provare ad attaccarlo alla 12, ma ci è mancata un po’ di accelerazione. Per il resto siamo stati competitivi, soprattutto in frenata, e posso essere soddisfatto del weekend. Ho commesso un solo errore in qualifica, e quello mi ha penalizzato un po’ in gara. In ogni caso, tornare a lottare nelle posizioni di vertice è una cosa positiva”.

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La Thailandia era stata davvero molto difficile. E adesso, appena due gare dopo, eri a lottare per la top 5. Il miglioramento è legato alla diversa carcassa portata da Michelin oppure c’è anche altro?
“Anche per me è una buona domanda. In questo momento non lo so, perché per ora abbiamo fatto solo questa gara e dobbiamo vedere come andrà in futuro, soprattutto in Europa. Di solito in Europa è più complicato, perché i distacchi tendono a essere ancora più ridotti. Però qui, fin dall’inizio, è stato un altro mondo. Abbiamo provato anche qualche soluzione diversa sulla moto, ma non penso che sia soltanto questo. Credo ci siano più fattori: qui la nostra moto ha funzionato bene sotto tanti aspetti. Però, a essere sincero, per me è molto difficile spiegare esattamente perché sia andata così. Quello che posso dire è che qui ho guidato bene. Su questa pista sono tornato a essere Bastianini, non un pilota anonimo”.

L’anno scorso hai fatto il podio di Barcellona e poi eri tornato a soffrire.
“Credo che da Barcellona 2025, dopo quella gara, io abbia perso di nuovo qualcosa a livello di sensazioni con la moto. Questa è la prima volta, da allora, che torno a guidare con questo stato d’animo e con questa fiducia".

Quando si è attivato l’airbag, poi si è sgonfiato da solo?
“Sì, poi si è sgonfiato, ma non succede immediatamente, bisogna aspettare un po’. Ho fatto forse mezzo giro in quelle condizioni, ma è normale. Ero molto impacciato!”.

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Come ti trovi con Gunther Steiner?
"Molto bene, ha una bella personalità. Devo dire che all'interno del box c'è sempre serenità, sia quando le cose vanno bene, sia quando vanno meno bene e questo è fondamentale", ha concluso il riminese. 

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Gianluigi Mazza