È tempo di vacanze, è tempo di relax prima di tornare in pista nel 2026. Con l’avvicinarsi delle festività natalizie, ne abbiamo quindi approfittato per incontrare il nostro caro amico Alberto Vergani, condividendo una lunga chiacchierata prenatalizia davanti a una fetta di panettone.
Il manager meneghino, tra i più stimati nel paddock, ha analizzato la situazione che ci attende nel 2026, anno in cui quasi tutti i contratti dei piloti andranno in scadenza. Il pezzo pregiato è certamente Marc Márquez, nove volte campione del mondo, chiamato a ridiscutere il contratto con Ducati.
“Personalmente non sono convinto che vada a caccia di cifre folli, perché Marc non è uno che sbava dietro ai soldi e non l’ho mai visto felice come quest’anno – ha esordito – per me potrebbe quindi rimanere in Ducati e non ne sarei sorpreso. In quel caso sarebbe un dispiacere per tutti, perché è la moto più desiderata”.
Márquez in Ducati è la scelta migliore per tutti?
“Penso sia un matrimonio di interessi, perché nessuno dei due vuole lasciarsi. Non vedo altri scenari: Ducati ha una lunga lista d’attesa nel caso in cui dovesse dire addio a Marc. Possono fare ciò che vogliono con i piloti della griglia, perché tutti vogliono la Ducati”.
Tra i piloti in scadenza c’è anche Bagnaia: cosa farà?
“Non so quale sarà il futuro di Pecco: di certo non è più il Re. Il problema è che Marc ha fatto innamorare tutti. Oltre a vincere, ti rapisce con lo sguardo e con il modo in cui ti guarda, oltre a essere fortissimo e un vero campione. A mio avviso non è mai andato al 100% in questa stagione. Io sono dell’idea che Pecco potrebbe ripartire dalla VR46 con Aprilia, qualora Valentino dovesse salutare Ducati”.
Tra i piloti che ambiscono alla Ducati c’è anche Acosta.
“La situazione di Acosta dipende molto dalla parabola di KTM. È ovvio che, se avesse la possibilità di salire sulla Ducati, lo farebbe al volo. D’altronde Pedro è molto simile a Marc per talento e cattiveria agonistica, inoltre sbaglia poco”.
Guardando al 2026, sarà Aprilia l’anti-Ducati?
“Aprilia è la moto più competitiva dopo Ducati e parte del merito va anche allo sviluppo di Lorenzo Savadori. Ovviamente super chapeau a Bezzecchi, considerando che era partito come secondo pilota nel confronto con Martín. Alla fine però la vita è bizzarra e Marco ha dimostrato di saper vincere e di dar filo da torcere a Marc. Attenzione quindi ad Aprilia, perché è una moto molto ambita”.
Martín resta o saluta Noale?
“La vicenda di Jorge è stata un pasticcio e io, per principio, non lo terrei. Non è stata una buona mossa cercare la Honda mentre Aprilia stava lavorando e performando, peraltro con un contratto in essere. A tal proposito, grandissimi Rivola e Colaninno, così come Ezpeleta, che ha sgomberato il campo da ogni dubbio. Credo che questa vicenda abbia fatto male al pilota e penso che si sia visto”.
Quindi, come si incastra questo mercato?
“Secondo me sarà un mercato imprevedibile e incandescente. Quartararo guadagna cifre importanti e non penso che Aprilia possa garantirgliele, qualora Martín dovesse andare via. La situazione di Acosta non la conosco a fondo e molto dipenderà dall’evoluzione economica di KTM. Ducati, non disponendo forse di un budget elevatissimo, investirà sul campione, consapevole però di avere la moto migliore. Infine c’è Honda: sono i più brillanti dal punto di vista economico, perché non lesinano, ma la moto deve ancora crescere, nonostante quest’anno si siano visti importanti passi avanti”.
Per concludere, possiamo dire che Marc comanda il mercato?
“Marc è il campione in carica e tutti lo vogliono. Ricordo che un anno fa lo consigliai a Rivola: gli dissi di portarlo in Aprilia quando la situazione con Ducati doveva ancora essere definita. Come detto però, non credo che Marc voglia cambiare ancora dopo quanto fatto”.