La stagione agonistica delle due ruote è terminata e ne abbiamo approfittato per condividere una lunga chiacchierata con Marco Melandri. Se nella giornata di ieri abbiamo focalizzato l’attenzione sul mercato, sulla situazione Ducati e su cosa aspettarci per il 2026, questa volta il focus è su Toprak Razgatlioglu, ovvero la grande novità del prossimo anno.
Il turco sbarca finalmente in MotoGP e Melandri non vede l’ora di vederlo all’opera con la Yamaha del team Pramac. Oltre al campione del mondo e alla sfida che lo attende, non bisogna dimenticare Quartararo e le dinamiche che vanno oltre la pista.
“Toprak è tanta roba – ci ha detto – Lui è un talento eccezionale, dotato di una padronanza del mezzo incredibile. Sembra che giochi con la moto e tutto ciò è evidente. Sono curioso di vederlo in pista, consapevole che per lui il 2026 sarà un anno di crescita”.
Cosa ti aspetti?
“È un pilota molto intelligente e consapevole. Sono dell’idea che non vorrà strafare, ma compiere un passo alla volta per capire tutto ciò che lo circonda. Nel 2027 però cambierà tutto: arriveranno le Pirelli e io penso che Toprak sarà là davanti a dare fastidio a Quartararo per essere la migliore Yamaha in pista”.
Hai citato Quartararo. Pensi che lascerà Yamaha a fine 2026?
“Da come parla e da quanto trapela, sembra di sì. Fabio potrebbe andare via, ma aspettiamo e vediamo cosa succede. Io però ho alcuni interrogativi”.
Quali?
“Penso che per Fabio non sarà semplice replicare con il V4 quanto fatto con il quattro in linea. Mi riferisco soprattutto alla necessità di trovare i giusti assetti e il corretto bilanciamento della moto. Per tanti anni è stato abituato al quattro in linea e questo salto non lo vedo così semplice. Altra cosa: mi pare che tutti i piloti Yamaha si stiano lamentando della nuova moto. Dalle dichiarazioni rilasciate non li ho visti pienamente entusiasti della nuova M1 e, in pista, mi aspettavo qualcosa di più in termini di motore. Mi domando quindi se Yamaha stia bluffando o meno. Dico questo perché al malumore dei piloti fanno da contrasto le considerazioni di Dovizioso, che mi sembra propositivo e ottimista. Detto ciò, preferisco fidarmi di Andrea, perché sta sviluppando la moto e ha tutta la situazione sotto controllo”.
Marco, a parte la pista, in questo periodo si parla molto del tema dei diritti TV con il rinnovo da parte di Sky. In passato eri con DAZN, poi l’avventura si è interrotta.
“Esatto. È stata una bellissima avventura, perché il gruppo di lavoro era giovane, molto motivato e facevamo tutto da Milano. A dir la verità, qualora un’emittente dovesse richiamarmi per il 2026 ne sarei contento, ma vorrei fare alcune precisazioni”.
Certo.
“La MotoGP è arrivata a disputare oltre 20 gare e sinceramente non sono disposto a dedicarmi full time, dovendo poi andare in trasferta in giro per il mondo. Un conto è poter dare un contributo ogni tanto, un altro è farlo per un anno intero. Di certo mi piacerebbe tornare, perché il commento tecnico è il racconto di ciò che vive un pilota sotto il casco. A tal proposito ci sono commentatori tecnici bravissimi, come Sanchini, oppure Biaggi, che era molto bravo ai tempi della Superbike”.
Meglio quindi fare il deejay?
“Esatto. La musica è da sempre la mia grande passione, non ho mai voluto rinunciarvi e ora me la sto godendo a 360 gradi. Continuo a suonare, conoscere, crescere e imparare in un settore che ho sempre sognato. Quest’anno siamo stati al Mugello, prossimamente andrò in Brasile e mi piacerebbe un coinvolgimento da parte di Liberty Media”.
Hai avuto modo di parlare con gli americani?
“No, però mi piacerebbe. In Formula 1 vediamo artisti di fama internazionale suonare sul palco e in pista; secondo me si potrebbe fare qualcosa di molto interessante anche nella Fan Zone, esattamente come è stato fatto quest’anno al Mugello. Penso che musica e corse siano un fantastico connubio”.