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Melandri: “Bagnaia e Ducati erano marito e moglie, ora solo parenti, Marquez resterà”

L’INTERVISTA – 1^ PARTE: “La stagione di Pecco è un enigma, credo andrà via da Ducati, se arriva Acosta sarà un dream team. Marquez era stremato dopo il titolo, l’infortunio è stato un bene, lui correrà ancora un paio d’anni”

MotoGP: Melandri: “Bagnaia e Ducati erano marito e moglie, ora solo parenti, Marquez resterà”

La MotoGP si sta godendo il meritato relax in vista della ripartenza fissata a gennaio. Arrivati a fine anno, è quindi tempo di tirare il bilancio del 2025 e guardare all’orizzonte. Di questo e di molto altro abbiamo parlato in questa lunga intervista con Marco Melandri.

Trasparente e cristallino come sempre, il pilota ravennate ha analizzato la situazione senza fare troppi giri di parole. Questa è la prima parte dell’intervista, in attesa della seconda, che leggerete nei prossimi giorni.

“Penso ci sia poco da dire in merito a quanto accaduto quest’anno – ha detto – Marquez ha dominato la stagione, mostrando di essere a un livello superiore rispetto a tutti gli altri. Purtroppo è poi arrivato l’incidente di Mandalika, ma per certi versi quell’infortunio è stato quasi un bene”.

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Come mai?
“Perché lui era stremato, voleva togliersi di dosso il peso della vittoria del titolo e tutta quella tensione che lo accompagnava. Questo riposo forzato gli ha consentito di ricaricare le energie di cui aveva bisogno per tornare più forte il prossimo anno”.

Pensi sia un 2026 già scritto?
“Spero di no, perché tutti vorrebbero gare incandescenti e sfide avvincenti fino all’ultimo. Io però resto dell’idea che non ci saranno grandi sorprese, perché Marc resta a un livello nettamente superiore a tutti gli altri”.

A proposito di Marc, rimarrà in Ducati anche nel 2027 oppure tornerà in Honda?
“Io penso che Marc correrà ancora per un paio d’anni e non vorrà cambiare. Credo infatti che chiuderà la carriera in Rosso. In Ducati conosce l’ambiente e sa come lavorano, inoltre sono molto immediati nel soddisfare le sue richieste. L’unico motivo per cui potrebbe tornare in Honda sarebbe quello di garantirsi una bella pensione, ma non penso ne abbia bisogno. Pertanto dico che Marc rimarrà in Ducati anche nel 2027”.

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E Bagnaia invece?
“La situazione di Pecco penso sia un vero e proprio enigma, perché nessuno riesce a comprendere il suo 2025, nemmeno chi ha corso. Ne ho parlato anche con i colleghi ed è inspiegabile come un pilota possa passare dal vincere una gara a non avere la minima fiducia. Io, quando correvo per Ducati e faticavo, se andava bene potevo fare un quinto posto, ma poi tornavi sui livelli di sempre. Sinceramente non vedo grandi stravolgimenti nel Mondiale 2026, dato che le moto saranno sempre le stesse”.

Pecco ha dichiarato che la sua intenzione è rimanere…
“Visto da fuori, a me sembra che il rapporto tra le parti si sia lentamente sgretolato. Se una volta Pecco e la Ducati erano marito e moglie, ora sono semplici parenti. Tra di loro non vedo più quella sintonia e quel legame così forte e stretto da spingerli insieme ad andare oltre. Io penso che lui non rimarrà nel 2027, poi magari mi sbaglio”.

Molti parlano già di Acosta…
“Marquez-Acosta sarebbe un dream team a tutti gli effetti. D’altronde Ducati deve pensare a programmare il proprio futuro e Acosta, considerata la sua giovane età, credo sia la scelta naturale e migliore. È giovane, è fortissimo ed è un cagnaccio, perché sulla moto dà sempre tutto: lo vediamo con quella KTM. Credo che Pedro sia una scelta giusta, da non farsi sfuggire in ottica 2027”.

Bezzecchi e Alex Marquez invece?
“Alex Marquez penso abbia trovato una seconda casa in Gresini e non credo voglia andarsene. Tra l’altro Gigi è contento di averlo nel team di Nadia, perché gli consente di esprimere il potenziale di un team satellite Ducati. Lui, appena sceso dalla GP23, ha dimostrato con la GP24 quanto sia forte, proprio come Bezzecchi sull’Aprilia. Penso che Marco sia cresciuto tantissimo e sia diventato veramente competitivo con l’Aprilia. Rispetto a loro, Marc resta su un altro livello, ma Alex e Bez sono sicuramente i principali rivali”.

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Riccardo Guglielmetti