A Jack Miller non è proprio andata già la penalizzazione che gli Steward gli hanno inflitto dopo il contatto con Aldeguer. Hanno deciso di punirlo con l’obbligo di cedere 3 posizioni, quando non lo ha rispettato, con un Long Lap. A quel punto, la possibilità di andare a punti del pilota di Pramac erano sfumate.
L’australiano, però, non pensa di essersi meritato un simile trattamento. “Avevo visto la prima penalità sul cruscotto, ma sarebbe stato ridicolo cedere tre posizioni in quel momento, quando avevo due secondi di vantaggio sul pilota che precedevo - ha spiegato - Quando poi ho visto il Long Lap, ho capito che sarebbe meglio farlo”.
Il punto, però, è un altro. Miller non pensa di avere sbagliato, ma che sia stato Fermin a cercare il contatto.
“Secondo me, quella penalità non è valida - ha tuonato - È impossibile sorpassare qualcuno che continua a lasciare i freni. L’avevo già passato una volta all’ultima curva e lui ha continuato a forzare, andava largo, ma la sua moto è un missile e scappava. Così, ci ho messo un giro e mezzo a decidere dove tentare un’altra volta”.
E, a quel punto è successo il fattaccio.
“Uscivo meglio dalla prima curva, così lo attaccato alla seconda - ha continuato Jack - Tutto era sotto controllo, finché non si è affiancato e ha lasciato di nuovo i freni. Io ho cercato di stare il più stretto possibile. La cosa intelligente, sarebbe stata per lui incrociare la mia traiettoria. Se guidi così, cerchi il contatto e non è corretto. Lui continua a staccare le ali ai piloti, lo ha fatto con me anche la scorsa settimana. Questo non è correre, è autoscontro. È lo stile della nuova generazione di piloti”.
Miller ne ha anche per Simon Crafar e i suoi Steward.
“Manca uniformità nel giudizio. Mi avevano fermato per 10 minuti nelle prove e dato 3.000 euro di multa perché la mia moto fumava. Poi hanno lasciato un’altra moto fumare per metà gara e vincere - si è riferito a Bagnaia in Giappone - Dov’è l’uniformità?”.