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Bagnaia: “C’è rabbia: non sono messo nelle condizioni di poter lottare”

“Non stiamo risolvendo niente e ad oggi nessuno è riuscito a spiegarmi come mai non riesco a guidare come prima. Marquez? È stato un contatto di gara. Alex? È normale che faccia più attenzione con suo fratello come io con i piloti Academy”

MotoGP: Bagnaia: “C’è rabbia: non sono messo nelle condizioni di poter lottare”

Sei giri di fuoco con il sogno di poter puntare alla vittoria prima di tornare alla triste realtà. Il GP del Mugello presenta un conto salato a Pecco Bagnaia, che resta giù dal podio. Se la tappa tricolore doveva essere l’occasione della svolta, al piemontese lascia un retrogusto amaro.

Il volto di Bagnaia nel post gara lascia spazio a ben poche parole ed interpretazioni, consapevole del momento che sta vivendo.

“Ho fatto sei giri in cui avevo tutto a posto, poi appena calata la gomma anteriore ho iniziato a fare il gambero – ha esordito – le ho provate tutte, andavo più forte di Alex ma non riuscivo ad avvicinarmi e questa è la verità. Arrivo a quattro decimi e poi mi tocca andare dietro, perché la gomma anteriore non regge. È il copione di sempre. All’inizio ero fiducioso, volevo rimanere vicino ai primi, ma purtroppo non è stato possibile, perché ho rischiato anche di cadere”

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C’è dispiacere, rabbia per questa domenica?
“C’è molta rabbia, sono dispiaciuto perché so cosa posso fare, so di poter vincere le gare, ma non sono messo nella condizione di poter lottare. Ho fatto tutta la gara a vedere cosa facessero Alex e Marc, cercando di avvicinarmi, ma ogni volta che tornavo sotto, rischiavo. Alla fine è andata come ad Aragon per certi versi ed è un peccato”.

In che direzione va il lavoro da domani?
“Non lo so…”

Nel confronto con Alex e Marc cosa manca?
“Sono in un limbo. Purtroppo non riesco a far scorrere la moto come in passato, non riesco a frenare come fanno Alex e Marc, perché rischio di perdere l’anteriore ogni volta. Avverto infatti dei movimenti e non troviamo soluzioni”.

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Come mai hai utilizzato la vecchia carena e non quella nuova?
“Perché non è il momento di utilizzare cose diverse e avrei rischiato di avere ulteriore problemi”.

Pensi che Alex lotti con Marc come fa con te?
“No, non lo so. È chiaro che Alex faccia più attenzione quando lotta con Marc, esattamente come faccio io quando sono in lotta con i piloti Academy”.

Prima di questa gara avevi detto: se al Mugello non ho le sensazioni che voglio, significa che c’è un problema…
“C’è un problema. Non stiamo riuscendo a risolvere niente e nessuno ad oggi è riuscito a spiegarmi come mai quest’anno non riesco ad andare come ho sempre fatto prima”.  

Sbattere i pugni sul tavolo potrebbe essere la soluzione?
“Non so a cosa porterebbe comportarmi così. Stanno lavorando tutti in Ducati, nessuno escluso. Il fatto è che non stiamo andando da nessuna parte. Miglioriamo poco, ma non stiamo andando da nessuna parte al momento”.

Il fatto che lo sviluppo sia bloccato per il 2026 è un problema?
“Se dovessimo restare esattamente con la stessa moto direi di sì. Sono passate nove gare ed il mio problema è sempre lo stesso. Il DNA della moto fai fatica a cambiarlo, quindi spero di trovar la quadra perché altrimenti rischio di essere nei guai anche nel 2026”.

Pensi sia perso il Mondiale?
“Non è il momento di pensare al mondiale, perché devo ritrovare la mia velocità. Non posso pensare di vincere un titolo con delle gare del genere, in cui devo restare dietro e non posso fare niente. Devo solo sperare che qualcuno davanti faccia un errore. Spero di trovare una soluzione, ma nella situazione attuale se non cambia nulla è difficile”.

Ora si va ad Assen.
“Assen è una pista dove le sensazioni all’anteriore e la stabilità della moto sono fondamentali. Se mi dovessi trovare ad Assen come qua al Mugello farei molta fatica”.

Sei andato in direzione gara per il contatto con Marquez…
“Secondo me il contatto con Marc è stato estremamente normale, lo considero un contatto di gara. Oggi non hanno penalizzato cose peggiori in gara abbastanza evidenti. C’è stato solo un chiarimento, a dir la verità non so cosa abbiano chiesto a Marc. Per me lui ha aspettato ad aprire il gas perché non voleva che incrociassi la linea e ci siamo toccati, ma è una cosa normale”.

Tornare alla GP24 non è proprio possibile?
“È impossibile… È tutto congelato”

Ad Aragon hai utilizzato i dischi più grandi, qua invece no. Come mai?
“Per la temperatura… Metteri quelli più grandi sarebbe stato rischioso, perché non sappiamo se avrebbero raggiunto la giusta temperature. Assen? Non credo li utilizzerò”.

Di Giannantonio ha detto che quando non hai la frenata aggressiva sei senza armi…
“Ero abbastanza in difficoltà perché avevo un buco enorme nella gomma posteriore e vibrava tantissimo. Nel punto in cui Fabio mi ha superato non potevo portare dentro velocità e quindi è riuscito a buttarsi dentro e passarmi”.

Pensi che tutte le difficoltà derivanti da questa stagione possano essere di grande apprendimento?
“Io credo che essendo uno che non molla mai, come oggi. Tutte queste difficoltà possono aiutarmi a comprendere meglio tante situazioni ed anche tante persone per capire meglio cosa fare in futuro”.

 

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Riccardo Guglielmetti