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MotoGP, Lorenzo: “Marquez ha sempre il coltello tra i denti, impossibile che cambi”

“Marc ha dimostrato di poter vincere anche con una moto inferiore, ma la Direzione Gara deve essere più severa. L’appello? Vincerà la Honda perché non si può cambiare ciò che è scritto”

MotoGP: Lorenzo: “Marquez ha sempre il coltello tra i denti, impossibile che cambi”

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A pochi giorni dal terzo appuntamento stagionale della MotoGP, continua a far discutere l’incidente provocato da Marc Marquez nel Gran Premio del Portogallo. Uno strike che è costato una gara di stop a Miguel Oliveira e che terrà lontano lo stesso Marquez dalla pista anche ad Austin, per recuperare appieno dall’infortunio al primo metacarpo.

Un episodio che ha fatto discutere tanto per l’aggressività di Marc, quanto per il doppio Long Lap comminato allo spagnolo per il GP d’Argentina, per il quale la Honda ha presentato ricorso alla Corte d’Appello. Una situazione su cui si è espresso anche il cinque volte iridato Jorge Lorenzo, intervenuto nel programma “El Larguero” di Cadena Ser per parlare del caso Marquez e delle nuove gare sprint. 

“Ho amato le gare sprint, sono molto favorevole, ma penso che la Direzione di Gara debba essere molto attenta alle azioni dei piloti e punirli nel caso in cui non rispettino le regole - ha ammesso Jorge all’emittente spagnola - È uno spettacolo e credo sia positivo. Il rischio però è sicuramente raddoppiato perché ci sono più gare e la sprint è una gara corta, dove all’ultimo giro ci sono 5 o 7 piloti che possono giocarsi il podio e la vittoria. La Direzione Gara deve essere più severa, per proteggere la salute dei piloti”.

Pur chiedendo un pugno di ferro alla Direzione Gara, Lorenzo ritiene che Marquez e la Honda siano destinati a vincere l’appello, poiché sarebbe ingiusto modificare il regolamento solo per sanzionare Marc.

“Honda dovrebbe vincere l’appello, perché quello che è scritto è scritto e non può essere cambiato. Un regolamento scritto si può cambiare solo dopo anni e non sarebbe giusto per Marquez se lo cambiassero, ma nemmeno per i piloti coinvolti nell’incidente - ha spiegato il maiorchino - Il regolamento è così, era già scritto, per questo dovrebbero vincere quasi sicuramente l’appello”.

Compagno di squadra di Marquez nel 2019, il cinque volte iridato conosce bene l’ex rivale e il suo comportamento in pista: Marc ha un DNA che gli permette di stupire tutti come ha fatto prendendosi quella pole position insperata in Portogallo, con una moto inferiore alle altre. È un DNA che ha anche un risvolto negativo, che lo porta ad avere sempre il coltello tra i denti. Lui vuole sempre vincere, anche quando non si trova bene con la moto, non è sul suo circuito preferito o le condizioni non sono favorevoli. Questo comporta delle cadute - ha chiosato Lorenzo - Quando cade da solo le conseguenze sono solo per il suo fisico, mentre quando coinvolge altri piloti, deve intervenire la Direzione Gara. Non si può avere tutto dalla vita: avere un pilota aggressivo e che rischia come Marquez, ma senza che succeda niente”.

Un Marc che non prende rischi sarebbe pura utopia, ma per il maiorchino il campione spagnolo è ancora in tempo per correggere almeno in parte la sua attitudine: “Marc ha 30 anni ed è impossibile che cambi completamente la sua mentalità, ma può limare qualcosa - ha affermato Jorge - Deve decidere se vuole continuare così così fino alla fine della sua carriera, oppure se è il caso di cambiare il suo stile di guida e correre meno rischi. Sicuramente vincerebbe meno gare, ma potrebbe cadere meno e prendere più punti. Ha la peggiore Honda da molto tempo, ma sta dimostrando di essere in grado di vincere anche con una moto inferiore”.

Ma se la Honda non riuscisse a fare i passi avanti sperati, il futuro dell’otto volte iridato potrebbe essere lontano dalla Casa dell’Ala?

“Ha ricevuto un’offerta di 4 anni, quando non era prassi e per una grande quantità di denaro. Ora le cose sono cambiate e la Ducati è di gran lunga superiore. Quando arriverà il momento di rinnovare il contratto con la Honda, dovrà valutare se vuole avere una moto migliore con cui provare a vincere altri Mondiali, o se continuare con le condizioni economiche che ha in Honda, per i suoi ultimi 4 o 5 anni di carriera” ha concluso Lorenzo, che non esclude comunque il fatto che Marc possa aggiungere nuovi titoli alla sua bacheca, restando sempre con il costruttore giapponese.

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