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MotoGP, Bagnaia: "Un tris come Stoner? Bisogna guadagnarsi un posto nella storia"

"Valentino mi aveva sconsigliato la gomma morbida... e l'ho montata, altri due giri e avrebbe vinto Quartararo. Lo scetticismo nei miei confronti? Perché sono italiano, ma il rispetto bisogna guadagnarselo"

MotoGP: Bagnaia: "Un tris come Stoner? Bisogna guadagnarsi un posto nella storia"

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Tre è il numero perfetto, dicono. Lo è sicuramente per Pecco Bagnaia, che mai prima in carriera era riuscito a completare un tris di vittorie. In Ducati, poi, ce l’aveva fatta prima di lui solo un certo Casey Stoner, il che fa capire la grandezza dell’impresa. Come a Silverstone, al Red Bull Ring il piemontese non partiva favorito, ma ieri aveva garantito che avrebbe usato la testa ed è stato di parola.

È bellissimo, sono contento: per avere vinto 3 gare di fila e per il significato che hanno dopo tutto quello che mi era successo a inizio stagione - inizia il suo racconto di un’altra domenica indimenticabile - Come a Silverstone in questo fine settimana non ero il più veloce e anche qui sono riuscito a ribaltare la situazione”.

Questa volta non hai dovuto chiamare nemmeno Rossi e Stoner?
In verità l’ho fatto (ride). Valentino è il mio mentore, mi ha dato consigli sulle gomme. Mi aveva suggerito di non scegliere la gomma morbida all’anteriore… e infatti l’ho montata (ride) Aveva ragione lui, non è stato la scelta giusta. Casey, invece, venerdì mi ha aiutato a capire alcune cose, mi ha trasmesso la sua esperienza e ha funzionato”.

Riesci a ribaltare una situazione difficile all’ultimo come Valentino e hai vinto 3 gare di fila sulla Ducati come Stoner…
Spero di avere una carriera come la loro, ma sarebbe troppo ottimista pensarlo. Bisogna guadagnarsi il proprio posto nella storia”.

Stai facendo cose straordinarie, ma sembra che ci sia sempre un certo scetticismo nei tuoi confronti.
Secondo me perché sono italiano. C’è scetticismo perché nella prima parte di stagione ho fatto tanti errori e poi perché la Ducati è la moto migliore, quindi si scredita una vittoria, noi italiani siamo molto bravi in questo. Però chi viene e alle gare e le persone che contano sanno che non è così e io mi sento molto soddisfatto per quello che ho fatto. So che bisogna guadagnarsi con i risultati il rispetto ed è quello che sto facendo”.

Come hai fatto a riprenderti dopo un inizio di anno così complicato?
Ho usato il mio tempo per migliorarmi e devo ringraziare la mia famiglia, la mia ragazza e la VR46 per il loro aiuto. Ho analizzato i miei errori, cercato di capire il perché li avevo fatti, ma so che ho ancora tanto da imparare per arrivare al livello dei più grandi di questo sport”.

Ti aspettavi su questa pista di guadagnare solo 5 punti su Quartararo?
È tutto il fine settimana che dico che Fabio è il più veloce. Oggi, se ci fossero stati altri due giri avrebbe vinto lui, perché io avevo finito la gomma anteriore, usavo anche il piede per fermare la moto (la foto qui sotto lo dimostra ndr). Quest’anno riesce a essere sempre competitivo, anche su pista in cui non lo era lo scorso anno. Inoltre qui la nuova chicane lo ha un po’ aiutato, ma è giusto che sia andata così”.

Aleix Espargarò, in compenso, è più vicino: 12 punti.
Sì, ma il mio obiettivo è Fabio e finché non riuscirò a riprenderlo non avrò fatto il massimo”.

Come mai negli ultimi GP hai faticato in prova?
Ci sono piste che con la Ducati vengono più facili e altre meno, ma alla fine riusciamo sempre a farla funzionare. Qui ha influito la carcassa della gomma posteriore, è diversa dal solito e non si adatta troppo al mio stile di guida”.

Hai comandato la gara dall’inizio alla fine, a parte il botta e risposta con Miller.
La gomma morbida all’anteriore non è stata la scelta giusta, la ruota si bloccava tanto in frenata e ho capito che se gli fossi rimasto dietro la pressione si sarebbe alzata. Per questo l’ho superato immediatamente e sono riuscito ad aprire un po’ di gap".

Ti mancherà Miller come compagno di squadra? Martin sembra più aggressivo di lui…
Se Jack oggi avesse avuto la possibilità di vincere, ci avrebbe provato, come ogni pilota. Ognuno è fatto a modo proprio, ma il sorpasso di Jorge su Jack ci sta, all’ultimo giro e per il podio. Bisogna anche sottolineare che lui ed Enea hanno un’enorme pressione addosso, non è facile gestirla e li capisco”.

Ora però sei tu l’unico pilota di classifica della Ducati, ti aspetti un aiuto dai compagni di marca?
Questi discorsi si possono fare solo alla fine, non è questo il momento il momento di parlare di giochi di squadra e nemmeno li voglio. Se poi arrivassi a Valencia e qualcuno volesse darmi una mano… non direi di no”.

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