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MotoGP, Di Giannantonio: “Al mugello è stata una festa. Da Jerez stiamo crescendo”

"“Ho un po’ l’amaro in bocca. Non pensavo di vincere la gara, perché non è ancora il nostro momento, ma arriverà. Mi sentivo molto strano con la moto soprattutto al posteriore"

MotoGP: Di Giannantonio: “Al mugello è stata una festa. Da Jerez stiamo crescendo”

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di Mattia Caimi

Partito dalla pole nel GP di casa, Fabio ha corso una gara in difesa, faticando a trovare grip al posteriore. É una gara senz’altro positiva quella del pilota romano, che si dice soddisfatto della sua crescita in questa stagione, la prima in MotoGP.

La vittoria non era nel suo mirino, già ieri, conscio del suo potenziale, si era posto come target la top ten, sfuggitagli per una posizione. Diggia è stato anche vittima di un attacco sul traguardo da parte di vinales a cui ha resistito per un millesimo di secondo.

Hai fatto anche il photofinish, non ti sei fatto mancare niente!
“Ho un po’ l’amaro in bocca. Non pensavo di vincere la gara, perché non è ancora il nostro momento, ma arriverà. Mi sentivo molto strano con la moto soprattutto al posteriore, non riuscivo a trovare il giusto feeling col gas e a trovare il grip. Peccato perché realisticamente il nostro posto era nel secondo gruppetto. Purtroppo è stata più difficile di quel che ci aspettassimo”.

Però ti sei ritrovato a lottare con i piloti forti.
“Loro sono precisissimi. Staccano forte, accelerano sempre al momento giusto e anche se sbagliano qualcosa riescono a ricucirsi al cordolo. Si vede che hanno la moto in mano, io sto crescendo, ci sto arrivando. É stato bello partire e fare i primi giri davanti”.

Pecco ha anche detto che ha faticato a superarti, gli sembrava stessi spingendo molto.
“No, in realtà non stavo esagerando anche perchè anche dai dati, si vede che non uso troppo le gomme. L’unica cosa che mi mancava era trazione dietro”.

Hai idea del perchè?
“Ho dato le mie sensazioni, analizzeranno i dati e sicuramente nel meeting prima di Barcellona mi diranno qualcosa”.

Tra l’altro è una pista simile al Mugello…
“Sì, anche se cambia molto il grip, ne ha molto meno”.

Hai trovato un punto su cui costruire da qui in poi?
“Il passo lo abbiamo fatto a Jerez. Da lì in poi abbiamo iniziato a lavorare meglio, con un buon assetto di base e la giusta posizione in sella. Guido più sciolto, prima ero più appeso”.

Con che sensazioni lasci questa pista?
“É stato pazzesco, la prima gara al Mugello in MotoGP essere veloci, fare la pole, i tifosi, la gente, la famiglia. É stata una festa. La gara è stata direi dignitosa - Diggia si lascia andare in un po’ di modestia - Sono migliorato come posizione all’arrivo, ma soprattutto nel giro veloce e nel distacco dal primo. Vuol dire che stiamo crescendo”.

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