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MotoGP, Darryn Binder: "quasi toccato Brad, mio fratello, ma non ho fatto sciocchezze"

"Quando ho raggiunto e superato mio fratello Brad è stato fantastico, ho guidato bene, l'unico quasi contatto lo ho avuto con lui! C'era tantissimo grip. Non sono arrivato nemmeno all'80% del potenziale di questa moto"

MotoGP: Darryn Binder: "quasi toccato Brad, mio fratello, ma non ho fatto sciocchezze"

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Era penultimo Darryn Binder al termine del primo giro del Gran Premio di Indonesia, ha terminato in 10ima posizione. Un risultato che sarebbe definibile come buono anche per un pilota esperto in MotoGP, ma è ottimo se si tiene conto che il fratello minore dei Binder non è solo un rookie, ma ha effettuato addirittura il salto dalla Moto3 alla MotoGP. Qualcosa come 250 cv in più, per non parlare del peso!

Non è il primo pilota a farlo, e ad avere successo, però. Nel passato è arrivato a vincere Garry McCoy, passato dalla 125 alla 500 Yamaha e oggi abbiamo l’esempio di Jack Miller, ma comunque la prestazione di Darryn è stata comunque encomiabile. Anche e soprattutto perché Binder junior ha fama di essere una testa calda.

Dicevamo penultimo al primo giro, 16° al 5°, 13° al 10° alle spalle dei fratelli Espargaro, quindi al 13° era lui ad essere alle spalle del fratello Brad e per ben due passaggi riusciva a tenergli le ruote davanti, fino a che dal 16° giro al 18° si ritrovava addirittura in ottava posizione, prima di cedere progressivamente al ritiro del fratello Brad ed all’Aprilia di Aleix.

“E’ stata una gara interessante - ha iniziato a raccontare Darryn Binder, ancora visibilmente eccitato e contento - Quando è iniziato a piovere ho pensato: dai andiamo, sarà una bella esperienza da mettere in tasca. Fin dal primo giro sono rimasto impressionato dal grip della gomma posteriore… E man mano che la gara andava avanti ero sempre più impressionato dall’aderenza e dalla confidenza che mi davano le gomme da bagnato. Quando ho raggiunto mio fratello e lo ho passato è stato fantastico. Poi ho rallentato perché la gomma dietro è iniziata a calare e non potevo tirare come all’inizio. E’ stato a questo punto che mio fratello mi ha ripassato, io ho provato a ripassarlo, e poi ho ceduto anche ad Aleix, ma alla fine sono molto contento di come è andata. Sono soddisfattissimo del mio risultato”.

Naturalmente il primo a fare le congratulazioni a Darryn è stato proprio il fratello, Brad, che ha consolidato la grande giornata della KTM.

“Sì siamo riusciti a parlarci. La prima cosa che mi ha detto è stata: molto bene! E’ rimasto sorpreso di vedermi lì e mentre battagliavamo mi sembrava di correre per la vittoria, anche se lottavamo solo  per un 8° posto”.

C’è da chiedere a Darryn cosa ha pensato in quel momento: gareggiare per una buona posizione alla seconda gara in MotoGP sulla Yamaha WithU nemmeno aggiornatissima.

“Era la mia prima gara sotto la pioggia su questa moto. Questi ragazzi hanno esperienza in MotoGP, ma io mi sono veramente divertito. Ed ora mi godo questo momento. Torniamo alla realtà: ci aspetta l’Argentina, che sarà un’altra pista nuova per me in MotoGP”.

Un attimo di pausa, poi Binder junior riprende a raccontare le sue sensazioni.

“Durante la gara, specie all’inizio, andando sempre più veloce mi dicevo: non frenare troppo tardi o aprire il gas troppo presto, non cadere. Volevo tenere un ritmo stabile, per questo mi sono imposto di stare calmo, poi sono arrivato davanti al gruppo …ed allora ho iniziato a ripetermi: fino ad ora hai fatto un buon lavoro, non sbagliare…ehi! non sono arrivato nemmeno all’80 per cento di quanto questa moto è capace di fare. Sto provando ad imparare,  e non voglio sbagliare finché non avrò tutto sotto controllo. In Moto3 alcune volte sono andato oltre… Alla prossima gara devo ricordarmi che sto solo imparando”.

Forse questo risultato ha tolto a Darryn un peso dalle spalle, visto che non ha propriamente una reputazione immacolata.

“Stavo battagliando, ma non significa che ero fuori controllo, l’unico quasi contatto lo ho avuto con mio fratello, ma stavo guidando ragionevolmente bene, anche se ad ogni passaggio mi ripetevo, non è il momento di fare sciocchezze, perché al mio fianco avevo ‘big names’, ma alla fine è una gara…Ce l’avevo in testa di non commettere errori, ma ovviamente stavo cercando di fare del mio meglio e avrei voluto finire ottavo davanti a Brad. Alla fine comunque non devo dimostrare niente, sto solo cercando di fare del mio meglio: non devo dimostrare niente a nessuno, solo fare del mio meglio in ogni prossima sessione, prova o gara”.

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