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Stoner contro ali ed elettronica: "diminuendole la MotoGP migliorerebbe"

Il pensiero di Casey: "non sono solo i giovani piloti a causare problemi, servono punizioni chiare e severe. Mi piacerebbe voce in capitolo nel regolamento tecnico"

MotoGP: Stoner contro ali ed elettronica: "diminuendole la MotoGP migliorerebbe"

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Già in un conferenza stampa a Misano Casey Stoner aveva esposto il suo pensiero su come dovrebbe essere la MotoGP: con meno elettronica, senza ali. In altre parole più difficili, ma anche più spettacolari. L’australiano è tornato sull’argomento sulle pagine di the-race.com, ribadendo le sue idee.

Vorrei vedere i piloti derapare, fare errori, faticare per trovare grip, alcuni che iniziano la gara molto bene per la loro scelta di gomme, altri che recuperano alla fine  - ha spiegato - Tutto questo succederebbe con pochi cambiamenti al regolamento e penso che anche le possibilità di superare migliorerebbero, non ci sarebbero solo in frenata come ora”.

Se da una parte l’elettronica ha livellato le prestazioni, dall’altra l’aerodinamica ha concluso il lavoro. Stoner non ha nominato direttamente ali, spoiler e appendici varie, ma il suo riferimento è chiaro.

Mi piacerebbe avere voce in capito nei regolamenti tecnici - il suo desiderio - Ci sono degli elementi che non dovrebbero stare lì, e non è questione di sicurezza. Stanno solo facendo aumentare i costi dello sviluppo alle stelle, come in Formula 1”.

Un altro chiodo fisso di Stoner è la parte verniciata di verde dopo il cordolo, che ha sostituito l’erba. In passato l’aveva definita “la cosa peggiore capitata al motociclismo” e non ha cambiato la sua opinione.

Con l’erba dovevi controllarti, ora i piloti non hanno più paura. La pista non ha più limiti” ha rimarcato.

L’ultimo punto, molto dibattuto negli ultimi mesi, riguarda la sicurezza. La Dorna e la FIM hanno aumentato l’età minima per correre nel Mondiale  (portandola a 18 anni) ma secondo Casey non è questa l’origine del problema.

Penso che tutti debbano avere un po’ più di rispetto gli uni verso gli altri. Non sono solo i giovani a causare problemi perché ho visto molti piloti più vecchi e maturi fare cose simili. Credo che le penalizzazioni non siano abbastanza dure e chiare” ha concluso.

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