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MotoGP, Bastianini e Marini: "siamo amici ma vogliamo diventare rivali"

INTERVISTA DOPPIA - I due debuttanti del team Ducati Avintia parlano delle loro speranze per la prima stagione in MotoGP

MotoGP: Bastianini e Marini: "siamo amici ma vogliamo diventare rivali"

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Fino a pochi mesi fa lottavano l’uno contro l’altro per il titolo in Moto2, ora si apprestano a iniziare un nuovo capitolo della propria carriera. Enea Bastianini e Luca Marini questa sera, ad Andorra, hanno tolto i veli alle loro Ducati, da compagni di squadra sotto le insegne di Avintia. Negli occhi dei due debuttanti si leggeva la stessa emozione per quello che gli riserverà il futuro e insieme hanno anche affrontato la loro prima intervista da piloti di MotoGP. Stesse domande ma diverse risposte, come diversi sono i loro caratteri, mentre identica è la voglia di fare bene anche fra i grandi del motociclismo.

Com’è la prima impressione sulla Ducati, anche se da ferma?

Enea Bastianini:Sicuramente è positiva, è bello salirci su ma aspetto di correrci”.

Luca Marini: Fantastica, già l’anno scorso ero salito sulle moto di Dovizioso e Petrucci ma non piaceva la posizione in sella, sulla ‘mia’ è già molto meglio. Abbiamo già fatto qualche modifica all’ergonomia in vista dei test in Qatar”.

Come sono i rapporti fra di voi?

EB: “Sono stati buoni anche quando lottavamo per il titolo, andiamo d’accordo”.

LM: Sto da dio con Enea, ci conosciamo da tanto tempo e ci siamo sempre rispettati”.

Non potrebbe nascere una rivalità fra voi due come le grandi del passato?

EB: “Se succedesse, vorrebbe dire che staremo facendo al differenza. Però negli ultimi anni le prestazioni di moto e piloti sono molto più livellate, mi auguro che potremo essere protagonisti ma non saremo comunque da soli”.

LM:Spero in questa rivalità perché andremmo forte, ma le cose sono cambiate negli ultimi anni. Non ci sono più solamente due o tre piloti a sfidarsi ma 12. Non so se sia più facile o difficile, ma è diverso rispetto al passato”.

Per il titolo di debuttante dell’anno sarete in tre con Jorge Martin, tutti su Ducati.

EB:Siamo 3 piloti diversi per stile e corporatura, sarà una bella sfida e voglio vincerla. Però prima bisogna salire in moto”.

LM: “È bello essere tutti su Ducati. Martin avrà qualcosa in più di noi, ma spero che se saremo veloci Ducati ci dia degli aggiornamenti, come è successo lo scorso anno con Zarco”.

Hai già iniziato a conoscere il tuo capotecnico?

EB:Certo, mi sono già incontrato 3 o 4 volte con Alberto Giribuola in modo da preparare i test in Qatar. La prima impressione è stata positiva, è un ragazzo giovane ma ha molta esperienza con Ducati, ha lavorato con Dovizioso e potrà insegnarmi tanto.

LM: “Io lavorerò con Luca Ferraccioli, ci siamo parlati e confrontati sui nostri metodi lavoro e gli ho già fato un sacco di domande sulla moto e gli altri piloti. Stiamo cercando di prepararci al meglio ai test in Qatar, peccato non avere potuto provare a novembre, dovremmo fare il nostro meglio per recuperare il tempo perduto.

Quali sono le aspettative per le prime prove?

EB: Non sono alte, sarà tutto nuovo e dovrò capire molte cose e adattarmi. In MotoGP c’è più elettronica, tante cose da sistemare, servirà tempo ma sono carico per iniziare. Ogni pilota ha i suoi tempi, io voglio divertirmi e spero che i risultati arrivino”.

LM: Nessuna, bisognerà solo conoscere la moto, le gomme, l’elettronica e un metodo di lavoro diverso. Bisognerà iniziare con calma.

Provare solo a Losail è un vantaggio o uno svantaggio?

EB:Non è un bene girare sempre sulla stessa pista, ma mi permetterà di avere più esperienza per la seconda gara”.

LM: “Provare solo su una pista non è positivo, ricordo un inverno in Moto2, dopo 9 giorni di test a Jerez volevo dare fuoco a tutto (ride). Così facendo nella seconda gara potremmo essere più veloci, ma potremmo poi pagarla quando andremo su altri circuiti”.

Come pensi sarà la prima volta in pista sulla Ducati MotoGP?

EB: “L’emozione è tanta e la voglia ancora di più. Ritroverò tanti piloti con cui avevo corso in Moto2 e Moto3”.

LM:Sono etichettato come freddo e razionale, ma sapere di guidare una MotoGP è incredibile, ogni giorno penso a quali sensazioni proverò. Il primo giorno è sempre il più bello, anche in Moto2 era così, figurarsi su una MotoGP! Mi sento carico e motivato, non c’è niente di più bello di guidare una MotoGP e voglio godermi ogni giorno”.

Hai cambiato il tuo allenamento per la MotoGP?

EB: Ho lavorato più duramente questo inverno, in palestra e sulla moto da cross”.

LM: Non molto, ho seguito quello che fanno Valentino, Morbidellli e Bagnaia”.

Hai ricevuto qualche consiglio per il debutto in MotoGP?

EB:Carlo Pernat, il mio manager, me ne dà tanti ma bisogna tenerne buoni solo la metà (ride). Però sono importanti, è saggio”.

LM:Non ho ancora parlato con mio fratello, Franco e Pecco, non avendo provato la moto non saprei cosa chiedere. Ci sarà tempo durante la stagione”.

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